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Il pasto nudo (1992)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il pasto nudo: minimo
Ritmo ritmo in Il pasto nudo: presente
Impegno impegno in Il pasto nudo: presente
Tensione tensione in Il pasto nudo: forte
Erotismo erotismo in Il pasto nudo: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Il pasto nudo

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il pasto nudo (voti: 91 media: 3,74) 91

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La trama

Uno scrittore tossicomane, Bill Lee, che fa il disinfestatore, uccide la moglie facendo il tiro al bersaglio. In un bar viene contattato da un extraterrestre che lo invia, come agente segreto, nell'Interzona, presso Tangeri. Qui la macchina da scrivere che usa abitualmente si trasforma in uno scarafaggio che gli detta fantomatici rapporti. Bill è ormai preda di una vita parallela allucinata e orrorifica.  

Dopo "La mosca" e "Inseparabili" David Cronenberg continua e amplia il suo discorso sull'horror, adattando il celebre romanzo autobiografico di William Burroughs e situandosi in una zona intermedia tra letteratura (allucinata all'origine) ed effetti speciali. Straordinari e mai gratuiti gli effetti speciali.

L'opinione più votata

Di Travis scritta il 16/03/2012 - utile per 11 utenti

Voto al film: voto buono

Cronemberg prosegue il suo discorso sulla carne, sulla fascinazione per la mutazione organica attingendo da uno dei libri più allucinanti mai partoriti da mente umana. Il regista cerca di dare un ordine ad un'opera, quella letteraria, veramente caotica, turbante e allucinata. L'intenzione di voler portare su grande schermo "Pasto Nudo" di Borroughs potrebbe sembrare un'impresa azzardata, ma nelle mani di un regista esperto come Cronemberg il tutto si trasforma in un'opera importante e affascinante e soprattutto in stretto dialogo con la precedente e futura filmografia del regista canadese. Si parte con spunti biografici (l'omicidio "casuale" della moglie nel tentativo di imitare l'impresa di Guglielmo Tell) fondendo poi nel racconto parti da "Pasto Nudo", "Interzona" e altri racconti di Borroughs, in alcune occasioni citati alla lettera (mi viene in mente l'incredibile monologo sull'uomo che insegnò al suo culo a parlare). Il film si divide sapientemente tra il piano della realtà e quello della fantasia riuscendo spesso a confondere le carte, catapultandoci all'interno della mente dello scrittore/disinfestatore e facendoci perdere in questa continua disconnessione tra i due piani. Cronemberg rinuncia parzialmente allo splatter che caratterizzava i suoi primi film (Rabid), entrando in una fase più matura della sua carriera, che continua ancora oggi e che ci ha regalato capolavori come "Inseparabili" (il migliore a mio avviso) e "La Promessa dell'Assassino" (purtroppo da molti sottovalutato e snobbato). Nel film si condensano tantissime trame e sottotrame, spesso complesse da spiegare (altrimenti non staremmo parlando di un film ispirato a Borroughs). Il personaggio di Bill accumula visioni allucinatorie, provocate dall'uso di sostanze allucinogene, che lo portano all'esilio in un posto misterioso (Interzona) dove, attarverso gli ordini di una macchina da scrivere/scarafaggio, scrive dei "rapporti" che altro non sono che una sorta di libro che parla della sua psiche. Un autoritratto libero e privo di vincoli. La creatività e la genialità dell'Autore deriva quindi dal completo abbandono della razionalità, e dal lasciarsi trasportare dalle proprie pulsioni, altrimenti imprigionate (nel caso di Bill/Borroughs si tratta spesso di pulsioni sessuali). Lo scrittore si abbandona totalmente alla scrittura, al suo inconscio, spingendosi ai limiti del delirio. La sofferenza è in questo caso la via per l'Arte, per macinare creatività. Nel finale il personaggio di Bill accetta questa sua condizione di sofferenza, continuando ad autoinfliggersi colpe, castighi, paure ed allucinazioni pur di poter proseguire il suo viaggio. Viaggio che in fondo lo porterà sempre più vicino a conoscere meglio se stesso, a raggiungere il limite per sentirsi vivo. Un film complesso e non per tutti i palati, difficile da seguire e forse anche da accettare. Lo stesso Borroughs è uno scrittore alquanto pesante, chi l'ha letto sa cosa intendo. Una matrice letteraria di questo tipo rende la sceneggiatura spesso troppo verbosa, ma è stata una scelta obbligata. Quando si parla di Cronemberg "Il Pasto Nudo" non è certo uno dei titoli che generalmente vengono in mente; secondo me resta invece uno dei titoli più importanti e significativi della sua grandiosa filmografia. Consigliato, ovviamente.
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SI

Opinioni su Il pasto nudo


21 maggio 2012 Opinione di wang yu su "Il pasto nudo"
wang yu

Mi piace il bizzarro e fantasioso,questo è un film folle e incasinato ma non raggiunge la sufficienza. Forse se fossi un drogato come il personaggio in questo film avrei ottenuto qualcosa , ma grazie a Dio io non sono un tossicodipendente.voto 4,5

voto al film: wang yu assegna il voto mediocre a Il pasto nudo (1992)


8 maggio 2012 Opinione di Baliverna su "Il pasto nudo"
Baliverna

Meno bello, forse, di altri film di Cronenberg, ma comunque bello. Il regista si dedica a quelli che sono i suoi temi preferiti, in modo comunque originale e non ripetitivo. Mi riferisco soprattutto alle allucinazioni che si confondono con la realtà, la carne, e il sesso visto come esperienza morbosa e sadomasochistica. L'uso degli effetti speciali è massiccio, ma essi non sono mai fini a se stessi e non hanno la mera volontà di stupire e sbalordire (quanto spesso, invece, altrove sono...

voto al film: Baliverna assegna il voto buono a Il pasto nudo (1992)

nessun commento
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16 marzo 2012 Opinione di Travis su "Il pasto nudo"
Travis

Cronemberg prosegue il suo discorso sulla carne, sulla fascinazione per la mutazione organica attingendo da uno dei libri più allucinanti mai partoriti da mente umana. Il regista cerca di dare un ordine ad un'opera, quella letteraria, veramente caotica, turbante e allucinata. L'intenzione di voler portare su grande schermo "Pasto Nudo" di Borroughs potrebbe sembrare un'impresa azzardata, ma nelle mani di un regista esperto come Cronemberg il tutto si trasforma in un'opera importante e...

voto al film: Travis assegna il voto buono a Il pasto nudo (1992)

4 commenti
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15 dicembre 2011 Opinione di urios su "Il pasto nudo"
urios

Allucinazioni-scrittura-sessualità. Dove iniziano le visioni alterate? A cosa conducono? Chi le pilota? La scrittura ne è una  – creativa e vivificante - conseguenza?

voto al film: urios assegna il voto buono a Il pasto nudo (1992)



20 novembre 2011 Opinione di ceo_85 su "Il pasto nudo"
ceo_85

Terribilmente difficile adattare il capolavoro autobiografico di William Burroughs, densissimo, allucinato, ultradescrittivo. Cronemberg ci prova e, solo in parte, ci riesce, puntando soprattutto sull'atmosfera, lavorando molto sulla ricostruzione degli ambienti futuristici, tra sogno e realtà, pazzia e lucidità, dolore, voglia, erotismo. Della storia non è facile spiegarne le svolgimento, Burroughs utilizza tutta la sua capacità per ricreare un futuro decadente, noir, corrotto,...

voto al film: ceo_85 assegna il voto buono a Il pasto nudo (1992)

nessun commento
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30 marzo 2011 Opinione di alfatocoferolo su "Il pasto nudo"
alfatocoferolo

Capolavoro allucinatorio di Cronenberg, denso di immagini, simbolismi, sottesi e deliri che non scadono mai nel fine a se stesso ma trovano collocazione coerente nello sviluppo della storia. Impossibile da descrivere, va semplicemente visto con la sola consapevolezza che ciò a cui si assisterà costituirà un tripudio di immagini e sensazioni senza una struttura precisa e definita ma che comunque seguirà un filo conduttore. Un prodotto di non facile ed immediata...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto ottimo a Il pasto nudo (1992)

3 commenti
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29 settembre 2010 Opinione di Luke Vacant su "Il pasto nudo"
Luke Vacant

Il libro di Burroghs è di una pesantezza assurda e di un non-senso bestiale. Arrivare in fondo è un piacere di cui io ancora non ho avuto il privilegio. Cronenberg col suo film cerca di dare una struttura a ciò che nel libro c'è scritto e ci riesce. Anche se il suo film stesso è infarcito di non-senso. Tanto geniale, quanto spesso pesante da digerire.

voto al film: Luke Vacant assegna il voto sufficiente a Il pasto nudo (1992)


31 marzo 2010 Opinione di cheftony su "Il pasto nudo"
cheftony

Tratto da un romanzo di William Burroughs, che non ho avuto il piacere di leggere ma su cui ho avuto modo di sapere dell'incontenibile illogicità, "Il pasto nudo", diretto da un'altra mente tanto geniale quanto unica come quella di Cronenberg, è un film che gode del raro dono del non potersi spiegare in alcun modo! La trama esposta dal critico di FilmTV è abbastanza esaustiva, considerando anche che non c'è una vera logica di consequenzialità fra un...

voto al film: cheftony assegna il voto buono a Il pasto nudo (1992)

nessun commento
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22 marzo 2010 Opinione di prelelle su "Il pasto nudo"
prelelle

VOTO: 6/10. Mi aspettavo meglio da Croneneberg, ma non male.

voto al film: prelelle assegna il voto sufficiente a Il pasto nudo (1992)


28 gennaio 2010 Opinione di michii su "Il pasto nudo"
michii

Tempo fa era troppo difficile vedere Naked lunch, ma oggi dopo Crash, eXistenZ, Spider, A history of violence, Eastern promises, Naked lunch si ripropone in tutto il suo potere tellurico di fascinazione e mistero. Cronenberg riesce nell'impresa di trasformare in cinema un romanzo illeggibile ed estremo. E' un film fondamentale, e come accade per Videodrome, eXistenZ e Crash, se non si conoscono a fondo scrittori fondamentali come Dick, Ballard, Burroughs, McLuhan, si riesce ad apprezzare...

voto al film: michii assegna il voto ottimo a Il pasto nudo (1992)




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