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Opinione di luisasalvi su Caro diario





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29/01/2009 voto al film: voto pessimo

Sul film

Il fatto che Moretti abbia preso qualche distanza dai compagni sessantottini e non sia degenerato come loro è un fatto lodevole, che suscita le simpatie di tutti i sessantottini, lieti di figurare a fianco di lui e non di coloro che lui critica. Tipica formula di successo in ogni campo. Qualche facile battuta sulla dittatura dei figli (non necessariamente unici; Moretti sembra aver sposato la causa demografica del papa e del duce, ma i figli che presenta possono esser clonati anche all'interno della stessa famiglia) o sulle facili prescrizioni e difficili diagnosi mediche o sui critici che lodano film truculenti come Henry (curioso che gli stessi critici lodino anche Moretti e questo suo film), gratuita e insignificante. E' patetico quando si vede che pensa a qualche grande (spesso a Fellini, per esempio nel rimprovero al critico), e arranca nel tentativo vano di seguirlo. Non è artista, e non può farci nulla; il guaio è che è convinto di esserlo, e di essere pure intelligente, ma non fa neppure un discorso, non dice nulla... gioca sul fatto che le stesse cose che non dice lui sono già state non-dette all'infinito dai suoi compagni da cui pretende di prendere le distanze...


SI

Commenti

  • 30 aprile 2011, 13:11 di Francino

    Opinione intelligente con la quale concordo.

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  • 30 aprile 2011, 18:27 di luisasalvi

    ti ringrazio

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  • 7 gennaio 2012, 00:06 di paulesway

    E quindi? Per questo è pessimo? Fai prima a dire che Moretti ti sta antipatico.

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  • 8 gennaio 2012, 09:39 di luisasalvi

    Cosa ha a che fare con la simpatia e antipatia il giudizio su un film? Ho tanti amici che mi sono simpatici ma che non sanno fare film (e per fortuna non ci provano) o che sono stonati e tuttavia si ostinano a cantare (purtroppo lo faccio anche io). Ci sono poi registi di cui ho lodato qualche film e ne critico altri; mai pensato che l’autore mi sia simpatico e antipatico a giorni alterni. Tanto per azzardare qualche esempio, ammiro Orson Welles, ma credo che non mi non sarebbe stato simpatico; ammiro Benedetti Michelangeli (in particolare la sua interpretazione dei preludi di Debussy), ma sembra proprio antipatico, così apparentemente freddo e compassato e tuttavia nervosissimo. Di Moretti non saprei, ma prima che il successo gli desse alla testa forse lo avrei trovato simpatico. Non è necessario né sufficiente essere artisti per essere simpatici.

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