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Opinione di Stefano L su Il posto delle fragole

[Smultronstället, Svezia 1957, Drammatico, durata 95', b/n]   Regia di Ingmar Bergman
Con Victor Sjöström, Bibi Andersson, Ingrid Thulin, Gunnar Björnstrand




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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05/11/2011 voto al film: voto ottimo

Sul film

«Io vivo continuamente nella mia infanzia: [...] di tanto in tanto, faccio una piccola visita alla realtà ».

Ingmar Bergman, La lanterna magica,  1987

"Il posto delle fragole" è un viaggio introspettivo di un medico svedese settantottenne poco prima la sua premiazione per il giubileo professionale. Visitando i luoghi d'infanzia, in compagnia della nuora, gli torneranno in mente parecchi aneddoti della gioventù e dell'età matura. I vecchi innamoramenti, le sue amanti, gli insegnamenti autoritari della madre e i momenti difficili col figlio rappresentano un quadro esistenziale tormentato, ma nello stesso tempo capace di andare a fondo nella meditazione sulla vita trascorsa: apprezzata da alcuni, ma discutibile per altri, a causa di alcuni comportamenti egoistici manifestati nel tempo andato.  Alla fine della giornata rimarranno in mente solo i ricordi della fanciullezza vissuta con i suoi cari, gli unici in grado di attenuare il ribrezzo per la sua condotta, e di far ristabilire uno stato di coscienza serena ed appagata.

Bergman parla della morte e della ponderazione sul ciclo della realtà sensibile in una delle sue opere maggiormente apprezzate dalla critica americana ed europea. La radice esistenzialista che caratterizza il film permetterà al protagonista di ritrovare la sua identità nel soave e meraviglioso scenario finale. Un'opera "psicoterapeutica" di grande spessore sull'inconscio e sulla comprensione dei meccanismi della mente e l'analisi dell'oggettività e dei sogni.


SI

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