Opinioni del pubblico su La città delle donne
Con Marcello Mastroianni, Ettore Manni, Anna Prucnal, Bernice Stegers
- negative [2]
- sufficienti [5]
- positive [6]
- leggi tutte le opinioni
L'opinione più votata dalla community su Opinioni del pubblico su La città delle donne (1980)
10 maggio 2011 Opinione di Snaporaz68 su "La città delle donne"
IL FUNERALE DELLA DONNA IDEALE Esplorazione direi definitiva del pianeta donna che si conclude con una sconfitta sia del maschio vigliacco e superficiale (Snaporaz-Fellini) che del maschio fallocrate e reazionario (Katzone, il mostro nascosto dentro Snaporaz). La sconfitta investe anche il piano onirico con la definitiva scomparsa della donna ideale, sotto terribili violenti colpi di mitraglietta automatica. Già l’inizio del film è abbastanza sintomatico: risate femminili e una voce che dice “Ancora Marcello?” Alludendo al ritorno di Marcellino...
voto al film: 
10 maggio 2011 Opinione di Snaporaz68 su "La città delle donne"
IL FUNERALE DELLA DONNA IDEALE Esplorazione direi definitiva del pianeta donna che si conclude con una sconfitta sia del maschio vigliacco e superficiale (Snaporaz-Fellini) che del maschio fallocrate e reazionario (Katzone, il mostro nascosto dentro Snaporaz). La sconfitta investe anche il piano onirico con la definitiva scomparsa della donna ideale, sotto terribili violenti colpi di mitraglietta automatica. Già l’inizio del film è abbastanza sintomatico: risate...
voto al film: 
25 aprile 2011 Opinione di kkk su "La città delle donne"
convulso e avulso. tutto sommato insulso.
voto al film: 
4 ottobre 2010 Opinione di hallorann su "La città delle donne"
Renzo Rossellini della Gaumont disse nel 1979: “Non c’è Papa abbastanza grande per Michelangelo, non c’è produttore abbastanza grande per Fellini”. Questa dichiarazione venne rilasciata al termine delle faticosissime riprese de LA CITTA’ DELLE DONNE, costate sette miliardi dell’epoca. Già, Fellini e i produttori. Dagli esordi fino agli ultimi film il suo genio ha sempre avuto problemi con i finanziatori. Si racconta che facendo il...
voto al film: 
17 agosto 2010 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "La città delle donne"
Ed ecco che Fellini comincia il suo percorso conclusivo, quello con cui si prospetta (poeticamente) di dire addio al cinema ed al mondo, e con cui vuole finire, una volta per tutte, di dire quello che sentiva di dover comunicare al resto del mondo. E questa, è una tappa fondamentale, che affronta un argomento complessissimo, molto caro al regista: la donna. Evita con grande sorpresa, di inserire Giulietta Masina nel contesto (a cui ha già dedicato un film intero), e fa...
voto al film: 
28 febbraio 2009 Opinione di mm40 su "La città delle donne"
La donna: Fellini ripercorre la sua intera vita (e carriera) nel segno della presenza femminile, della sua personalità, della sua identità, dei suoi inevitabili contrasti con quella maschile. Il che significa un lavoro strettamente personale, iperfantasioso (iperbolico, onirico, visionario, surreale) e con necessariamente Mastroianni come protagonista, alter ego del regista dai tempi della Dolce vita. Il lavoro viene fuori da sè, con una naturalezza incredibile nonostante si avverta...
voto al film: 
2 febbraio 2009 Opinione di OGM su "La città delle donne"
Fellini pare voler firmare il suo commiato, sofferto e un po' polemico, dalle donne del suo cinema, da quella femminilità intensamente seduttrice e potentemente materna che l'ondata femminista ha improvvisamente spazzato via. L'immagine di un tempo sopravvive solo nei suoi sogni dell'infanzia, in cui il regista, ancora una volta, mostra di volersi mollemente cullare. Quella scomparsa è la donna fatta per l'uomo, che a lui si concedeva per amore e per piacere, e che ora invece gli si...
voto al film: 
8 gennaio 2009 Opinione di scandoniano su "La città delle donne"
Probabilmente il film “felliniano” per antonomasia. Così come ne “I vitelloni” veniva setacciato il mondo dell’irresponsabilità giovanile e l’attaccamento alla propria terra, così ne “La città delle donne” Federico Fellini dipinge il suo affresco sul mondo femminile. La mancanza di riferimenti temporali e spaziali nell’avventura onirico-erotica di Marcello Mastroianni (Snàporaz), perpetua la cifra stilistica puramente onirica di Fellini, amplificandone la matrice di...
voto al film: 
11 ottobre 2008 Opinione di emmepi8 su "La città delle donne"
Un film che fu contestatissimo dalle femministe, ancor prima che uscisse. Io che amo il cinema di Fellini, e diciamo che ho avvalorato questa mia passione proprio guardando per la prima volta il suo cinema, mi rincresce dire che questa operazione assolutamente, nel suo insieme, non è riuscita a soddisfarmi. Parlo del suo insieme, perché è impossibile negare che Fellini guardandolo a tratti, non fa del grande cinema, e qui ce ne è da vendere a non finire, ma cucendolo insieme non ha...
voto al film: 
30 aprile 2007 Opinione di joe cavana su "La città delle donne"
Premesso che Fellini è ossessionato dalle donne (a mio parere esseri meravigliosi che rendono bello il mondo), questo film è una delle più grosse cavolate che io abbia mai visto. Mastroianni è eccezionale, ma la visionarietà insensata di questo film non sta nè in cielo, nè in terra. Il personaggio principale è un pazzo scatenato malato di sesso, e tutte le donne del film sono delle femministe in astinenza sessuale (trattate male da noi uomini probabilmente). Inoltre, difetto di molti...
voto al film: 
24 giugno 2006 Opinione di will kane su "La città delle donne"
Ritorno con gran battere di macchine da scrivere per Federico Fellini nel 1980,con una sorta di fiaba metaforica per adulti,in cui Marcello Mastroianni,qui ribattezzato Snaporàz,incorre in tante sfaccettature di donna,ritrovandosi anche processato in quanto Uomo,vagando per assemblamenti di gente comandati da donne di ogni età,aspetto e stazza.Trattato come un capolavoro visionario alla sua uscita dalla stampa,"La città delle donne" non aggiunge molto alla carriera del riminese più...
voto al film: 
5 dicembre 2005 Opinione di Darjus su "La città delle donne"
Lacan sosteneva che "è impossibile la donna..perchè non si può dire 'tutte le donne'...che è segno dell'impossibilità". Chissà se Fellini l'avesse letto..Fatto sta che la sua "città delle donne" è un viaggio (ovviamente onirico) in un mondo bizzarro e incoerente, molto spesso cupo e inquieto, spesso inquisitorio e castrante. Sicuramente indefinibile. Sebbene il film sia troppo lungo e sfilacciato, Fellini getta uno sguardo ironico e anche critico nei confronti del genere femminile,...
voto al film: 
3 agosto 2005 Opinione di full metal ale su "La città delle donne"
Sorretto da un Mastroianni semplicemente fantastico, gigione, amabilmente sopra le righe, il film di Fellini più contestato dalla critica e dal pubblico scorre piacevole e abbastanza lineare nel suo mirabolante mondo onirico attraversato da sfilate, feste, caroselli, bella confusione. Effettivamente non è il suo miglior film, ma neanche il peggiore (se mai Fellini ha fatto un film mediocre…) soffre di un’eccessiva durata questo si, ma ha dei momenti di pura poesia che grazie al Maestro...
voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [5]
- positive [6]
- leggi tutte le opinioni
dal 14/5 al 20/5
- 1 Dark Shadows 2.369.011,00
- 2 The Avengers 1.022.353,00
- 3 American Pie: Ancora insieme 1.005.020,00
- 4 Quella casa nel bosco 472.907,00
- 5 Hunger Games 352.566,00
- 6 La fredda luce del giorno 312.884,00
- 7 Chronicle 310.716,00
- 8 Il pescatore di sogni 232.725,00
- 9 Margin Call 165.394,00














