Zabriskie Point (1969)
Con Mark Frechette, Daria Halprin, Rod Taylor, Paul Fix, Bill Garaway
La trama
Un ragazzo ruba un aereo a Los Angeles e si perde nella Valle della Morte.
Mark, studente ribelle ricercato a Los Angeles dalla polizia per aver ucciso un agente, riesce a fuggire su un aereo da turismo rubato. Nel deserto californiano incontra e ama una ragazza, Daria, che si sta recando a Phoenix per trascorerre un periodo di vacanza. Nel paesaggio spettrale di Zabriskie Point (il punto di massima depressione geologica degli Stati Uniti) i due giovani trascorrono lunghe ore d'amore, ma...
Partito per fare un film sull'America, sulla contestazione nelle università americane, Antonioni si trova, come sempre, a girare un film sull'uomo e sul suo destino. Pur non essendo tra i suoi capolavori, e scontando una certa incomprensione del luogo e della generazione narrati, rimane un film con momenti altissimi, tra cui il "love in" nel deserto e l'esplosione finale su musiche dei Pink Floyd.
L'opinione più votata
Di Utente rimosso (signor joshua) scritta il 22/08/2010 - utile per 6 utenti
Voto al film: 
- negative [7]
- sufficienti [7]
- positive [21]
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18 dicembre 2011 Opinione di marcopolo30 su "Zabriskie Point"
Film lento, pieno di simbolismi, ridondante. Si salva solo la colonna sonora.
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8 ottobre 2010 Opinione di tafo su "Zabriskie Point"
Ci sono due cose in questo film che per altri registi sarebbero da citare in positivo, ma che nel caso del nostro forse sono dei difetti. Prima di tutto l'inizio, dove se non ci fossero i titoli di testa a ricordarcelo, l'assemblea di studenti potrebbe appartenere a uno dei documentari di Antonello Branca. Antonioni ci introduce nel film con un realismo efficacace, ma per lui inusuale, tanto che nel corso del film la descrizione del movimento viene diluita fino a sparire. Il secondo...
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22 agosto 2010 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Zabriskie Point"
Antonioni in terra straniera per la seconda volta, non più alle prese di uno pseudo thriller (Blow Up), ma un “trattato” generazionale, non più nella fredda Londra ma nella desertica California. Come sempre gli accade, anche se ha in mano le chiavi della porta di casa sua, lui preferisce aprirla con il grimaldello, ma considerando la quantità di volte in cui, in quegli anni, il tema del conflitto generazionale e delle lotte studentesche era stato affrontato,...
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12 marzo 2010 Opinione di PP su "Zabriskie Point"
Voto 4. Un film da bocciare senza riserve. Un’ode che ammicca furbescamente a un nichilismo di maniera, molto borghese, che trova nella Death Valley la sua più ovvia e scontata rappresentazione simbolica. Trama esile, una sorta di pretesto per una lunghissima e noiosa serie di riprese del deserto e per le due scene passate alla storia, belle – è vero – ma del tutto avulse. Un Antonioni dai contenuti involuti, avvitato su se stesso e compiaciuto come mai...
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20 febbraio 2010 Opinione di Tato88 su "Zabriskie Point"
Film meraviglioso quanto affascinante. Ipnotico, rapisce lo sguardo e non lo restituisce. "Fa riflettere", ma nell'accezione più alta: il polveroso silenzio, attraversato raramente da un alito di vento, musicato in massima parte dai Pink Floyd, dà spazio ai nostri pensieri, liberi di vagare in ogni dove e in ogni quando, favoriti inoltre dagli aridi paesaggi che invitano a viaggiare. Il cosidetto "love in" (che tanto ricorda l'incipit di "Hiroshima, Mon Amour") e la...
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21 dicembre 2009 Opinione di maxcalifornia su "Zabriskie Point"
Sbalorditivo! La scena del “Deserto in love” è una delle scene più belle del cinema. Michelangelo Antonioni gioca con le immagini dei cartelloni pubblicitari e sfondi paesaggistici di una America temporaneamente caduta in uno stato confusionario. Ribellioni e scempi. La storia è poco comprensibile ma visibilmente molto amara. Splendide le scelte delle musiche. Memorabile il finale accompagnato dalla musica dei Pink Floyd. Probabilmente non si tratta di uno...
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9 novembre 2009 Opinione di toni70 su "Zabriskie Point"
6: Una ragazza in fuga se stessa e un ragazzo in fuga dalla polizia si incontrano nel deserto e vivono una storia d'amore colma d'ideale e simbolo di libertà. Zabriskie Point mi ha lasciato qualche vuoto: sebbene durante la sua visione si ha la consapevolezza di un film di grande valore, con alcune sequenze facilmente identificabili come perle di cinema, si ha anche l'impressione di qualcosa di non completo. La struttura narrativa è alquanto scarna, e sebbene questo non sia per...
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16 agosto 2009 Opinione di steno79 su "Zabriskie Point"
Probabilmente non è fra le opere più alte di Antonioni, nonostante l'indubbia bellezza a livello figurativo e formale. Il regista tenta di catturare gli umori contestatari dei giovani americani nel periodo della rivoluzione studentesca, ma la parte ideologica è anche la più invecchiata (ad esempio la sequenza iniziale del dibattito sulla guerriglia). Accolto freddamente in America sia dal pubblico che dalla critica, il film vuole essere l'opera di...
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5 aprile 2009 Opinione di jonas su "Zabriskie Point"
Il ’68 porta una ventata d’aria fresca persino nell’asfittico cinema di Antonioni. Che però, a differenza di Godard, evita di farsi apertamente cantore della contestazione studentesca e anzi mette provocatoriamente in scena un giovane individualista, che prima si fa cacciare da un’assemblea e poi intraprende una fuga senza meta. La sua contrapposizione ai valori della borghesia filistea resta implicita, senza proclami, si limita a comportamenti minimi (chiede...
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1 dicembre 2008 Opinione di OGM su "Zabriskie Point"
Il deserto come area di facile sfruttamento immobiliare, come discarica dei soggetti indesiderati della società e come meta di fuga per rivoluzionari. Nel cuore degli Stati Uniti si estende una vasta terra di nessuno, rassicurante ed inquietante al contempo, che, in realtà, è un polveroso regno dell'oblio. Un oblio che, se accolto consapevolmente, diviene sinonimo di una libertà estrema, che ubriaca. All'anima giovane e vitale dei luoghi selvaggi e inesplorati fanno da sfondo le severe...
voto al film: 
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- sufficienti [7]
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