Voglio la testa di Garcia (1974)
Con Warren Oates, Isela Vega, Robert Webber, Gig Young, Emilio Fernández, Kris Kristofferson
15/11/2010
Sequenze. La testa della violenza.
"Voglio la testa di Garcia" si apre con una ragazza incinta adagiata sul ciglio di un lago, immersa in una natura rigogliosa di pace e serenità. Tutto contrasta con l'aura di violenza che...
di Peppe Comune
La trama
La taglia su un uomo scatena un'orgia di violenza e di delitti.
El Jefe, ricco piantatore, avendo scoperto che sua figlia è stata messa incinta da Alfredo Garcia, mette in palio un premio di un milione di pesos per chi gli porterà la testa del colpevole. Bennie, un barista che è venuto a sapere che Garcia è ormai morto e sepolto, vuole conquistarsi il premio. Dissotterrerà la testa del defunto, ucciderà chiunque tenti di ostacolarlo ma non potrà godersi il denaro.
Il film rappresenta il punto massimo del pessimismo di Peckinpah in una tragica, disperata "epopea" della ferocia e della disumanità. Dichiarò il regista: "Censurato e contestato - e non solo dalla critica - ma buono o cattivo, bello o brutto, è come lo volevo io". Grandi monologhi di Warren Oates.
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 13/11/2010 - utile per 22 utenti
Voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [1]
- positive [17]
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23 aprile 2012 Opinione di alfatocoferolo su "Voglio la testa di Garcia"
Film decisamente solido che a onor del vero andrebbe annoverato tra i western del regista. Tutto qui ricorda le tematiche tipiche di quel genere, la testa di Garcia è cinta da una sontuosa taglia, il suo sgarro colpisce un uomo che è preso dal suo potere e dal suo orgoglio al punto da elevarli a valori morali tali da giustificare un'autentica carneficina solo per lavare il suo nome da un'onta tutto sommato lieve. Peckinpah però modernizza alla perfezione il linguaggio del western e lo...
voto al film: 
14 novembre 2011 Opinione di wang yu su "Voglio la testa di Garcia"
Lo stile tipico di Peckinpah sangue e violenza misoginia Ha anche un insolito senso dell'umorismo che penso non è intenzionale.Warren Oates offre una intensa prestazione di uomo avido e disperato.voto 6,5
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13 novembre 2010 Opinione di Peppe Comune su "Voglio la testa di Garcia"
Messico. Un ricco e potente piantatore darà un milione di dollari a chiunque gli porterà la testa di Alfredo Garcia, uno dei suoi più fidati collaboratori che ha messo incinta la figlia. La ricerca ha inizio e due distinti signori (Robert Webber e Gig Young) arrivano in un bar di second'ordine di Mexico City, proprio quello in cui lavora Benny (Warren Oates), uno spiantato che vive suonando il piano bar. Fiutato l'affare, Benny propone all'organizzazione di occuparsi lui...
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12 novembre 2010 Opinione di hallorann su "Voglio la testa di Garcia"
Un ricco fazendero messicano ha la giovane figlia incinta, vuole sapere chi è stato, la umilia davanti alla sua “corte” strappandole il nome, Alfredo Garcia. Era un suo fidato dipendente, ora lo vuole morto e darà 10.000 dollari a chi gli porterà la testa. Un’organizzazione parallela viene incaricata di setacciare il Messico per trovare l’uomo. Bennie è il pianista americano di uno squallido night e si mostra interessato all’affare....
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2 giugno 2010 Opinione di Filmoski su "Voglio la testa di Garcia"
Riuscitissima contaminazione tra i generi noir, road movie e western contemporaneo, questo film rappresenta una delle vette raggiunte da Peckinpah. Quando si presenta l'occasione che si attendeva da tutta la vita, si può lasciarsela sfuggire e rassegnarsi al corso del proprio destino oppure afferrarla con vigore e determinazione nel tentativo di padroneggiare il fato. Lo squattrinato musicista protagonista del lungometraggio non ha dubbi, ma la sua possibilità di dare una...
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9 marzo 2010 Opinione di carlos brigante su "Voglio la testa di Garcia"
In "Bring me the head of Alfredo Garcia" nessuna salvezza è possibile. C'è solo violenza, morte e disillusione. Nessuno vince, ma tutti perdono. E' un viaggio di sola andata all'Inferno. Un inferno messicano fatto di night club per turisti americani e di poveri pueblos dimenticati da Dio. Un Dio inesistente o quantomeno lontano. Lo spirito religioso si riduce soltanto ad un rituale meccanico; ad una fugace tradizione che nella sostanza non interessa veramente a nessuno. La...
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17 marzo 2009 Opinione di mmciak su "Voglio la testa di Garcia"
Questa pellicola "Voglio la testa di Garcia" realizzata nel 1974 di Sam Peckipah l'ho trovata strana e coinvolgente perché è un modo diverso di fare un Western. Dopo averlo visto mi sono documentato su Sam Peckipah e su questo suo prodotto fuori da tutti i canoni e sono venuto a sapere che è lui l'inventore del "Western crepuscolare". Questo Film racconta la storia di un pianista di terz'ordine che lavora in Messico sogna di fare il colpo della sua vita portando a...
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23 luglio 2008 Opinione di Dalton su "Voglio la testa di Garcia"
Purtroppo devo concordare col Mereghetti sulla lentezza del primo tempo. Ciònonostante, la seconda parte presenta un crescendo rossiniano di incivili soverchierie girate con iperrealistica lunarità, rivelando un'ottica filmica ai limiti della genialità. In un ambiente votato al sopruso, la dignità rimane un pallido ricordo e le vie per redimersi sono due: la fuga o la morte. Per una volta, Peckinpah mette a freno più del solito la sua proverbiale misogenia. Finale inesorabilmente votato...
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16 gennaio 2008 Opinione di bradipo68 su "Voglio la testa di Garcia"
Film di nichilismo disperato,una tragica epopea di un perdente,un western moderno con la carica distruttiva di un film catastrofico.Questo è Bring me the head of Alfredo Garcia,uno dei capolavori di Peckinpah ambientato in un Messico desolato,tutto polvere,caldo e mosche,un ritratto al vetriolo di un gruppo di perdenti,uomini a cui il sogno americano è scivolato tra le dita.Oates promosso da caratterista a protagonista assoluto è straordinario, nella sua testardaggine e nel suo desiderio...
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14 marzo 2006 Opinione di will kane su "Voglio la testa di Garcia"
E' un film fortemente figlio del suo autore,lo dice l'ambientazione,in un Messico assolato e diviso tra l'eccessivo lusso dei signorotti e la miseria presente nelle strade,lo dice la violenza che esplode e rallenta il flusso delle immagini,spettacolarizzandole,lo dice il tono della narrazione,tra personaggi desperados che ci mettono un niente a sparare addosso al prossimo,eppure mantengono una coerenza con se stessi degna di nota."Voglio la testa di Garcia!" è un noir sotto il sole,una...
voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [1]
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