Le notti bianche (1957)
Con Marcello Mastroianni, Maria Schell, Jean Marais, Clara Calamai
La trama
Mario incontra Natalia che, come tutte le sere, sta aspettando di incontrare un uomo di cui è perdutamente innamorata. Sembra che un sentimento debba nascere tra i due, quando lo sconosciuto compare davvero.
Dal romanzo breve di Dostojevskij. Straordinaria la ricostruzione scenografica a Cinecittà della città di Livorno (ad opera degli scenografi Chiari e Garbuglia), nella quale Visconti riesce a creare un'atmosfera enigmatica e di torbida tenerezza. Il film rimane però esangue e monotono.
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 04/11/2010 - utile per 20 utenti
Voto al film: 
Dal romanzo breve “Le notti bianche” di Fedor Dostojeskij, calibratissima trasposizione cinematografica di Luchino Visconti, capace di ricreare con eleganta essenzialità stilistica l’atmosfera di fredda misteriosità che aleggia intorno alla storia di Mario e Natalie, due cuori solitari persi nei dedali di una città notturna e piovosa, teatro ideale di una tormentata ricognizione dei ricordi. La tenera carezza di uno sguardo contro il fantasma dell’amore di una vita, la limpida transitorietà del presente contro la forza prorompente di un passato sgombro di nubi. I percorsi dell’amore possono essere strani e irti di difficoltà. Possono essere dolci o crudeli, felici o tristi, condurre fino al punto esatto in cui si ritorna a vivere o al termine di un sogno a occhi aperti. Ottenebrare i sensi o chiarire la programmaticità di un inganno. Natalie è stretta in una morsa delle passioni difficile da superare, prigioniera in una città che ha le forme dei suoi ricordi più cari e che la costringe a condurre sempre oltre un attesa pregna di speranza. Mario la segue con gli occhi, rapito dalla sua ingenua enigmaticità, attende un cenno che gli indichi la strada da fare, che chiarisca definitivamente i contorni di un illusione e il peso emotivo di un assenza. Un melodramma sottratto alla necessità di evidenziare la tragica corrosività delle passioni insomma, superbamente delineato attraverso i silenzi dell’animo, retto sulle intense interpretazioni di Mastroianni e della Schell e perfettamente incassonato in una città costruita su misura dei misteri del cuore (merito anche della fotografia di Giuseppe Rotunno). Davvero straordinaria la ricostruzione scenografica in un teatro di posa della città di Livorno (di Mario Chiari e Mario Garbuglia), emblema della cesura che Luchino Visconti operò rispetto al “movimento” neorealista. "Ho realizzato "Le notti bianche"perchè sono convinto della necessità di battere una strada ben diversa da quella che il cinema italiano sta oggi percorrendo. Mi è sembrato ,cioè, che il neorealismo italiano fosse diventato in questi ultimi tempi una formula trasformata in condanna. Con "Le notti bianche" ho voluto dimostrare che certi confini erano valicabili, senza per questo rinnegare niente. Il mio ultimo film è stato realizzato interamente in teatro di posa, in un quartiere che arieggia Livorno, ma senza troppa fedeltà. Anche attraverso la scenografia ho voluto raggiungere non un atmosfera di irrealtà, ma una realtà ricreata, mediata, rielaborata. Ho voluto, cioè, operare un netto distacco tra la realtà documentata, precisa, proponendomo una decisa rottura con il carattere abituale del cinema italiano di oggi. Io spero soprattutto di aver aperto, con questo film, una porta ai giovani registi italiani che si stanno affermando". Le parole di un maestro di cinema.
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4 luglio 2011 Opinione di chribio1 su "Le notti bianche"
la trama era molto interessante ma purtroppo il film fa affiorare molto spesso tratti troppo semplicistici e anche l'ultima mezz'ora sembra quasi essere tirata avanti giusto per onor di cronaca. Infatti,vengono immesse scene,a mio parere,alquanto banali tipo una lunga sequenza in osteria con dei balli con delle belle e procaci ballerine ed un finale con una nevicata che si' sa' di romantico ma anche di abbastanza superficiale. Purtroppo si e' rivelata una chance sprecata nonostante la netta...
voto al film: 
15 febbraio 2011 Opinione di hallorann su "Le notti bianche"
Esterno notte, un giovanotto di nome Mario gira per le stradine di una città portuale in cui è stato da poco trasferito. Ad un certo punto si imbatte in una ragazza dai capelli biondi che sta piangendo, la protegge dall’assalto di due giovinastri in moto, la segue e nonostante la diffidenza le strappa un appuntamento per la sera seguente. Natalia (questo il suo nome) dopo una iniziale ritrosia racconta a Mario la sua storia: è di origine slava vive con la nonna...
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28 dicembre 2010 Opinione di ligeti su "Le notti bianche"
Subito dopo Senso, Luchino Visconti usa il romanzo breve di Dostoevskij per prendere ancora di più le distanze da quel neorealismo a cui lui stesso aveva dato origine: il primo film chiaramente ascrivibile al genere viene infatti quasi unanimemente considerato Ossessione, anche se Michelangelo Antonioni l’aveva di fatto anticipato di poco con Gente del Po, il suo primo cortometraggio. Visconti stesso ebbe modo di parlare di “neoromanticismo” in occasione de Le...
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4 novembre 2010 Opinione di Peppe Comune su "Le notti bianche"
In una serata fredda e brumosa, nei vicoli di Livorno, Mario (Marcello Mastroianni) allontana due ragazzi che stanno importunando la sola e impaurita Natalie (Maria Shell). Questa circostanza li fa conoscere. Poi per tre sere consecutive si incontrano per condividere le rispettive solitudini. Tra i due sta per nascere l’amore ma Natalie è in perenne attesa dell’uomo (Jean Marais) di cui è perdutamente innamorata. E’ per lui che Natalie si porta ogni sera...
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12 settembre 2010 Opinione di Mulligan71 su "Le notti bianche"
Adattamento cinematografico del più bel romanzo breve mai scritto (Dostojevski) e portato a spasso con grande bravura da Mastroianni e da Maria Schell (bellissima) in una Livorno ricostruita a Cinecittà. Bello, ma freddino e un poco geometrico. Ma amo troppo quel libro, per non esserne emotivamente coinvolto.
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7 giugno 2010 Opinione di maltese falcon su "Le notti bianche"
Le notti bianche (1957), film drammatico in bianco e nero, tratto dall’omonimo racconto di Fëdor Dostoevskij, sceneggiato dal grande regista e Suso Cecchi D’Amico, interpretato da Marcello Mastroianni e Maria Schell. Le superbe scenografie di Mario Chiari e di Mario Garbuglia coprono totalmente l’area del Teatro n. 5 di Cinecittà, gli esterni ricostruiti appaiono verosimili, avvolti in una nebbia di tulles, lastricati di intonaci e pavimentazioni, attraversati...
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17 febbraio 2010 Opinione di Utente rimosso (ohmeye) su "Le notti bianche"
Un momento felice. Che dire di altro? Visconti butta a mare il neorealismo e tutte le etichette che si porta dietro. Come dire: basta. E già l'aveva detto con Senso. Ma qui è l'atmosfera notturna e onirica che sconcerta ma che tira dentro fino a farti aderire alle motivazioni di Mario e Natalia. Lui un ometto senza storia, lei al passato anche se è giovanissima ci si attacca, nella speranza di un futuro. Mario vive quelle tre notti e (chi non s'identifica con Mario il...
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14 gennaio 2009 Opinione di LorCio su "Le notti bianche"
La claustrofobia di una storia “impossibile” su un amore chissà fino a che punto facente parte dell’universo del reale: Luchino Visconti ha ben capito le istanze intrinseche della lettura dostoevskijana e, scrupoloso com’era, non poteva schivare questa importante caratteristica della narrazione. Ovviamente non va dimenticato che, essendo Visconti regista anche (e soprattutto?) teatrale, una dimensione più intima ed interna gli era di certo congeniale (“Le notti bianche” è un...
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11 gennaio 2009 Opinione di antonio de curtis su "Le notti bianche"
OTTIMO FILM DI VISCONTI.BRAVISSIMO MASTROIANNI
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