Adorabile infedele (1959)
Con Gregory Peck, Deborah Kerr, Eddie Albert, Philip Ober
La trama
La giornalista inglese Sheilah Graham, che si è affermata negli Stati Uniti, conosce lo scrittore Francis Scott Fitzgerald, impegnato a Hollywood come sceneggiatore, e tra i due è subito amore mentre la moglie del romanziere è ricoverata in una clinica per alienati mentali.
Un'amara passione narrata con quasi tutti i difetti delle convenzioni "made in Hollywood", nemmeno riscattata dalla presenza di attori di grosso nome, né dalla regia senza nerbo di un "uomo per tutte le stagioni" come Henry King.
L'opinione più discussa
Di spopola scritta il 23/08/2009
Voto al film: 
La fonte è però l’autobiografia - fra cronaca e storia d’amore - scritta dalla giornalista mondana Sheilah Graham (con la collaborazione di Gerold Frank) che fu la compagna dello scrittore negli ultimi anni della sua vita prematuramente conclusasi nel 1940, e credo che il problema principale di una certa qual dose di insoddisfazione che emerge, stia proprio qui, nel fatto cioè che il libro, anziché su Fitzgerald, sposti inevitabilmente l’asse portante sulla donna (e sul versante privato di una relazione) considerando appunto che nasce prima di tutto come racconto della sua vita (un “percorso” molto americano dove la favola di Cenerentola e il mito di Pigmalione rivivono e si intersecano alla perfezione), anche se, nell’esplicitare finalmente le sue verità persino sulle proprie misconosciute origini spesso mistificate, la parte più significativa della sua storia è pure quella che potrebbe essere definita la storia di Scott - come poi lei afferma proprio nella presentazione rivolgendosi in prima persona allo scrittore - e persino lo stimolo stesso per affrontare l’impresa va ricercato principalmente nella volontà di parlare del “vero” Fitzgerald, quello che lei aveva conosciuto, e che trovava essere così diverso dalla un po’ stereotipata figura che traspariva attraverso le “fonti ufficiali”dei giornali e delle biografie codificate, per altro abbastanza scarse, vista la parabola discendente che aveva sempre più spinto il letterato verso un oblioso dimenticatoio.
Si avverte però un che di “artefatto” nella esposizione dei fatti che se non inficia assolutamente (non ci sarebbero elementi sufficienti per poterlo fare) il valore del loro rapporto che “dobbiamo” inevitabilmente dare per scontato, è decisamente insufficiente per restituire a noi un ritratto completamente soddisfacente di questo autore basilare (ma dalle alterne fortune) per la letteratura non solo del suo paese.
Il problema si accentua enormemente nella trasposizione cinematografica che, seppure “semplifica” abbastanza velocemente tutto ciò che precede l’incontro e il rapporto fra i due e si sofferma principalmente sulla storia d’amore e di “redenzione” creativa (visto che si attribuisce qui – e non sappiamo davvero poi con quale effettiva attendibilità realistica - proprio alla presenza della Graham il merito di aver restituito a Fitzgerald lo stimolo e la forza necessaria per rimettersi a scrivere e plasmare il suo ultimo capolavoro rimasto incompiuto per l’improvviso arresto di quel cuore troppo logorato dagli stravizi e dalla vita) ne traccia un profilo ancor più “edulcorato” e approssimativo che segue schemi abbastanza consolidati nel rispettare il tradizionale, banale e anodino percorso di “genio e sregolatezza” applicabile indifferentemente ad ogni artista, e qui ancora una volta riscattato, come accade quasi sempre, dalla “salvificità “di una relazione affettiva che ristabilisce equilibri precedentemente smarriti e che la morte improvvisa rende “tragicamente” definitiva e a sua volta “non terminata”. ESPANDI +
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23 agosto 2009 Opinione di spopola su "Adorabile infedele"
L’adorabile infedele del titolo (e non solo perché è il verso di una sua poesia), è ovviamente Francis Scott Fitzgerald, uno dei più rappresentativi e “fondamentali” romanzieri made in Usa del periodo fra le due guerre del secolo scorso, del quale è stato meraviglioso e inimitabile “cantore”. La fonte è però l’autobiografia - fra cronaca e storia d’amore - scritta dalla giornalista mondana...
voto al film: 
12 febbraio 2008 Opinione di emmepi8 su "Adorabile infedele"
Storia che si ispira Scot Fitzgerald, ma molto romanzata ed alle volte stucchevole. La cosa più preziosa è la presenza di Debora Kerr che riscatta una certa verità pur rimanendo nel personaggio romantico che le hanno ritagliato. Diciamo che a tratti è anche sconclusionato il racconto, e le scene della ubriachezza sono anche risibili da vera commedia, e bisogna ricordarsi ogni momento il dramma che icombe.
voto al film: 
9 febbraio 2008 Opinione di Mr.Klein su "Adorabile infedele"
Appare strano che l’insieme di accreditate professionalità si esauriscano in un risultato in cui tutto tenda al ribasso,in un’atmosfera equanime e di perplessa svogliatezza. Spacciato per il ritratto di un uomo nella sua ultima stagione il film di King in realtà non è di lui che parla,poiché Francis Scott Fitzgerald,il tormentato cantore del’età del jazz,vi è completamente assente,almeno nella misura in cui ci si aspetta che sia presente. Realizzata secondo il punto di vista...
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