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I misteri di Shanghai (1941)

[The Shanghai Gesture, USA 1941, Drammatico, durata 94', b/n]   Regia di Josef Von Sternberg
Con Gene Tierney, Victor Mature, Walter Huston, Ona Munson



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in I misteri di Shanghai: assente
Ritmo ritmo in I misteri di Shanghai: presente
Impegno impegno in I misteri di Shanghai: presente
Tensione tensione in I misteri di Shanghai: presente
Erotismo erotismo in I misteri di Shanghai: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a I misteri di Shanghai

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a I misteri di Shanghai (voti: 9 media: 4,22) 9

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La trama

La tenutaria di una equivoca casa da gioco di Shanghai corrompe (con gioco, droga e sesso) la figlia del suo ex marito e ora suo nemico e moralizzatore dei costumi della città. Ma la vendetta si ritorcerà contro di lei. Straordinario film attraversato da un'aria perversa e sinistramente melodrammatica che a suo tempo suscitò scandalo. Alcune scene sono davvero memorabili a partire dal Capodanno cinese, per finire col banchetto di Mother Gin Sling. Peccato che tra le copie superstiti non ce ne sia una che abbia la stessa durata dell'altra.  

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 19/01/2012 - utile per 7 utenti

Voto al film: voto buono

Splendore hollywoodiano e melting pot orientale. La vivacità poliglotta del panorama umano è una babele di ambiguità, di equivoci e di incomprensioni interculturali. Intorno alla casa da gioco gestita a Shanghai dall'avvenente Madame Gin Sling ruota un universo in cui corruzione e seduzione si incontrano in campo neutro, in un'isola fluttuante fuori dal mondo, dove le nazionalità si mescolano senza criterio, e quindi perdono automaticamente di significato. L'istinto si distilla nel lusso, ma affonda le radici in tradizioni oscure e in parte selvagge: è l'avidità di piacere lo spirito di una messa in scena in cui denaro e gioielli passano di mano oltrepassando i limiti della morale, ma mantenendosi rigorosamente entro i confini dell'eleganza. L'ambiente del casinò asiatico è un carnevale  nel quale tutti i costumi, pur essendo conformi alle origini di chi li indossa, sembrano appiccicati a forza su personaggi che si sottraggono ad ogni classificazione, che cambiano nome ed interpretano una parte, attribuita loro, un po' a caso, all'interno di una grandiosa kermesse in maschera. Il locale, come recita l'insegna luminosa, è sempre aperto,  e lì dentro, in effetti, il tempo si sospende: uno sfavillante presente copre le ombre di tanti passati e di tante verità sepolte che nessuno vuole rivelare. Tutti, dagli inservienti alla proprietaria, hanno qualcosa da nascondere: sono figurine fragili e provvisorie, messe insieme dal fascino dell'assenza di regole e dal miraggio di una felicità senza proibizioni. La storia è semplice, i comportamenti in parte surreali, come in una tragicommedia improvvisata, in cui i ruoli sono marcati più dall'impronta del carattere che dalle reciproche relazioni, le quali si possono d'un colpo rovesciare, come il destino di chi punta le sue fiches sul tavolo verde. La ruota gira, e trascina uomini e donne in una vertigine che è distacco dalla realtà: è l'alienazione che rende il barista russo privo di cittadinanza e che fa sì che una collana di diamanti, donata da un padre ad una figlia, sia ceduta in pegno, poi venduta, poi comprata, poi ancora regalata. In quel luogo indefinito, tutto ritorna alle origini, in maniera inaspettata, e percorrendo tortuosi cammini: il finale, in questo senso, segnerà l'ultimo giro di giostra di una vicenda in cui miseria e ricchezza smetteranno di rincorrersi, facendosi apporre l'eterno sigillo del dolore. Questo film ha lo charme datato di un raffinato noir al femminile, che si lascia tirare a lucido dai canoni estetici più classici, al di sotto dei quali, tuttavia, cerca di farsi timidamente strada lo scandalo della trasgressione.  La confezione scintillante racchiude uno spunto provocatorio e rivoluzionario, che fa platealmente affiorare il marciume e l'imperfezione dal contesto patinato della bellezza ammaliatrice e dell'avventura esotica. Lo specchio dei sogni si infrange, e con esso l'illusione dell'impunità, della possibilità di trovare, negli angoli remoti della terra, un sicuro rifugio dalle proprie colpe. I misteri di Shanghai è un romanzo amaro, carico di una luce abbagliante che sa di falsità, della cupa euforia di un capodanno cinese, e del triste fulgore degli imperi coloniali.
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SI

Opinioni su I misteri di Shanghai


19 gennaio 2012 Opinione di OGM su "I misteri di Shanghai"
OGM

Splendore hollywoodiano e melting pot orientale. La vivacità poliglotta del panorama umano è una babele di ambiguità, di equivoci e di incomprensioni interculturali. Intorno alla casa da gioco gestita a Shanghai dall'avvenente Madame Gin Sling ruota un universo in cui corruzione e seduzione si incontrano in campo neutro, in un'isola fluttuante fuori dal mondo, dove le nazionalità si mescolano senza criterio, e quindi perdono automaticamente di significato. L'istinto si distilla nel...

voto al film: OGM assegna il voto buono a I misteri di Shanghai (1941)

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[utile per 7 utenti]

28 luglio 2009 Opinione di rebis su "I misteri di Shanghai"
rebis

L’Oriente di Von Sternberg è un antro torbido e dissoluto, intriso di vendetta e cupidigia: Sodoma e Gomorra, invero, proiezione del desiderio - non proprio espiatoria – o pruriginosa esposizione della Hollywood Babilonia che fu. La gorgonica, nemesiaca Ona Munson - efficace alternativa alla Dietrich - la promiscuità sessuale di Huston avvinta d’arrivismo e la lascivia della Tierney formano una corte dei miracoli di conturbante efficacia: dietro ai drappeggi e...

voto al film: rebis assegna il voto ottimo a I misteri di Shanghai (1941)



5 novembre 2007 Opinione di PP su "I misteri di Shanghai"
PP

I misteri di Shangai Voto 7. Torbido, vizioso, irripetibile nella sua atmosfera morbosa di dissoluzione e autodistruzione. L’ambientazione è davvero la parte riuscita del film, che compensa i non pochi difetti di approssimazione della sceneggiatura ed alcuni personaggi monodimensionali. [23.10.2007]

voto al film: PP assegna il voto buono a I misteri di Shanghai (1941)


5 novembre 2007 Opinione di teaestefano su "I misteri di Shanghai"
teaestefano

Opera di alto livello, anche se forse leggermente inferiore ad altre del regista. Anche qui mette dentro la sua visione dell'amore tra uomo e donna: contrastato, fatto di passioni violente, impastato di egoismo, seduzione insostenibile, ripicche, e la rovina per entrambi... In confronto "Marocco" è un idillio amoroso. Interessante il personaggio della figlia dello speculatore, tipico prodotto di persone come quelle: viziatissima, volubile, scialaquatrice, attratta irresistibilmente da...

voto al film: teaestefano assegna il voto buono a I misteri di Shanghai (1941)



9 ottobre 2005 Opinione di Mr.Klein su "I misteri di Shanghai"
Mr.Klein

Shangai come città per l’esilio dei piaceri,più che per il loro soddisfacimento. Il fascino,ma la parola è riduttiva,che qui diventa respiro e quasi ricatto,sta nel languore malato in cui ognuno dei personaggi sprofonda. E’ uno di quei film che rappresenta un genere a parte nel fonderli tutti e,contemporaneamente,contraddirli. Shangai non è una città,ma un’anticamera del male,un’eterno,asfittico purgatorio dove si commettono altri peccati,ci si consuma e si scommette sul...

voto al film: Mr.Klein assegna il voto buono a I misteri di Shanghai (1941)


29 settembre 2005 Opinione di ed wood su "I misteri di Shanghai"
ed wood

Kitsch, come tutti i film di Sternberg. Ma questa volta, a riscattare la trama, non ci sono trovate figurative di rilievo.

voto al film: ed wood assegna il voto mediocre a I misteri di Shanghai (1941)




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