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Voglio la testa di Garcia (1974)

[Bring Me the Head of Alfredo Garcia, USA 1974, Drammatico, durata 115']   Regia di Sam Peckinpah
Con Warren Oates, Isela Vega, Robert Webber, Gig Young, Emilio Fernández, Kris Kristofferson



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Voglio la testa di Garcia: assente
Ritmo ritmo in Voglio la testa di Garcia: forte
Impegno impegno in Voglio la testa di Garcia: presente
Tensione tensione in Voglio la testa di Garcia: forte
Erotismo erotismo in Voglio la testa di Garcia: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Voglio la testa di Garcia

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Voglio la testa di Garcia (voti: 45 media: 4,29) 45

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locandina di Voglio la testa di Garcia

15/11/2010

Sequenze. La testa della violenza.

"Voglio la testa di Garcia" si apre con una ragazza incinta adagiata sul ciglio di un lago, immersa in una natura rigogliosa di pace e serenità. Tutto contrasta con l'aura di violenza che...

di Peppe Comune

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La trama

La taglia su un uomo scatena un'orgia di violenza e di delitti.

El Jefe, ricco piantatore, avendo scoperto che sua figlia è stata messa incinta da Alfredo Garcia, mette in palio un premio di un milione di pesos per chi gli porterà la testa del colpevole. Bennie, un barista che è venuto a sapere che Garcia è ormai morto e sepolto, vuole conquistarsi il premio. Dissotterrerà la testa del defunto, ucciderà chiunque tenti di ostacolarlo ma non potrà godersi il denaro.  

Il film rappresenta il punto massimo del pessimismo di Peckinpah in una tragica, disperata "epopea" della ferocia e della disumanità. Dichiarò il regista: "Censurato e contestato - e non solo dalla critica - ma buono o cattivo, bello o brutto, è come lo volevo io". Grandi monologhi di Warren Oates.

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 13/11/2010 - utile per 22 utenti

Voto al film: voto ottimo

Messico. Un ricco e potente piantatore darà un milione di dollari a chiunque gli porterà la testa di Alfredo Garcia, uno dei suoi più fidati collaboratori che ha messo incinta la figlia. La ricerca ha inizio e due distinti signori (Robert Webber e Gig Young) arrivano in un bar di second'ordine di Mexico City, proprio quello in cui lavora Benny (Warren Oates), uno spiantato che vive suonando il piano bar. Fiutato l'affare, Benny propone all'organizzazione di occuparsi lui di procurargli quanto richiesto, anche perchè ha saputo dalla sua donna Elita (Isela Vega), che proprio con il ricercato aveva avuto qualche settimana prima una storia, che Alfredo Garcia è morto in seguito a un incidente stradale. Si tratterà dunque di trovare una tomba e mozzare la testa a un cadavere. Sembra tutto molto facile, anzi la cosa ha tutti i crismi dell'occasione venuta a proporre un cambio di rotta a una vita magra di soddisfazioni. Ma un milione di dollari sono una cifra troppo grossa per non spingere un nutrito numero di persone a girargli avidamente intorno con la criminale pretesa di possederlo tutto per se e macchiare di sangue la speranza di un riscatto. "Voglio la testa di Garcia" è la storia di un un viaggio che si compie sul confine tra la vita e la morte, tra la possibilità di una rinascita e la certezza della perdita dell'innocenza, dove ogni falla può aprire voragini maledette e un intoppo trasformare l'amore per una donna in odio per l'umanità intera. E' probabilmente il film più pessimista di Sam Peckinpah, quello in cui il suo allucinato nichilismo ha potuto esprimersi in tutta la sua deflagrante chiarezza e la violenza cieca e indiscriminata rappresentare compiutamente la metafora di un mondo giunto al capolinea delle sue più belle speranze. Benny concepisce la storia in cui si imbatte come l'occasione che mai più gli si ripresenterà, "ho il biglietto vincente e non me lo lascio scappare", dice con durezza a un Elita molto contrariata all'idea di dover profanare una tomba. Vuole risalire la china Benny, godersi finalmente la vita insieme alla donna che ama e il viaggio che intraprendono insieme vuole servire anche a rafforzare l'indissolubilità del loro rapporto attraverso la tenera condivisione dei ricordi (bella e struggente la scena del picnic). Ma proprio questo irrefrenabile desiderio d'amore e di rivalsa si trasformerà nell'elemento catalizzatore di tutte le vicissitudini che capiteranno a Benny : lo spingerà a intraprendere un viaggio agli inferi da cui non sarà facile ritornare indietro e ad armerà la mano di fredda precisione quando si frantumerà irrimediabilmente di fronte all'incedere imperioso della violenza. La forza seduttrice del danaro e la necessità della morte vanno a braccetto in questo sadico viaggio al centro del male di vivere dunque, un viaggio che Benny decide di condurre fino all'estreme conseguenze, come un eroe solitario che tenta di recuperare un senso per la calpestata sacralità della vita (magistrale l'evolversi del suo rapporto "con la testa" di Garcia) e di riscattarsi dall'ossessione dei sogni infranti. Dalle strade polverose di decadenti e inospitali villaggi messicani, alle stanze di alberghi di lusso e da qui ancora più in alto, fino al Moloch in persona, alla radice di un male determinato sempre dall'egoismo rapace dei più potenti e che sempre si riflette sull'esistenza dei più deboli. Benny è uno dei personaggi più esemplificativi della poetica di Sam Peckinpah, un cineasta che ha sempre posto la crudele legge del più forte al centro del suo cinema disincantato. Un capolavoro di un maestro. 
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SI

Opinioni su Voglio la testa di Garcia


23 aprile 2012 Opinione di alfatocoferolo su "Voglio la testa di Garcia"
alfatocoferolo

Film decisamente solido che a onor del vero andrebbe annoverato tra i western del regista. Tutto qui ricorda le tematiche tipiche di quel genere, la testa di Garcia è cinta da una sontuosa taglia, il suo sgarro colpisce un uomo che è preso dal suo potere e dal suo orgoglio al punto da elevarli a valori morali tali da giustificare un'autentica carneficina solo per lavare il suo nome da un'onta tutto sommato lieve. Peckinpah però modernizza alla perfezione il linguaggio del western e lo...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto buono a Voglio la testa di Garcia (1974)

1 commento
[utile per 5 utenti]

14 novembre 2011 Opinione di wang yu su "Voglio la testa di Garcia"
wang yu

Lo stile tipico di Peckinpah  sangue e violenza misoginia Ha  anche un insolito senso dell'umorismo che penso non è intenzionale.Warren Oates offre una intensa prestazione di uomo avido e disperato.voto 6,5

voto al film: wang yu assegna il voto sufficiente a Voglio la testa di Garcia (1974)



13 novembre 2010 Opinione di Peppe Comune su "Voglio la testa di Garcia"
Peppe Comune

Messico. Un ricco e potente piantatore darà un milione di dollari a chiunque gli porterà la testa di Alfredo Garcia, uno dei suoi più fidati collaboratori che ha messo incinta la figlia. La ricerca ha inizio e due distinti signori (Robert Webber e Gig Young) arrivano in un bar di second'ordine di Mexico City, proprio quello in cui lavora Benny (Warren Oates), uno spiantato che vive suonando il piano bar. Fiutato l'affare, Benny propone all'organizzazione di occuparsi lui...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto ottimo a Voglio la testa di Garcia (1974)

2 commenti
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12 novembre 2010 Opinione di hallorann su "Voglio la testa di Garcia"
hallorann

Un ricco fazendero messicano ha la giovane figlia incinta, vuole sapere chi è stato, la umilia davanti alla sua “corte” strappandole il nome, Alfredo Garcia. Era un suo fidato dipendente, ora lo vuole morto e darà 10.000 dollari a chi gli porterà la testa. Un’organizzazione parallela viene incaricata di setacciare il Messico per trovare l’uomo. Bennie è il pianista americano di uno squallido night e si mostra interessato all’affare....

voto al film: hallorann assegna il voto ottimo a Voglio la testa di Garcia (1974)

1 commento
[utile per 15 utenti]


2 giugno 2010 Opinione di Filmoski su "Voglio la testa di Garcia"
Filmoski

Riuscitissima contaminazione tra i generi noir, road movie e western contemporaneo, questo film rappresenta una delle vette raggiunte da Peckinpah. Quando si presenta l'occasione che si attendeva da tutta la vita, si può lasciarsela sfuggire e rassegnarsi al corso del proprio destino oppure afferrarla con vigore e determinazione nel tentativo di padroneggiare il fato. Lo squattrinato musicista protagonista del lungometraggio non ha dubbi, ma la sua possibilità di dare una...

voto al film: Filmoski assegna il voto ottimo a Voglio la testa di Garcia (1974)

nessun commento
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9 marzo 2010 Opinione di carlos brigante su "Voglio la testa di Garcia"
carlos brigante

In "Bring me the head of Alfredo Garcia" nessuna salvezza è possibile. C'è solo violenza, morte e disillusione. Nessuno vince, ma tutti perdono. E' un viaggio di sola andata all'Inferno. Un inferno messicano fatto di night club per turisti americani e di poveri pueblos dimenticati da Dio. Un Dio inesistente o quantomeno lontano. Lo spirito religioso si riduce soltanto ad un rituale meccanico; ad una fugace tradizione che nella sostanza non interessa veramente a nessuno. La...

voto al film: carlos brigante assegna il voto ottimo a Voglio la testa di Garcia (1974)

4 commenti
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17 marzo 2009 Opinione di mmciak su "Voglio la testa di Garcia"
mmciak

Questa pellicola "Voglio la testa di Garcia" realizzata nel 1974 di Sam Peckipah l'ho trovata strana e coinvolgente perché è un modo diverso di fare un Western. Dopo averlo visto mi sono documentato su Sam Peckipah e su questo suo prodotto fuori da tutti i canoni e sono venuto a sapere che è lui l'inventore del "Western crepuscolare". Questo Film racconta la storia di un pianista di terz'ordine che lavora in Messico sogna di fare il colpo della sua vita portando a...

voto al film: mmciak assegna il voto buono a Voglio la testa di Garcia (1974)


23 luglio 2008 Opinione di Dalton su "Voglio la testa di Garcia"
Dalton

Purtroppo devo concordare col Mereghetti sulla lentezza del primo tempo. Ciònonostante, la seconda parte presenta un crescendo rossiniano di incivili soverchierie girate con iperrealistica lunarità, rivelando un'ottica filmica ai limiti della genialità. In un ambiente votato al sopruso, la dignità rimane un pallido ricordo e le vie per redimersi sono due: la fuga o la morte. Per una volta, Peckinpah mette a freno più del solito la sua proverbiale misogenia. Finale inesorabilmente votato...

voto al film: Dalton assegna il voto buono a Voglio la testa di Garcia (1974)

1 commento


16 gennaio 2008 Opinione di bradipo68 su "Voglio la testa di Garcia"
bradipo68

Film di nichilismo disperato,una tragica epopea di un perdente,un western moderno con la carica distruttiva di un film catastrofico.Questo è Bring me the head of Alfredo Garcia,uno dei capolavori di Peckinpah ambientato in un Messico desolato,tutto polvere,caldo e mosche,un ritratto al vetriolo di un gruppo di perdenti,uomini a cui il sogno americano è scivolato tra le dita.Oates promosso da caratterista a protagonista assoluto è straordinario, nella sua testardaggine e nel suo desiderio...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Voglio la testa di Garcia (1974)


14 marzo 2006 Opinione di will kane su "Voglio la testa di Garcia"
will kane

E' un film fortemente figlio del suo autore,lo dice l'ambientazione,in un Messico assolato e diviso tra l'eccessivo lusso dei signorotti e la miseria presente nelle strade,lo dice la violenza che esplode e rallenta il flusso delle immagini,spettacolarizzandole,lo dice il tono della narrazione,tra personaggi desperados che ci mettono un niente a sparare addosso al prossimo,eppure mantengono una coerenza con se stessi degna di nota."Voglio la testa di Garcia!" è un noir sotto il sole,una...

voto al film: will kane assegna il voto buono a Voglio la testa di Garcia (1974)




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