Opinione di ino su Cane di paglia
Con Dustin Hoffman, Susan George, Peter Vaughan
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Sul film
Uno dei film più duri e amari sulla violenza umana. Peckinpah trae dalla novella "The Siege of Trencher's Form" di Gordon M. Williams una delle sue opere più pessimiste e sperimentali. La violenza come sintesi di tutte le relazioni sociali e lo stupro come sintesi di tutti i rapporti sessuali (il comportamento provocante della moglie del protagonista, eccita a tal punto i balordi della zona da provocarne la violenza sessuale, senza che questo abbia conseguenze dirette sul modo di agire del marito). Il film trasmette un messaggio amaro e senza vie d’uscita: in un mondo dominato dal caos l’unico mezzo in grado di regolare le relazioni interpersonali può essere la violenza. Ottimo Hoffman in un ruolo insolitamente duro.
Sulla trama
Un timido e tranquillo professore di matematica americano si trasferisce in un paesino della campagna inglese per studiare, sopporta gli sguardi e le parole di scherno dei buzzuri contadini del posto ma quando gli zotici ubriachi cercano di assaltargli la casa per linciare un povero disgraziato, si trasforma in una «macchina di morte».
Sulla regia di Sam Peckinpah
Peckinpah offre immagini e sequenze dall’impatto visivo fortissimo e utilizza un montaggio frammentato e caotico chiara metafora del caos materiale e morale del mondo contemporaneo. Geniale. Peckinpah raccontò il suo stupore rispetto all’atteggiamento della produzione quando fu chiamato a dirigere il film con mezzi insolitamente ricchi rispetto alle sue abitudini e con a sua disposizione l’attore più popolare del momento (Hoffman reduce dai successi de “il Laureato” e “Piccolo Grande Uomo”). I produttori, dopo il grande successo e lo scalpore de “Il mucchio selvaggio”, avendo grandi aspettative riguardo al progetto, vollero metterlo nelle condizioni ideali (come probabilmente non gli capitò più per tutto il resto della carriera).
Sull'interpretazione di Dustin Hoffman
Perfetto. Esprime magistralmente le contraddizioni del suo personaggio: sotto il sorriso timido e l’aria tranquilla c’è una furia costantemente sull’orlo di esplodere.
Sull'interpretazione di Susan George
Procace bionda dallo sguardo ammiccante gode di una bellezza esuberante e sensuale. Efficacissima nel ruolo che la rende famosa: l’inquieta e insoddisfatta mogliettina che con il suo comportamento “viziosetto” e provocante accende la miccia che scatenerà una escalation di violenza cieca e irreversibile.
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