La trama
L'amicizia occasionale tra due uomini è densa di significative conseguenze.
Walter, barbiere in pensione, e Frank, ex capitano di mare, fanno conoscenza su una panchina, in Florida. Hanno caratteri molto diversi, il primo timido e signorile, il secondo estroverso e donnaiolo, e forse per questo si trovano bene l'uno con l'altro. Frank racconta spesso di una sua sfida giovanile alla lotta con Ernest Hemingway. Per entrambi questa amicizia avrà importanti conseguenze. Non tutto, nel film, funziona alla perfezione (qualche pausa, qualche ricercatezza), ma quando gli elementi si fondono bene (tenerezza, malinconia) il risultato è di tutto rispetto. E i due protagonisti non hanno momenti di stanca: assolutamente perfetti.
La recensione di FilmTv
Di Emanuela Martini - FilmTV n. 33/1994
Un trio di bravissimi attori, un'ottima sceneggiatura, una brava regista. Risultato un buon film, basato sul ricordo e sul quotidiano, fatto di diffidenze, piccole petulanze senili, tanta tenerezza e un po' di malinconia. Suggestione e un pizzico di ironia
Il titolo originale, Wrestling Ernest Hemingway (Facendo la lotta con Ernest Hemingway), riassume bene la nostalgia di vitalità, "virilità", ideali, dei due protagonisti, ultrasettantenni confinati dalla sorte un po' acida e distratta a finire la vita nel clima mite ma tutt'altro che mitico della Florida. Un paese dai colori pastello, dove i passatempi più eccitanti sono il cinema, una scorrazzata sul tandem, una notte di fuochi artificiali.
ESPANDI +
Perciò non resta che ricordare i giorni in cui si teneva testa al grande Hemingway a suon di cazzotti: è quello che fa Frank, ex lupo di mare irlandese arrochito dall'alcool, "parcheggiato" dal figlio in un residence un po' squallido che ricorda quello di tre donne di Altman (ed è gestito da una gran donna, Shirley MacLaine, una dura amara, con un gran cuore e un gran pudore). Tutto il contrario, Walt cubano trapiantato in America, che faceva il barbiere e amava il suo lavoro, che non ha avuto donne e avventure, e si anima la vita a forza di panini con il bacon (che gli fanno male) e con l'anima distratta di una cameriera giovane e gentile. Ricordando Hemingway racconta la loro amicizia, fatta di diffidenze e piccole petulanze senili e delle doti che si scambiano: un po' di gusto del nuovo passa a Walt e il piacere delle cose piccole passa a Frank. Un film che ha il passo giusto per la vecchiaia: piano con qualche sprazzo, molta tenerezza (a volte un po' troppa) e parecchi soprassalti testardi. Diretto con misura e senza invenzioni da Randa Haines (Figli di un dio minore) e scritto da un ragazzo di 23 anni, Steve Conrad, che ha sensibilità e bravura da vendere, è uno di quei film medi che rivelano la forza nascosta del cinema americano: la capacità di scrivere una bella sceneggiatura su un argomento non nuovissimo, una fotografia e un montaggio di tutto rispetto, un racconto con le suggestioni di molte altre storie passate. E, in testa a tutto, gli attori: Robert Duvall, sempre più bravo, e Richard Harris, che da giovane più che altro gigioneggiava, adesso ha imparato a prendersi in giro, sia che faccia l'ex leggenda del West (Englishman Bob negli Spietati) sia che faccia il marinaio sbruffone e tanto triste.
L'opinione più recente
Di bebe84 scritta il 04/09/2006
Voto al film: 
Molto molto bello, mi è capitato tra le mani e l'ho guardato solo per il cast stellare, ma mi è molto piaciuto!!!! triste ma sereno al massimo...