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Fata Morgana (1971)

[Fata Morgana, Germania 1971, Documentario, durata 78']   Regia di Werner Herzog



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Fata Morgana: assente
Ritmo ritmo in Fata Morgana: presente
Impegno impegno in Fata Morgana: forte
Tensione tensione in Fata Morgana: presente
Erotismo erotismo in Fata Morgana: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Fata Morgana

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Fata Morgana (voti: 23 media: 3,91) 23

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locandina di Fata Morgana

La trama

Werner Herzog in viaggio nell'Africa sahariana, Kenia, Tanzania, Guinea e Canarie, cattura con la cinepresa le immagini di un mondo che può essere considerato come metafora dello sviluppo della vita (e della morte) sulla crosta terrestre. Il regista tedesco, per girare questo singolare documentario, si ispira al testo sacro di alcuni indios del Guatemala, il "Popul Vuh", dividendolo, come quello, in tre sezioni: "La creazione", "Il paradiso" e "L'età dell'oro". Estrema meditazione sul presente e sul futuro dell'uomo, apocalittico itinerario geografico e spirituale nei regni di una natura violentata dalla civiltà e dall'industrializzazione.  

L'opinione più votata

Di FABIO1971 scritta il 18/12/2011 - utile per 23 utenti

Voto al film: voto ottimo

“Questo è il film in cui probabilmente ho perso ogni paura”.
[Werner Herzog]
 
 
I. Die Schöpfung (La Creazione)
 
L'arrivo. In continuo ripetersi: l'atterraggio, per quasi quattro minuti, di otto aerei, uno dopo l'altro. Con l'aumentare della temperatura, le immagini [confrontare l'atterraggio del primo aereo con quello degli ultimi tre] diventano sempre più sfocate, quasi irreali, velate e impalpabili come il riflesso - la visione - di un sogno. Poi, il miraggio, la “Fata Morgana”, rifrazione della luce del sole tra gli strati d'aria calda [Herzog: “Qualcosa di non palpabile, di non chiaramente definito”]. Sahara, dunque: oltre la realtà, alla ricerca (quest) di immagini “non ancora viste”. L'obiettivo della macchina da presa, avido, si confronta subito con la vastità del deserto, prima con un'inquadratura fissa, poi con una camera car sulle sterminate distese di sabbia, che si interrompe di fronte all'illusione del miraggio [Herzog: “Sullo sfondo sembra che ci siano dei laghi, ma in realtà non c'è acqua, non ci sono isole, c'è solo il deserto. Quello che si vede all'orizzonte non esiste: ci siamo andati in macchina e non abbiamo trovato niente, né rocce, né isole, niente”].
 
Qui si narra come un tempo il mondo fosse sospeso nell'infinito, immerso in un profondo silenzio, come si cullasse dolcemente, solitario e desolato. Non esistevano uomini, animali, uccelli, pesci, granchi, pietre, grotte, erba o cespugli. C'era soltanto il cielo, il volto della Terra non si mostrava.
 
È un miraggio anche un'automobile che appare all'orizzonte [Herzog: “Sembrava un'auto. Siamo andati in quel punto e non c'erano tracce né solchi: un'auto doveva essere in viaggio da qualche parte e noi non l'abbiamo vista”]. Un attimo di silenzio, poi, accompagnata in colonna sonora dal Kyrie della Krönungsmesse di Mozart, la sacra contemplazione delle dune del deserto (in camera car): la grazia, misteriosa e primordiale, delle forme. Ipnosi ed estasi.
 
E sotto l'arco del firmamento si stendeva immobile il mare. Non esisteva nulla che assumesse forma o che si manifestasse con un suono, nulla che si muovesse, che avesse vita, nulla che facesse pensare a un'esistenza precedente. C'erano soltanto quiete e silenzio, oscurità e notte, solo l'acqua immobile, solo il mare calmo, un'unica distesa. Non esisteva nient'altro. C'erano solo la Creatrice e il Creatore, la Potente e Gucumatz, i Progenitori nelle acque infinite e gli spazi erano il regno del dio chiamato Cuore del Cielo. Accadde che la parola del dio arrivasse fino alla Potente e a Gucumatz, nell'oscurità e nella notte: era il messaggio della creazione e della vita.
 
Una strada taglia in due il cuore del deserto, grossi silos all'orizzonte, la Third Ear Band in colonna sonora, pozzi di petrolio in Algeria [Herzog: “Sembrava il paesaggio di una città aliena”], fuochi.
 
La Potente e Gucumatz meditarono profondamente, si consigliarono tra loro e alla fine furono d'accordo su tutto: fu così che nei loro piani presero forma l'idea della luce e quella dell'uomo. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Fata Morgana


18 dicembre 2011 Opinione di FABIO1971 su "Fata Morgana"
FABIO1971

“Questo è il film in cui probabilmente ho perso ogni paura”. [Werner Herzog]     I. Die Schöpfung (La Creazione)   L'arrivo. In continuo ripetersi: l'atterraggio, per quasi quattro minuti, di otto aerei, uno dopo l'altro. Con l'aumentare della temperatura, le immagini [confrontare l'atterraggio del primo aereo con quello degli ultimi tre] diventano sempre più sfocate, quasi irreali, velate e impalpabili come il riflesso - la visione - di un sogno. Poi, il miraggio, la...

voto al film: FABIO1971 assegna il voto ottimo a Fata Morgana (1971)

6 commenti
[utile per 23 utenti]

5 novembre 2011 Opinione di luca826 su "Fata Morgana"
luca826

VOTO 7+ IPNOTICO (Tv 2 Novembre 2011) Si inizia con quattro minuti di aerei in atterraggio, ipnotici, interminabili, vera prefazione di un film ostico ed estremo. Il "viaggiatore" Herzog parte dal Popol Vuh dei Maya per rappresentare e cercare di spiegare l'impossibile: cosa siamo, dove viviamo e sopratuttto perchè. Le domande fondamentali di ogni uomo, ancora di più di un'artista che cerca un'identita nell'insieme caoticamente perfetto della natura. Relitti della società moderna...

voto al film: luca826 assegna il voto buono a Fata Morgana (1971)

nessun commento
[utile per 4 utenti]


11 giugno 2009 Opinione di mm40 su "Fata Morgana"
mm40

La creazione, il paradiso, l'età dell'oro: tre parti per settantacinque minuti circa di filmato, con voce esterna del narratore che attinge da testi sacri degli indios centroamericani e profezie apocalittiche appositamente scritte per descrivere le immagini. E' difficile ed ambizioso, ma è anche uno dei primi lungometraggi di Herzog: per nulla acerbo e già pessimista e misantropo fino al midollo, il regista tedesco forse corre il rischio di strafare, soprattutto nella terza sezione...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Fata Morgana (1971)


3 agosto 2008 Opinione di colonel blimp su "Fata Morgana"
colonel blimp

Ostico documentario del primo Herzog raccontato con distanza aliena che gioca con il contrasto tra parola e immagine, mischiando tempo e spazio, mito e scienza, vita e morte. Parte dei testi della prima parte (La Creazione) sono presi di pari passo dal libro sacro Popol Vuh dei Maya guatemaltechi che illustra la Creazione della Terra e dell’uomo, mentre il film mostra paesaggi desertici, rottami, ambienti devastati dalla civiltà, carcasse di bestiame. Il contrasto insistito non è quasi...

voto al film: colonel blimp assegna il voto sufficiente a Fata Morgana (1971)



28 luglio 2007 Opinione di Zarathustra su "Fata Morgana"
Zarathustra

"Fata Morgana" è una lettura pessimistica della storia dell'uomo così come della/delle civiltà del futuro, anche qui si parla di qualcosa alludendo ad un discorso più universale, a qualcosa di "totale". La scena più inquietante è quella dei due che cantano e suonano, è la società che ci sta intorno ad essere la cosa più preoccupante!

voto al film: Zarathustra assegna il voto buono a Fata Morgana (1971)


14 febbraio 2007 Opinione di carlos brigante su "Fata Morgana"
carlos brigante

Inquadrarlo in una definizione classica di genere, mi pare riduttivo ed impossibile. Un docufiction surreale? Sì, ma non solo; anche semmai. La mente visonaria di herzog ci porta con la cinepresa in un viaggio metafisico, etnomologo, surreale, ai limiti o all'inizio della civilta?, tra vari luoghi dello stesso continente (l'Africa) e con più stili di messa in scena.... Ognuno tiri le proprie somme e si lasci trasportare dalle proprie libere senzazioni visionario/visive/intellettuali.

voto al film: carlos brigante assegna il voto buono a Fata Morgana (1971)



21 febbraio 2006 Opinione di sokurov su "Fata Morgana"
sokurov

Bellissimo documentario "metafisico", che però mi ha disturbato per la sua carica pessimistica. Ma soprattutto è la verità che racconta che disturba. Alla fine mi è sorta spontanea una domanda: "ma noi occidentali, che cavolo siamo venuti al mondo a fare?" Voto 8/10

voto al film: sokurov assegna il voto buono a Fata Morgana (1971)


7 agosto 2004 Opinione di Alfred De Sant su "Fata Morgana"
Alfred De Sant

Film profondamente sperimentale, che gioca sull'illusione del cinema per mostrare l'illusione dell'arte, della vita e della realtà! Un capolavoro ormai dimenticato...

voto al film: Alfred De Sant assegna il voto buono a Fata Morgana (1971)




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