Opinione di Mr.Klein su Cane di paglia
Con Dustin Hoffman, Susan George, Peter Vaughan
- negative [1]
- sufficienti [3]
- positive [32]
- leggi tutte le opinioni
Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
La quiete talvolta contiene un annuncio di violenza più inquietante della pratica della stessa e quel paesaggio britannico che contiene il pericolo della violenza come un’alluvione è l’immagine più potente del controverso film di Peckinpah. Ed è la più riuscita ,perché quando diventa concreta,quando è in campo la violenza diventa la nota stonata,e ciò che prima era una scelta drammaturgia efficace,e quindi giustificava l’incapacità di adottare una soluzione,dopo diventa una scelta più teorica che morale. Dustin Hoffman è la faccia di quell’America ancora certa della propria innocenza,ottusa nel non voler riconoscere la dissoluzione della propria verginità,e tutto il film sembra una riproposizione in chiave brutale dell’antico tema jamesiano dell’America ingenua a contatto con la corrotta Europa. Ma non è possibile,e Peckinpah non riesce a dimostrarlo,da che parte si trovi il più alto grado di colpevolezza:se in chi pratica la violenza vedendola come l’unica convenzione sociale attraverso la quale tradurre il proprio ruolo,o se in chi,sicuro di una statura morale e intellettuale solo in apparenza estranea,ne ritarda la coscienza fino a subirla ancora più profondamente,o peggio ancora a farla subire,poiché il timido professore si fa insospettabile strumento di quel principio di stupro morale senza mai elevarsi a protettore concreto Ciò che più spiace è l’esordio della violenza sull’indifeso organismo femminile cui non viene resa giustizia,non tanto perché si voglia difendere il carattere del personaggio in sé stesso,quanto perché,nel rispettare quella tappa obbligata che vede il peggior affronto non nelle violenza direttamente subita ma riservata alla persona cui si tiene di più(almeno in teoria,e qui i dubbi sono leciti),non viene mai concepita come origine di un’offesa non cancellabile e quindi vendicabile,perché è una forma di invasione ai propri principi,alle proprie convinzioni e non all’altra metà di sé che questa esperienza non l’ha riferita:viene protetta la propria moralità,o quell’idea che se ne ha. La concitazione presente in tutta la seconda parte ottiene lo spiacevole effetto di una scorciatoia in cui tanto vale tentare gli stessi espedienti con cui il nemico è entrato in casa,e il gruppo che se ne fa responsabile non sembra tanto un gruppo di criminali quanto una banda di idioti avvinazzati,schiamazzanti come iene che azzannano ciò che trovano senza distinzione;e, per quanto elogiata,anche l’interpretazione di Hoffman suscita un certo fastidio. Ma resta negli occhi quell’incipit illuminante con l’infanzia dolcemente inquadrata,sprecato in un grand-guignol che ai nostri occhi cinici di spettatore risulta una volgarizzazione di un tema fondamentale,adesso che sappiamo che la violenza non è solo figlia dell’ignoranza ma,più spesso,della noia.
Sulla regia di Sam Peckinpah
Non è detto che il montaggio frenetico o le inquadrature oblique facciano grande una regia,e si resta perplessi davanti alle scelte di Peckinpah che sembra davvero sconsolato ma pregiudica la lucidità del suo sguardo con quel sospetto di fascino distorto che la violenza porta sempre con sé.
Sull'interpretazione di Dustin Hoffman
Un’interpretazione che sottolinea la nevrosi egocentrica e la notevole insincerità di un metodo che spoglia il suo personaggio di ogni naturalezza,appeso ad una pericolosa premeditazione.
Sull'interpretazione di Susan George
Prova altalenante di quest’attrice allora giovanissima,al tempo stesso sconfortata e a nervi tesi,diretta senza una vera convinzione,in grado comunque di comunicare la solitudine femminile in un mondo a misura d’uomo.
Sull'interpretazione di Peter Vaughan
Un ruolo assai ingrato disegnato con sobria energia e con inquietante durezza.
Commenti
Non è stato inserito ancora alcun commento. Vuoi essere il primo?
Lascia un commento
Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra
dal 6/2 al 12/2
- 1 Com'è bello far l'amore 2.472.050,00
- 2 Hugo Cabret 2.058.685,00
- 3 Benvenuti al Nord 1.439.253,00
- 4 Mission: Impossible - Protocollo Fantasma 973.809,00
- 5 Millennium: Uomini che odiano le Donne 787.933,00
- 6 Tre uomini e una pecora 776.488,00
- 7 A.C.A.B. - All Cops Are Bastards 488.775,00
- 8 The Iron Lady 454.224,00
- 9 Star Wars: Episodio 1. La minaccia fantasma 401.722,00
- 10 40 carati 391.800,00





