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Tatjana (1994)

[Pidä huivista Kiinni, Tatjana, Finlandia, Germania 1994, Commedia, durata 60', b/n]   Regia di Aki Kaurismäki
Con Kati Uotinen, Matti Pellonpää, Kirsi Tikkuläinen, Mato Valtonen



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Tatjana: forte
Ritmo ritmo in Tatjana: presente
Impegno impegno in Tatjana: presente
Tensione tensione in Tatjana: minimo
Erotismo erotismo in Tatjana: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Tatjana

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Tatjana (voti: 19 media: 3,74) 19

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locandina di Tatjana

La trama

Due uomini finlandesi, una estone e una russa: come rompere il ghiaccio?

Finlandia, anni Sessanta; Due amici, Valto e Reino in viaggio su una Volga nera, incontrano due donne, una estone e l'altra russa, che si uniscono alle loro peregrinazioni. Ma stabilire un rapporto di comunicazione è un'impresa ardua, più che altro per i "blocchi" da cui i due finlandesi sono gravati. Poi, a poco a poco, anche i sentimenti riescono a manifestarsi e a conquistarsi un certo loro spazio. In un'ora circa Aki Kaurismäki elabora un'analisi di personaggi connotati dalla difficoltà di aprirsi, di cercare qualcosa al di fuori di sé. Niente drammi, anzi un tono da commedia, dove però l'ironia, per quanto bonaria, lascia egualmente il segno. 

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 17/01/2011 - utile per 16 utenti

Voto al film: voto buono

Valto (Mato Valtonen) è un sarto che vive con una madre alquanto petulante. Un giorno, stanco delle sue continue lamentazioni, la chiude a chiave nello sgabuzzino, interrompe il lavoro ed esce. Va da Reino (Matti Pallopaa), un suo amico meccanico e "rockettaro" che gli ha aggiustato la vecchia Volga nera. Si mettono nell'auto e vanno a fare un giro. Valto beve caffè in continuazione, Reino vodka come se fosse acqua. Sostano così in diversi bar e in uno di questi incontrano due donne, Tatjana (Kati Uotinen) e Klavdia (Kirsi Tikkulainen), estone l'una, russa l'altra. Accettono di accompagnarsi a loro e si offrono per riportarle a casa. Così arrivano fino a Tallin. Ambientato negli anni sessanta, "Tatjana" è un film in fuga, che ironizza sulla vita e deposita un pò di sana amarezza tra le pieghe di un incontro occasionale : nell’infruttuosa gita fuori porta di due ragaze dell’est e nella testarda timidezza di due malinconici di professione. Scivola via leggero, avvolto in un bianco e nero arido di pulsioni vive, segue il ritmo della vecchia Volgo nera, che scorazza in lungo e in largo senza un motivo apparente e con una meta che si profila parca di speranze. Nei personaggi di questa storia si avverte forte la voglia di liberarazione, ma non si sa bene da chi e da che cosa, così come è evidente l'impossibilità di azzardare qualche ipotesi definitiva su quale possa essere il fine ultimo verso cui tendono. Camminano solo, camminano tanto e Kaurismaki ci incolla a questa piccola storia di esistenze periferiche sostando lo sguardo sulla nullità del loro girovagare e la sostanza sistemica del loro disadattamento sociale. Con amara ironia, come sempre. L'incomunicabilità che intercorre tra i quattro va ben oltre il dato puramente linguistico, riflette un inaridimento emotivo in stadio avanzato, una perdita di sicure coordinate affettive, quelle cose che rendono di tipo chiaramente istintuale la solidarietà che si instaura tra di loro, frutto del riconoscersi figli della medesima condizione esistenziale, vicini di solitudini. Come in "Ombre in paradiso" e "La fiammiferaia" (i film più cupi di Kaurismaki), si parla con gran fatica, per descrivere semplici movimenti, non per riflettere stati dell'animo, che si intuiscono senza che le parole intervengano e renderne chiari i contenuti o a manifestare una scelta, tra un giro e l'atro, tra una direzione che non prende forma e l'indeterminatezza che si fa largo. Il film inizia, come si è detto, con Valto che chiude la madre dentro uno sgabuzzino e si chiude con quella stessa porta che si riapre e Valto che si rimette alla macchina da cucire. Come se intanto niente fosse accaduto, come se litri e litri di vodka e caffè e migliaia di chilometri mai fossero stati consumati, come se il nulla qualificasse irrimediabilmente l’esistenza di questi uomini declassati, evasi dalla società dei ricchi e lontani dall'occhio indulgente della santità. A Kaurismaki interessano i vuoti che improgionano e i volti che sentenziano, le minuzie che riempiono i ricordi, il fumo delle sigarette e la cicca, il sapore del liquore e l'alone che rimane sul bicchiere. I silenzi evocativi di questi assenti giustificati in perenne balia delle curve.
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SI

Opinioni su Tatjana


24 luglio 2011 Opinione di Mulligan71 su "Tatjana"
Mulligan71

Mediometraggio del 1994, una specie di "road movie" impregnato della poetica del grande Aki, con l'ultimo grande sguardo di Peltsi, gli occhi della Outinen, la vodka, il caffè e il rock'n'roll. Però, stranamente, non tutto funziona: si sfiora un po' la noia, poco usuale nei film di Kaurismaki, per quel che mi riguarda. Finlandese fin dentro le ossa.

voto al film: Mulligan71 assegna il voto sufficiente a Tatjana (1994)


17 aprile 2011 Opinione di tafo su "Tatjana"
tafo

Kaurismaki è un autore al cento per cento, nei suoi film fa tutto lui,(regista, sceneggiatore, produttore) decide lui cosa metterci e soprattutto cosa non metterci. I dialoghi innanzitutto, le parole non possono esere più importanti della azioni e delle inazioni, che voglia possono avere di parlare a vanvera i suoi relitti umani . Meglio stare zitti che pronunciare parole scortesi e fuori posto come si accorgera subito sulla sua pelle, la madre sarta di Valto uno dei due...

voto al film: tafo assegna il voto buono a Tatjana (1994)

nessun commento
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30 gennaio 2011 Opinione di ed wood su "Tatjana"
ed wood

Riuscito solo a metà, troppo corto, vago e ripetitivo. Pare quasi una parodia del cinema silenzioso/esistenzialista dello stesso Kaurismaki, a sua volta interpretabile come estremizzazione del cinema dell'incomunicabilità (Antonioni) e del viaggio fine a se stesso (Wenders). Giustamente, i film di Kaurismaki di quell'epoca (primi anni 90), ricordano anche Jarmusch, per il nitido bianco/nero e per lo humour minimalista. C'è da dire però che, nell'esporre...

voto al film: ed wood assegna il voto sufficiente a Tatjana (1994)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

17 gennaio 2011 Opinione di Peppe Comune su "Tatjana"
Peppe Comune

Valto (Mato Valtonen) è un sarto che vive con una madre alquanto petulante. Un giorno, stanco delle sue continue lamentazioni, la chiude a chiave nello sgabuzzino, interrompe il lavoro ed esce. Va da Reino (Matti Pallopaa), un suo amico meccanico e "rockettaro" che gli ha aggiustato la vecchia Volga nera. Si mettono nell'auto e vanno a fare un giro. Valto beve caffè in continuazione, Reino vodka come se fosse acqua. Sostano così in diversi bar e in uno di...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Tatjana (1994)

nessun commento
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16 gennaio 2011 Opinione di chribio1 su "Tatjana"
chribio1

bel giro Nord-europeo per questa storia,un po' triste,un po' simpatica in pochi pezzi,cmq c'e' la bravura degli attori ma non salva un film pregno di malinconia ma un po' monocorde.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Tatjana (1994)


28 ottobre 2010 Opinione di mm40 su "Tatjana"
mm40

Tatjana è probabilmente il film più inquietante di Kaurismaki: già solitamente l'autore finlandese esprime un disagio interiore comune a tutti i suoi personaggi con lunghe pause, diffusi silenzi, dialoghi laconici, situazioni di vita precarie ad un passo dal baratro (la galera, la morte, l'oblio); qui addirittura queste caratteristiche vengono portate all'eccesso, amplificate e dilatate ben oltre la solita misura. Quattro soli personaggi per un'ora di pellicola, poche...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a Tatjana (1994)

nessun commento
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29 luglio 2010 Opinione di strahinja su "Tatjana"
strahinja

meraviglioso road movie ambientato nella finlandia degli anni '60, tra rockettari di helsinki e fiumi di vodka. reino e valto, smodati bevitori rispettivamente di vodka e caffè, partono per un viaggio di speranza e non ritorno alle loro grame esistenze (almeno per uno di loro), incontrando persino l'amore o quello che sembra essere. girato in un bellissimo bianco e nero e accompagnato dalle musiche dei renegades

voto al film: strahinja assegna il voto ottimo a Tatjana (1994)

4 commenti
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