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Philadelphia (1993)

[Philadelphia, USA 1993, Drammatico, durata 125']   Regia di Jonathan Demme
Con Tom Hanks, Denzel Washington, Jason Robards, Antonio Banderas



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Philadelphia: assente
Ritmo ritmo in Philadelphia: presente
Impegno impegno in Philadelphia: presente
Tensione tensione in Philadelphia: presente
Erotismo erotismo in Philadelphia: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Philadelphia

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Philadelphia (voti: 136 media: 4,00) 136

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locandina di Philadelphia

2011-07-02 22:31:34

Boss "morbidi" in luneggianti ormoni della vita che si soffia nell'anima un Cuore romantico

Bene, bene, bene, scartapellando nell'archivio del magnifico "Cinerepublic", sapete, non ho mai incrociato una monografia musicale su qualche cantante. E dire che il mezzo permette...

di Travis Bickle 1979

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La trama

Un avvocato malato di Aids fa causa allo studio legale che lo ha licenziato.

Andrew Beckett è un giovane e brillante avvocato, tra i collaboratori di punta di uno dei più prestigiosi studi legali di Philadelphia, ma viene licenziato in tronco quando i suoi datori di lavoro scoprono che ha contratto l'Aids. Beckett vuol far valere i suoi diritti e si rivolge a parecchi avvocati, ma nessuno accetta. Anche il celebre penalista nero Joe Miller in un primo tempo rifiuta l'incarico, ma avendo incontrato Beckett in una biblioteca, dove questi sta preparandosi a sostenere la causa da solo, cambia idea. 

Il primo merito del film è la validità della sua battaglia. "Philadelphia" affronta senza tergiversare o scadere di tono il problema e lo svolge con vigoria e lucidità, forte di una sceneggiatura robusta e impeccabile e di interpreti che vi profondono il meglio delle loro alte capacità. Oscar per Tom Hanks e alla bellissima canzone "Streets of Philadelphia" di Springsteen (ma in colonna sonora c'è anche anche "Philadelphia" di Neil Young).

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L'opinione più votata

Di Lina scritta il 2011-03-09 14:20:59 - utile per 21 utenti

Voto al film: voto buono

"Da bambino ti insegnano che i finocchi sono strani, i finocchi sono buffi, i finocchi si vestono come la madre, che hanno paura di battersi, che sono un pericolo per i bambini e che vogliono solamente entrarti nei pantaloni" questa frase proferita dall'avvocato Joe Miller ad Andrew Beckett riassume più o meno la tematica del film, che si basa sui pregiudizi nei confronti degli omosessuali. I presupposti ed i risvolti sono drammatici perchè hanno per protagonista Andrew, un giovane avvocato che ha l'aids, licenziato dal suo datore di lavoro non solo per la malattia che lo ha colpito, ma soprattutto per avergli nascosto per diverso tempo d'essere omosessuale. Andrew però lo aveva fatto per timore di essere visto in maniera differente come infatti s'era verificato ed intenta una causa con l'accusa di discriminazione, vincendola poco prima di morire. Dunque la trama ha spunti molto profondi, spesso psicologici e si muove a lungo nei dintorni del processo in questione, illustrando significativi battibecchi fra avvocati (memorabile ed incisiva è soprattutto la scena in cui Miller chiede al suo assistito di sbottonarsi la camicia per dimostrare alla sua antagonista, ma anche alla giuria, che i segni della sua malattia, erano sempre stati ravvisabili eccome) e concentrandosi soprattutto sulla sofferenza, ma anche sulla genuinità di Andrew, che nonostante tutte le difficoltà, non perde mai il sorriso. Tutto questo si rivela fortemente coinvolgente, ma in parte anche deprimente e malinconico, tuttavia mai piatto e banale come può sembrare perchè il film, non mira a sfruttare la solita e ruffiana morale proferita decenni orsono da Albert Einstein per primo: "è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio", ma mira solamente a ritrarre la società odierna per quella che è realmente, una società ipocrita i cui membri ripetono spesso a cantilena di non essere prevenuti, che per loro non fa differenza se una persona sia omosessuale o meno, senza però crederci veramente fino in fondo. Siamo tutti bravi a dichiararci tolleranti, ma quanti di noi poi in verità, quando hanno visto o frequentato degli omosessuali, non hanno tirato fuori almeno una volta o anche di più nella vita, i soliti nomignoli offensivi nel parlare di loro o nel descriverli? E quanti di noi possono permettersi di dichiarare di non aver mai riso, neppure mezza volta, della loro natura o condizione psicologica? Invece spesso, quando qualche film li prende in giro mostrando i tipici luoghi comuni che li riguardano, ridiamo in molti. Il pensiero generale della società è esattamente quello espresso dall'avvocato Joe Miller nelle frasi succitate prima ed è inutile negarlo. Questo film quindi mostra il lato più drastico del pregiudizio sull'omosessualità: arrivare a privare una persona del suo lavoro perchè ritenuta inadeguata ed inferiore in base al fatto che va a letto con persone del suo stesso sesso. Tutti sappiamo cosa sia il pregiudizio, ma in pochi ammettiamo di sentirlo radicato nelle vene anche se magari talvolta inconsciamente. La trama in questo caso però, ci mostra che alla fine, anche l'avvocato Miller pian piano rivaluta le proprie convinzioni conservatrici e si rende conto di quanto possano rivelarsi crudeli ed ingiusti tutti quei preconcetti che portano la società ad emarginare e degradare tutti quei soggetti di cui non condiviamo usi e costumi. L'abilità nel lavoro di una persona non può certamente essere giudicata in base alle sue preferenze sessuali, eppure è così che succede spesso in molti contesti. Tante persone in tutto il mondo vengono licenziate a causa di pregiudizi inutili e questo film non fa altro che mostrarci per una volta, la vittoria di una di loro. Una vittoria che Andrew purtroppo riesce a godersi per poco tempo sul letto d'ospedale perchè ormai, ha perso soprattutto la possibilità di vivere. Commuove e rincuora però scoprire che non ha perso e che non perderà mai i suoi affetti più importanti: quelli della famiglia, del suo compagno e dell'avvocato che solo grazie a lui sembra aver imparato che non ci sia cosa al mondo più ingannevole del pregiudizio. Un film quindi provvisto di contenuti amaro-dolci che nonostante le sue buone intenzioni, rappresenta soltanto un granello di sabbia in una spiaggia ancora in prevalenza intollerante.
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SI

Opinioni su Philadelphia


2011-04-16 22:12:39 Opinione di Snaporaz68 su "Philadelphia"
Snaporaz68

EPISTOLA SULLA TOLLERANZA   Non è facile fare un film sull’Aids e non cadere nel banale, nella retorica, nel moralismo, nella descrizione macchiettistica e caricaturale. In effetti Jonathan Demme (regista pluripremiato con Il Silenzio degli Innocenti) fa un bello slalom tra le trappole dei luoghi comuni e punta l’occhio di bue sulla necessità della giustizia senza pregiudizio, sulla tolleranza delle scelte personali e dei gusti sessuali, nella...

voto al film: Snaporaz68 assegna il voto buono a Philadelphia (1993)

nessun commento
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2011-03-15 22:23:45 Opinione di MovieGoer su "Philadelphia"
MovieGoer

Il film di Demme ha un grandissimo pregio: quello di presentare uno dei personaggi principali (si potrebbe quasi definire un co-protagonista) con le paure e il disgusto della maggior parte di noi. Già, perché il Joe Miller di uno straordinario Denzel Washington rappresenta l'uomo comune, "nauseato" (riprendendo una frase che lui stesso utilizzerà <<A me quelli danno la nausea.>>) dagli omosessuali, da cui vorrebbe stare il più lontano possibile, con...

voto al film: MovieGoer assegna il voto buono a Philadelphia (1993)

nessun commento
[utile per 4 utenti]


2011-03-09 14:20:59 Opinione di Lina su "Philadelphia"
Lina

"Da bambino ti insegnano che i finocchi sono strani, i finocchi sono buffi, i finocchi si vestono come la madre, che hanno paura di battersi, che sono un pericolo per i bambini e che vogliono solamente entrarti nei pantaloni" questa frase proferita dall'avvocato Joe Miller ad Andrew Beckett riassume più o meno la tematica del film, che si basa sui pregiudizi nei confronti degli omosessuali. I presupposti ed i risvolti sono drammatici perchè hanno per protagonista Andrew, un giovane...

voto al film: Lina assegna il voto buono a Philadelphia (1993)

nessun commento
[utile per 21 utenti]

2011-02-09 16:29:02 Opinione di fratellicapone su "Philadelphia"
fratellicapone

Ho rivisto questo film prima di eliminare il VHS e mi è piaciuto come allora. La terribile malattia, allora se ne parlava molto di più, lo stigma che comporta e la necessità di nasconderla in un ambiente professionale e rampante stritola ingiustamente il giovane e brillante avvocato. Sarà licenziato con un pretesto di scarso rendimento ma il processo farà giustizia del licenziamento e, se non potrà restituire la salute al giovane avvocato, almeno gli...

voto al film: fratellicapone assegna il voto buono a Philadelphia (1993)

nessun commento
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2011-01-05 10:10:54 Opinione di cheftony su "Philadelphia"
cheftony

Andy Beckett (Tom Hanks), promettente avvocato di un grande studio legale di Philadelphia, ha contratto il virus dell'HIV ed è gay, ma nessuno dell'ambito lavorativo è al corrente di queste cose. Quando le lesioni sul volto di Beckett provocate dall'AIDS si fanno più evidenti, i superiori lo licenziano per aver corso il rischio di perdere un importante processo per lo smarrimento (?) di un ricorso; ma Andy è convinto che lo abbiano allontanato per pura...

voto al film: cheftony assegna il voto buono a Philadelphia (1993)

5 commenti
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2010-11-15 18:21:46 Opinione di tafo su "Philadelphia"
tafo

Ero piccolo ma la ricordo come una cosa brutta. Ero piccolo ma me lo ricordo che negli anni ottanta l'AIDS era la malattia del secolo. Ricordo le campagne di prevenzione che consigliavano di proteggere i propri rapporti sessuali e che segnalavano la diffusione della malattia.Oggi se ne parla meno, forse perchè riguarda di più l'Africa e i paesi poveri, in quel momento il problema era reale e sentito, oggi non so se è stato sconfitto o solo rimosso come peste delle...

voto al film: tafo assegna il voto sufficiente a Philadelphia (1993)

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2010-10-27 14:39:18 Opinione di alfatocoferolo su "Philadelphia"
alfatocoferolo

Meglio cercare le pecche in quest'ottima pellicola. Il film è pesante, non sempre scorre bene ed offre buona tensione. In fin dei conti tutti sanno dove si andrà a parare ed è fin troppo facile anticipare il finale. Ma tutto questo accade mentre sul set Tom Hancks realizza la migliore prestazione della sua carriera, Denzel Washington si fa apprezzare come avvocato nero con qualche punta di omofobia e Banderas dismette i panni del figo consumato per quelli non meno...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto buono a Philadelphia (1993)

3 commenti
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2010-10-26 20:47:11 Opinione di jonas su "Philadelphia"
jonas

Lo scontro processuale fra un promettente avvocato e lo studio legale che lo ha licenziato con una scusa si interseca con la sua battaglia contro la malattia mortale che lo sta portando alla tomba. Demme realizza il film definitivo sul tema dell’Aids, un’opera di impegno civile che sa anche commuovere: la confezione hollywoodiana non dà nessun fastidio, tale è la palpabile sincerità d’intenti e la totale mancanza di ruffianeria che traspaiono...

voto al film: jonas assegna il voto buono a Philadelphia (1993)

1 commento
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2010-09-16 21:53:32 Opinione di kotrab su "Philadelphia"
kotrab

J. Demme e il suo sceneggiatore Ron Nyswater hanno avuto l'onore di far nascere il primo film ad alto budget che ha affrontato di petto i temi dell'omosessualità e dell'AIDS, una svolta in quel di Hollywood, che sia dovuta o no a motivi più o meno opportunistici, fatto sta che da qui ha cominciato a mettere una pezza sui buchi delle dissimulazioni e dei sotterfugi. Certo, la "fabbrica dei sogni" ha un modo di concepire il cinema abbastanza ambiguo, una tipologia che deve...

voto al film: kotrab assegna il voto buono a Philadelphia (1993)

2 commenti
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2010-09-12 14:57:42 Opinione di Fanny Sally su "Philadelphia"
Fanny Sally

Intensa apologia su giustizia, libertà, tolleranza e solidarietà. Tema scabroso e pesante, svolgimento lucido e privo di fronzoli o patetismo, interpreti attenti e in parte.

voto al film: Fanny Sally assegna il voto buono a Philadelphia (1993)




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