Opinione di OGM su Un eroe borghese
Con Fabrizio Bentivoglio, Michele Placido, Omero Antonutti, Laura Betti
- sufficienti [1]
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significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
La vicenda dell’avvocato Giorgio Ambrosoli suggerisce l’idea che allo Stato istituzionale, che amministra la vita pubblica, se ne affianchi un altro sommerso, che invece esercita il vero potere economico e politico. Si può foraggiare di nascosto il secondo, pur operando apparentemente in funzione del primo; ma non è possibile, viceversa, servire fedelmente il primo senza ledere gli interessi del secondo. L’individuo onesto e coerente è quindi un pericoloso elemento di disturbo se collocato al centro del sistema, lungo quella membrana osmotica in cui la verità ufficiale comunica con quella occulta. La versione moderna della ragion di stato è la necessità di mantenere l’equilibrio tra la materia tenue e trasparente che si diffonde in superficie e quella spessa e oscura che si deposita sul fondo. Il rifiuto di piegarsi a questa esigenza è puro eroismo, perché equivale ad una condanna a morte: infatti ogni schema logico, per sopravvivere, deve eliminare i paradossi, le tesi che ne contraddicono gli assiomi. Il film di Michele Placido mostra come l’inevitabilità della fine del protagonista sia tutt’uno con l’inflessibilità del suo senso del dovere e la integrità della sua coscienza: il rigore della giustizia suscita una reazione ugualmente decisa e inesorabile da parte dei meccanismi a cui si contrappone. La fermezza di un principio è una forza silente, ma così vigorosa, da indurre il nemico a risponderle con una violenza assassina. Il coraggio di Un eroe borghese è quello che non fa spettacolo, né clamore, perché non lancia gridi di battaglia prima di passare all’azione. Il suo motto non è un retorico incipit che introduce un fantastico discorso a venire: è, invece, il punto finale che suggella le convinzioni di una vita, con un semplice, e irremovibile “così sia”.
Commenti
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9 settembre 2010, 15:02 di GIANNISV66
Ho lasciato oggi una recensione su questo film che avevo visto alcuni anni fa e mi era piaciuto molto. L'ho fatto sulla spinta del vergognoso commento che uno dei massimi esponenti politici di questo paese ha fatto sulla figura dell'Avv. Ambrosoli. Nel farlo ho letto la tua recensione e non posso esimermi dal farti i complimenti per come sei riuscito a cogliere l'essenza della pellicola e per la tua riflessione sul valore dell'onestà. A mio modesto avviso questo è un film irrinunciabile e non lo è mai stato come in questi tempi.
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11 settembre 2010, 19:44 di OGM
Grazie di cuore del commento. Ho letto con molto piacere la tua interessantissima recensione. Un carissimo saluto da OGM.
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