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Frank Costello faccia d'angelo (1967)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Frank Costello faccia d'angelo: assente
Ritmo ritmo in Frank Costello faccia d'angelo: forte
Impegno impegno in Frank Costello faccia d'angelo: assente
Tensione tensione in Frank Costello faccia d'angelo: forte
Erotismo erotismo in Frank Costello faccia d'angelo: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Frank Costello faccia d'angelo

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Frank Costello faccia d'angelo (voti: 58 media: 4,16) 58

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La trama

Jeff Costello è un killer che, eseguito l'omicidio commissionatogli, sfugge all'arresto aiutato dalla sua amante. La sua vita è appesa a un filo, braccato dalla polizia e dai suoi mandanti. Frank decide di adottare una soluzione estrema. Il titolo originale dà bene l'idea del film, una intensa e amara meditazione sul destino e la solitudine. Quelli di Melville sono antieroi, i suoi tempi sono minuziosi e dilatati, la sua suspence è tutta morale. La maschera inmperturbabile di Delon serve perfettamente allo scopo. Un capolavoro di stile.  

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L'opinione più votata

Di Auguste scritta il 17/02/2011 - utile per 16 utenti

Voto al film: voto ottimo

"Il n'y a pas de plus profonde solitude que celle de samouraï si ce n'est celle d'un tigre dans la jungle... peut-être..."(Le Bushido? No: Jean-Pierre Melville)

Con questa citazione apparentemente tratta dal Bushido e non presente nell'ignominiosa versione italiana si apre il capolavoro di Melville.
Se è vero che i primi dieci minuti di un film ci introducono alle scelte stilistiche e tematiche adoperate da un regista, come sosterrebbe anche il signor Tarantino, allora è essenziale prestare la massima attenzione alla breve ma pregnante sequenza d'apertura.

Una stanza immersa nella penombra, due sole finestre emanano una luce tenua, glaciale, quasi, come lo sguardo del protagonista, disteso su un letto, i pensieri lontani.
C'è del fumo. Il canarino chiuso in una gabbia con il suo cinguettio rompe il silenzio. Parte la musica. Il protagonista si alza ed afferra delle banconote spezzate a metà. Il resto a fine lavoro.
Un curioso gioco con il canarino, una rapida ma accurata risistematina allo specchio, poi su il cappello e via.

La solitudine dell'eroe, la ritualità ed il silenzio.

Un alone di mistero pervade l'intero film ed è a partire dalla caratterizzazione della stanza che è possibile evincere qualcosa della personalità enigmatica del protagonista, che scopriremo chiamarsi Jeff Costello(il nome sarebbe un omaggio al Jeff di "Out of past" di Tourner) ed essere un killer di professione assoldato dalla mafia per uccidere il proprietario di un night club.
Una stanza ascetica, priva di ogni decorazione, essenziale, minimalista, soggiacente alla logica minimalista di Jeff e, per esteso, del cineasta Melville.
Il cinguettio del canarino, con-sorte di Jeff nell’accezione più pura del termine, spezzando il silenzio sancisce ed anticipa due dei momenti più importanti del film: sarà infatti proprio il cinguettio del canarino a dare l’allarme a Jeff(quando la polizia installerà delle microspie nel suo appartamento).
E’ allora nei primi quattro minuti che Melville ci prepara alla fruizione di un’opera minimalista, rigorosa e contengono forse il senso ultimo del film, quello della rappresentazione "asettica", a-morale(cioè priva di morale, intesa come giudizio dell'azione da parte del regista o dei personaggi che ne incarnano dialetticamente le rispettive parti)della storia e che ci guidano verso la comprensione del personaggio.
Comprensione che può avvenire soltanto tramite la gestualità. Melville, le cui idee erano probabilmente accostabili all’esistenzialismo di tipo camusiano, non ci dà una descrizione del soggetto in quanto entità prestabilità e preesistente alle proprie azioni, ma sono proprio le azioni a rendere vivo, pur nella loro meccanicità, il protagonista di una storia che tutto sommato è stata pre-determinata dal Fato(ma il finale lo analizzerò dettagliatamente in seguito). ESPANDI +
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SI

Opinioni su Frank Costello faccia d'angelo


18 ottobre 2011 Opinione di luisasalvi su "Frank Costello faccia d'angelo"
luisasalvi

Una prima parte troppo lenta e ripetitiva, con continue partenze e parcheggi della déesse rubata (una pubblicità impropria?), immagini ripetute dell’uccellino in gabbia che dovrebbe suggerire chissà quali profondità psicologiche o allegoriche; un omicidio condotto in modo assurdo, facendosi vedere da tutti, ma che viene presentato come geniale sia dai suoi mandanti sia dalla polizia. Con queste premesse assurde si arriva ad una contorta resa dei conti con i mandanti, che decidono di...

voto al film: luisasalvi assegna il voto mediocre a Frank Costello faccia d'angelo (1967)


26 agosto 2011 Opinione di barabbovich su "Frank Costello faccia d'angelo"
barabbovich

Se non fosse per quella bella faccia d'angelo che si è ritrovato, Alain Delon non avrebbe mai potuto sfondare nel mondo del cinema. Ciò nonostante si è trovato a lavorare con registi del calibro di Antonioni, Deray, Leconte, Losey, Visconti e Zurlini. Potere del sex appeal. Che non manca neppure a Frank Costello, uscito indenne da un confronto all'americana dopo aver maldestramente eseguito la sua commissione di sicario in un night club. Una jazzista mulatta...

voto al film: barabbovich assegna il voto sufficiente a Frank Costello faccia d'angelo (1967)

nessun commento
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4 marzo 2011 Opinione di wang yu su "Frank Costello faccia d'angelo"
wang yu

  L'unica figura interessante del film a mio avviso, è l'ispettore di polizia con la sua furbizia e tenacia, un film di bel stile ma estremamente noioso, dobbiamo sorbirci lunghe passeggiate di Alain Delon.   Delon è bravo nella parte del silenzioso e solitario sicario, ma il resto è davvero poca cosa. Un film che punta sull'atmosfera-

voto al film: wang yu assegna il voto mediocre a Frank Costello faccia d'angelo (1967)


17 febbraio 2011 Opinione di Auguste su "Frank Costello faccia d'angelo"
Auguste

"Il n'y a pas de plus profonde solitude que celle de samouraï si ce n'est celle d'un tigre dans la jungle... peut-être..."(Le Bushido? No: Jean-Pierre Melville) Con questa citazione apparentemente tratta dal Bushido e non presente nell'ignominiosa versione italiana si apre il capolavoro di Melville. Se è vero che i primi dieci minuti di un film ci introducono alle scelte stilistiche e tematiche adoperate da un regista, come sosterrebbe anche il signor Tarantino,...

voto al film: Auguste assegna il voto ottimo a Frank Costello faccia d'angelo (1967)

10 commenti
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27 luglio 2010 Opinione di wundt su "Frank Costello faccia d'angelo"
wundt

Un capolavoro, una vetta del polar.

voto al film: wundt assegna il voto ottimo a Frank Costello faccia d'angelo (1967)


15 gennaio 2010 Opinione di luca826 su "Frank Costello faccia d'angelo"
luca826

VOTO 8,5 STREPITOSO Sintetico e gelido sembra un "Bresson d'azione". Melville lavora di fino e abbaglia per le capacità espressive, raramente il film di genere si spinge in questi territori e il risultato è francamente entusiasmante. Il massimo della stilizzazione coincide con il massimo della comunicazione emotiva, si può definire tranquillamente un capolavoro.

voto al film: luca826 assegna il voto buono a Frank Costello faccia d'angelo (1967)

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28 novembre 2009 Opinione di Marco M su "Frank Costello faccia d'angelo"
Marco M

 'Polar' d'autore questo poliziesco francese d'annata. Delon interpreta bene la parte del solitario-gelido killer con donna (disposta a tutto pur di essergli utile..)irrimediabilmente innamorata del suo fascino. Si respira quell'atmosfera retro che non smette mai di affascinarmi...

voto al film: Marco M assegna il voto buono a Frank Costello faccia d'angelo (1967)

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4 novembre 2009 Opinione di Peppe Comune su "Frank Costello faccia d'angelo"
Peppe Comune

Frank Costello, a seguito di un omicidio, è braccato sia dalla polizia che da quelli che glielo avevano commissionato. Inizia una caccia a cui l'impertubabilita' di uno straordinario Alain Delon "faccia d'angelo" non toglie niente allo stato di tensione latente. Anzi, è funzionale allo stile unico di questo magistrale film di Melville, che è un perfetto western metropolitano, dove non puoi fidarti proprio di nessuno ed è meglio guardarsi sempre le spalle, dove le...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto ottimo a Frank Costello faccia d'angelo (1967)

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31 gennaio 2009 Opinione di sasso67 su "Frank Costello faccia d'angelo"
sasso67

Non penso certo di poter dire qualcosa di nuovo su questo film che, fin dal titolo, non lascia troppo spazio a fantasiose interpretazioni. Il protagonista è un samurai, con un'etica ferrea ed un proprio rituale da rispettare scrupolosamente. Il freddo professionista del film vacilla soltanto un attimo, quando, compiuto l'omicidio per il quale è stato pagato (almeno in parte), viene riconosciuto da una pianista di un night club, la quale, però, rifiuta di dire alla polizia che ha visto...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Frank Costello faccia d'angelo (1967)

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25 gennaio 2009 Opinione di steno79 su "Frank Costello faccia d'angelo"
steno79

Forse il capolavoro di Melville e uno dei vertici del "polar" di stampo francese. Introdotto da una falsa citazione del Bushido, il Libro dei Samurai, è un film che tende all'astrazione, con una regia stilizzata e antirealistica, atmosfere da tragedia fatalista e un Delon perfetto nel suo ruolo di killer freddo e sconfitto dalla vita. Ha influenzato diversi registi come John Woo in The killer, ma anche Scorsese gli ha reso omaggio in The departed dando lo stesso nome al personaggio di...

voto al film: steno79 assegna il voto ottimo a Frank Costello faccia d'angelo (1967)

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