L'Atalante (1934)
Con Michel Simon, Jean Dasté, Dita Parlo, Gilles Margaritis, Louis Lefebvre
La trama
Appena sposati, Jean e Juliette salpano con il battello fluviale di lui, l'"Atalante". A bordo il marinaio Père Jules tenta di sedurre la donna, così come farà anche un vagabondo. Fuga di Juliette, disperazione di Jean, ritorno della donna. Ultimo film di Vigo, morto lo stesso anno, in bilico fra realismo e poesia, fra sguardo sociale e avanguardia .
L'opinione più votata
Di steno79 scritta il 16/12/2010 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
"Un matrimonio in un villaggio dell'Oise. Juliette, figlia di contadini, sposa Jean, marinaio. Non appena la cerimonia è finita, la coppia si imbarca sull'Atalante, una chiatta a motore il cui itinerario è fissato dalla compagnia che la gestisce. L'equipaggio è composto da un mozzo e da un vecchio lupo di mare, papà Jules, che vive nella sua cabina circondato di gatti, vecchi dischi e un'incredibile mescolanza di oggetti raccolti ai quattro angoli del mondo. Juliette ha un'anima romantica, sogna Parigi e i bei vestiti, e si lascia incantare dalle chiacchiere del vecchio Jules e dalle sue mirabolanti descrizioni. Si giunge infine a Parigi e Jean porta la moglie in un'osteria dove viene corteggiata da un buffo tipo, con irritazione di Jean che decide di accorciare lo scalo. Ma Juliette vuol vivere la sua vita, e se ne fugge... E' inverno, e la ragazza si ritrova tra i disoccupati e i morti di fame. Un ladro cerca di rubarle la borsetta. Intanto sulla chiatta regna la costernazione. Jean non dorme più, e la compagnia minaccia di togliergli la licenza. Papà Jules decide di andare alla ricerca della "padrona", e la trova, in un grande negozio di dischi, che ascolta la canzone dei marinai. Se la carica sulle spalle e la riporta da Jean. La coppia è riunita, L'Atalante può riprendere il cammino sul fiume". (riassunto tratto da I capolavori del cinema di Claude Beylie).
Cos'altro aggiungere? Che si tratta di un’opera di radicale rottura nel cinema francese dell’epoca, perché è tutta tesa a creare una poesia del quotidiano e degli affetti coniugali che ricorda quella del Murnau di Aurora (seppure in un contesto meno tragico). Che è un film ancora fresco e per nulla invecchiato, con audaci tocchi di erotismo, squisite notazioni comiche e parentesi quasi documentaristiche su una Parigi magica e insolita. Che vi sono molte sequenze entrate nella storia del cinema, dall’immersione sottomarina con la visione del “fantasma” di Juliette (diventata la sigla di Fuori orario) alla scena ambientata nella cabina di Papà Jules che mostra i suoi tesori a Juliette, dai carillons a una marionetta che fa il direttore d’orchestra, alla scena della balera con l’infido venditore che corteggia la donna, fino alla riconciliazione finale nell’emozionante happy ending. Tra gli attori, il più memorabile è certamente Michel Simon, irriconoscibile nei panni del burbero Père Jules con il corpo coperto di tatuaggi, ma anche Dita Parlo e Jean Dasté assolvono al loro compito con la giusta espressività e con un’adeguata prestanza fisica. Ottima colonna sonora di Maurice Jaubert e fotografia di Boris Kaufman, fratello del regista Dziga Vertov. In Francia (e non solo) è divenuto un cult assoluto anche perché è stato amato da molti registi, fra cui Truffaut, che si ispirarono alla lezione di Vigo.
- negative [2]
- sufficienti [1]
- positive [29]
- leggi tutte le opinioni
29 febbraio 2012 Opinione di Mulligan71 su "L'Atalante"
La Parigi di Jean Vigo, ferrosa e sognata, credo che mi tormenterà nei giorni a venire. L'Atalante è un film che lavora di delicatezza e pazienza, con un'ala appoggiata sull'esile filo di un amore puro e audacissimo e l'altra su una modernissima architettura cinematografica. In mezzo ci stanno gatti e mani mozzate, giocolieri e il lungo fluire della Senna, oscura e felice. Un incanto ancora oggi vivo, vivissimo.
voto al film: 
13 settembre 2011 Opinione di mm40 su "L'Atalante"
Quella de L'atalante è una storia d'amore completa: c'è l'unione, la lite, il distacco e il finale pacificatorio che rende il pubblico felice e contento più ancora che i due protagonisti. Jean Vigo d'altronde, nonostante la giovane età (29 anni: l'età anche della sua morte, che avvenne poco dopo il termine delle riprese del film), la sapeva lunga: dopo tre lavori di minor spessore - due cortometraggi e un mediometraggio - aveva affinato una tecnica...
voto al film: 
16 agosto 2011 Opinione di urios su "L'Atalante"
Un amore da scoprire e sensualità a bordo di una péniche d’antan. Affascinano la semplicità naturale dei protagonisti e il loro candore. Il ruolo di Michel Simon, père Jules, pare un po’ sopra le righe, forse troppo caricaturale.
voto al film: 
27 gennaio 2011 Opinione di Snaporaz68 su "L'Atalante"
LOVE IN THE WATER 1934. Testamento spirituale di Jean Vigo con solito massacro al montaggio, con prime copie in circolazione che vanno dalla parte opposta alla poetica del genio francese. Stavolta attori professionisti e 89 minuti di pellicola che scorrono leggeri come la vita, come il barcone chiamato Atalante scivola leggero sulle acque placide della Senna. Jean Vigo parte da una cerimonia nuziale alquanto mesta (in cui intravediamo personaggi illustri come i fratelli Prevert)...
voto al film: 
27 gennaio 2011 Opinione di silvia25 su "L'Atalante"
La luna di miele di una coppia, a bordo dell' Atalante. è un film incentrato sulla forza dell'amore. I protagonisti sono spinti dalla 'molla' irrazionale e imprevedibile dell'amore; danno amore a tutto ciò che li circonda: amore per le persone,amore per la natura, amore per la vita stessa. Vigo sceglie la via del surrealismo preferendola a quella maggiormente asciutta del realismo ( più usata nella Francia di quegli anni), caricando singole scene di un forte...
voto al film: 
16 dicembre 2010 Opinione di steno79 su "L'Atalante"
VOTO 10/10 Realismo poetico con squarci surreali e sfumature anarchiche, L'Atalante è diventato uno dei film più amati della storia del cinema, nonostante gli interventi della censura e l'incomprensione che accompagnò il film al momento della sua uscita. Il regista morì a soli 29 anni di tubercolosi poco dopo la fine delle riprese, e la casa di produzione Gaumont lo tagliò selvaggiamente, riducendolo da 89 a soli 65 minuti; solo nel 1990 sarebbe stato ricostituito nella versione...
voto al film: 
11 agosto 2010 Opinione di Axeroth su "L'Atalante"
"Vigo trasforma la realtà in incantesimo e nel filmare prosa ottiene senza sforzo poesia." (cit. François Truffaut) Aggiungo: Vigo trasforma realtà in sogno e il comico in drammatico, il grottesco in verosimile e il comune in magico, il romantico in erotico e l'amore in passione. L'Atalante è la barca dei nostri desideri, ma anche della nostra vita. E' il mezzo con il quale viaggia il nostro inconscio, ma anche il contenitore che ci trasporta dalla nascita...
voto al film: 
3 agosto 2010 Opinione di OGM su "L'Atalante"
La vita è fatta di cose che accadono: per lo più irritanti, ridicole, incongruenti, ma che, se vogliamo, anziché procurarci fastidio, possono essere viste come omaggi alla nostra fantasia, alla nostra capacità di uscire dagli schemi per immaginare strade alternative. Jean Vigo fa della propria arte una gustosa fantasia dell’assurdo: l’abnorme si trasforma in poesia se è vissuto con quel misto di intelligente umorismo e generosa...
voto al film: 
15 dicembre 2008 Opinione di sasso67 su "L'Atalante"
Fantasioso e straziante, il film di Vigo parte dal realismo per raggiungere ben presto vette di poesia surrealista.
voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [1]
- positive [29]
- leggi tutte le opinioni
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:





























