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Zabriskie Point (1969)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Zabriskie Point: assente
Ritmo ritmo in Zabriskie Point: minimo
Impegno impegno in Zabriskie Point: forte
Tensione tensione in Zabriskie Point: forte
Erotismo erotismo in Zabriskie Point: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Zabriskie Point

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Zabriskie Point (voti: 67 media: 3,58) 67

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La trama

Un ragazzo ruba un aereo a Los Angeles e si perde nella Valle della Morte.

Mark, studente ribelle ricercato a Los Angeles dalla polizia per aver ucciso un agente, riesce a fuggire su un aereo da turismo rubato. Nel deserto californiano incontra e ama una ragazza, Daria, che si sta recando a Phoenix per trascorerre un periodo di vacanza. Nel paesaggio spettrale di Zabriskie Point (il punto di massima depressione geologica degli Stati Uniti) i due giovani trascorrono lunghe ore d'amore, ma...  

Partito per fare un film sull'America, sulla contestazione nelle università americane, Antonioni si trova, come sempre, a girare un film sull'uomo e sul suo destino. Pur non essendo tra i suoi capolavori, e scontando una certa incomprensione del luogo e della generazione narrati, rimane un film con momenti altissimi, tra cui il "love in" nel deserto e l'esplosione finale su musiche dei Pink Floyd.

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L'opinione più votata

Di Utente rimosso (signor joshua) scritta il 22/08/2010 - utile per 6 utenti

Voto al film: voto buono

Antonioni in terra straniera per la seconda volta, non più alle prese di uno pseudo thriller (Blow Up), ma un “trattato” generazionale, non più nella fredda Londra ma nella desertica California. Come sempre gli accade, anche se ha in mano le chiavi della porta di casa sua, lui preferisce aprirla con il grimaldello, ma considerando la quantità di volte in cui, in quegli anni, il tema del conflitto generazionale e delle lotte studentesche era stato affrontato, non ha certo tutti i torti. Tutta la parte iniziale si svolge abbastanza seguendo i canoni classici, con il solito ragazzino ribelle che non segue la corrente (neanche quella pseudo rivoluzionaria), poi però cambia tutto: Antonioni, come suo solito, odia trattenere la vicenda “in pubblico”, in zone in cui il (o “i”) protagonista(i) non possa avere tanta solitudine, ed anche nei casi in cui questo si trovi in luoghi senza rifugi, è necessario mostrarne la sofferenza. Quindi il regista, dopo averci mostrato una parte dell'universo giovanile “alla luce del Sole”, con rivolte, inquadrature di masse, e tutto il resto, si sposta in un terreno che nulla centra con quello che sta accadendo: il protagonista prende letteralmente il volo (paradossalmente, si tratta quasi di una metafora sulla droga, o comunque su di un qualche tipo di evasione mentale) e si ritrova nel bel mezzo del deserto, insieme ad una ragazza trovata per caso. Ed è in questa circostanza che Antonioni si fa riconoscere: un film apparentemente banale e già visto mille volte, si tramuta in una introspezione sottile e liberatoria, nella mente di un giovane che semplicemente non segue la corrente (e ciò non sta a significare che stia con i rivoluzionari), e tutta l'operazione si fa accesa e sofferta, dai sentimenti forti trasportati in un contesto arido e privo di vita. Antonioni ci mostra come un tempo, noi, avevamo la capacità di parlare costruttivamente degli americani come e meglio di loro (ed oggi non sappiamo discutere nemmeno di noi stessi), e lo fa, sfoggiando il suo arsenale espressivo, il suo studio del colore, la sua magistrale capacità di dirigere gli attori, e mettendo da parte, per un attimo, la sua adorata incomunicabilità (non siamo più in un contesto borghese, ma in quelle anti borghese, e tutto è perfettamente esprimibile). Il tutto fuso in modo delizioso ad una fugace love story, che rappresenta forse il fulcro del potere drammatico del film, dilatata, e consumata interamente nella vallata della morte, nel gesso e nella polvere. Il film, chiude con una parentesi di sfogo registico: ascoltati i discorsi dei ricchi possessori del terreno in cui i due ragazzi hanno trascorso quelle poche ore insieme, che meditano di far piazza pulita e di costruire su tutta la zona, la ragazza in un raptus di follia si immagina di far saltare in aria la loro villa super lusso, e da qui parte una sequenza maestosa, tutta svolta in una landa desertica con, frigoriferi, macchine e case che saltano in mille pezzi e con grandi fiammate (una bella metafora contro la società consumista). Un'opera “elettrica” sia nella musica (dei Pink Floyd) che nelle immagini, ricco di suggestioni, con delle interpretazioni sentite, e con un regista atipico, ma in forma smagliante.
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SI

Opinioni su Zabriskie Point


18 dicembre 2011 Opinione di marcopolo30 su "Zabriskie Point"
marcopolo30

Film lento, pieno di simbolismi, ridondante. Si salva solo la colonna sonora.

voto al film: marcopolo30 assegna il voto pessimo a Zabriskie Point (1969)


8 ottobre 2010 Opinione di tafo su "Zabriskie Point"
tafo

Ci sono due cose in questo film che per altri registi sarebbero da citare in positivo, ma che nel caso del nostro forse sono dei difetti. Prima di tutto l'inizio, dove se non ci fossero i titoli di testa a ricordarcelo, l'assemblea di studenti potrebbe appartenere a uno dei documentari di Antonello Branca. Antonioni ci introduce nel film con un realismo efficacace, ma per lui inusuale, tanto che nel corso del film la descrizione del movimento viene diluita fino a sparire. Il secondo...

voto al film: tafo assegna il voto buono a Zabriskie Point (1969)

nessun commento
[utile per 5 utenti]


22 agosto 2010 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Zabriskie Point"
Utente rimosso (signor joshua)

Antonioni in terra straniera per la seconda volta, non più alle prese di uno pseudo thriller (Blow Up), ma un “trattato” generazionale, non più nella fredda Londra ma nella desertica California. Come sempre gli accade, anche se ha in mano le chiavi della porta di casa sua, lui preferisce aprirla con il grimaldello, ma considerando la quantità di volte in cui, in quegli anni, il tema del conflitto generazionale e delle lotte studentesche era stato affrontato,...

voto al film: Utente rimosso (signor joshua) assegna il voto buono a Zabriskie Point (1969)

nessun commento
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12 marzo 2010 Opinione di PP su "Zabriskie Point"
PP

Voto 4. Un film da bocciare senza riserve. Un’ode che ammicca furbescamente a un nichilismo di maniera, molto borghese, che trova nella Death Valley la sua più ovvia e scontata rappresentazione simbolica. Trama esile, una sorta di pretesto per una lunghissima e noiosa serie di riprese del deserto e per le due scene passate alla storia, belle – è vero – ma del tutto avulse. Un Antonioni dai contenuti involuti, avvitato su se stesso e compiaciuto come mai...

voto al film: PP assegna il voto mediocre a Zabriskie Point (1969)



20 febbraio 2010 Opinione di Tato88 su "Zabriskie Point"
Tato88

Film meraviglioso quanto affascinante. Ipnotico, rapisce lo sguardo e non lo restituisce. "Fa riflettere", ma nell'accezione più alta: il polveroso silenzio, attraversato raramente da un alito di vento, musicato in massima parte dai Pink Floyd, dà spazio ai nostri pensieri, liberi di vagare in ogni dove e in ogni quando, favoriti inoltre dagli aridi paesaggi che invitano a viaggiare. Il cosidetto "love in" (che tanto ricorda l'incipit di "Hiroshima, Mon Amour") e la...

voto al film: Tato88 assegna il voto buono a Zabriskie Point (1969)


21 dicembre 2009 Opinione di maxcalifornia su "Zabriskie Point"
maxcalifornia

Sbalorditivo! La scena del “Deserto in love” è una delle scene più belle del cinema. Michelangelo Antonioni gioca con le immagini dei cartelloni pubblicitari e sfondi paesaggistici di una America temporaneamente caduta in uno stato confusionario. Ribellioni e scempi. La storia è poco comprensibile ma visibilmente molto amara. Splendide le scelte delle musiche. Memorabile il finale accompagnato dalla musica dei Pink Floyd. Probabilmente non si tratta di uno...

voto al film: maxcalifornia assegna il voto buono a Zabriskie Point (1969)



9 novembre 2009 Opinione di toni70 su "Zabriskie Point"
toni70

6: Una ragazza in fuga se stessa e un ragazzo in fuga dalla polizia si incontrano nel deserto e vivono una storia d'amore colma d'ideale e simbolo di libertà. Zabriskie Point mi ha lasciato qualche vuoto: sebbene durante la sua visione si ha la consapevolezza di un film di grande valore, con alcune sequenze facilmente identificabili come perle di cinema, si ha anche l'impressione di qualcosa di non completo. La struttura narrativa è alquanto scarna, e sebbene questo non sia per...

voto al film: toni70 assegna il voto sufficiente a Zabriskie Point (1969)


16 agosto 2009 Opinione di steno79 su "Zabriskie Point"
steno79

Probabilmente non è fra le opere più alte di Antonioni, nonostante l'indubbia bellezza a livello figurativo e formale. Il regista tenta di catturare gli umori contestatari dei giovani americani nel periodo della rivoluzione studentesca, ma la parte ideologica è anche la più invecchiata (ad esempio la sequenza iniziale del dibattito sulla guerriglia). Accolto freddamente in America sia dal pubblico che dalla critica, il film vuole essere l'opera di...

voto al film: steno79 assegna il voto sufficiente a Zabriskie Point (1969)

nessun commento
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5 aprile 2009 Opinione di jonas su "Zabriskie Point"
jonas

Il ’68 porta una ventata d’aria fresca persino nell’asfittico cinema di Antonioni. Che però, a differenza di Godard, evita di farsi apertamente cantore della contestazione studentesca e anzi mette provocatoriamente in scena un giovane individualista, che prima si fa cacciare da un’assemblea e poi intraprende una fuga senza meta. La sua contrapposizione ai valori della borghesia filistea resta implicita, senza proclami, si limita a comportamenti minimi (chiede...

voto al film: jonas assegna il voto buono a Zabriskie Point (1969)


1 dicembre 2008 Opinione di OGM su "Zabriskie Point"
OGM

Il deserto come area di facile sfruttamento immobiliare, come discarica dei soggetti indesiderati della società e come meta di fuga per rivoluzionari. Nel cuore degli Stati Uniti si estende una vasta terra di nessuno, rassicurante ed inquietante al contempo, che, in realtà, è un polveroso regno dell'oblio. Un oblio che, se accolto consapevolmente, diviene sinonimo di una libertà estrema, che ubriaca. All'anima giovane e vitale dei luoghi selvaggi e inesplorati fanno da sfondo le severe...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a Zabriskie Point (1969)




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