L'amore molesto (1995)
Con Anna Bonaiuto, Angela Luce, Peppe Lanzetta, Licia Maglietta
La trama
Amalia, una donna sulla sessantina, moglie separata di un pover'uomo che campa dipingendo marine e zingare per le fiere e i mercati della periferia napoletana, viene trovata morta in mare. Indossa soltanto un reggiseno di pizzo rosso, troppo giovanile e costoso per lei. La figlia Delia, cha da tempo ha lasciato la sua città natale e vive a Bologna, torna a Napoli per far luce sulla misteriosa morte. Cerca di ricostruire gli ultimi giorni della madre, ne ripercorre la vita tormentata dalla gelosia del marito e si imbatte in uomini ambigui, abitanti di un mondo violento e prevaricatore. Meno compatto di "Morte di un matematico napoletano", questo film è più rischioso, proprio perché si regge sul limite pericoloso dello stereotipo
L'opinione più votata
Di maghella scritta il 09/08/2011 - utile per 12 utenti
Voto al film: 
La prima scena del film è l'immagine di un ricordo di Delia, nel cortile di casa, con la madre nel tinello che cuce a macchina, è una immagine calda, confortevole, con una figura materna dolce e complice. Improvvisamente siamo nella casa di Bologna di Delia, sua madre Amalia le sta cucendo una manica della giacca, le prepara il caffè e glielo porta a letto, ripartirà per Napoli a breve, è una delle tante visite che ha fatto alla figlia.
Una madre meridionale, forse un po' invadente, ma piacevole da avere accanto, rassicurante...Per questo quando Delia si accorge che non è ancora arrivata a casa, si preoccupa subito, inoltre due strane e inquietanti telefonate che le giungono dalla madre non fanno presagire nulla di buono.
Il corpo di Amalia verrà trovato in mare, annegato, con indosso un reggiseno rosso, senza altri indumenti.
Comincia così il viaggio di Delia, alle sue origini, torna a Napoli, dopo un rumoroso funerale, in una caotica città, che niente ha della Napoli da cartolina, di quella più turistica e cinematografica.
Subito veniamo catapultati nel disordine, nel caos, nella caciara, che non rispetta neanche il corteo funebre. Delia appare una estranea nella casa deserta della madre, e percepisce il fantasma della morta, che cerca di comunicare con lei sull'ascensore del vecchio palazzo.
Delia ordinata, nei suoi vestiti quasi maschili, con i capelli corti, e le scarpe basse, cerca nei luoghi di casa tracce di qualcosa che possa dare informazioni su una possibile doppia vita della madre: aveva un uomo? (chi? Nel portabiancheria c'è una camicia maschile), faceva ancora sesso? Riceveva regali e fiori? La vicina di casa, fa intendere che “Amalia rideva di gusto, quando veniva a trovarla un signore alto, distinto”...”era suo fratello” la difende Delia...ma in cuor suo già sa di chi sta parlando: Caserta, un vecchio amico della madre, del quale si era sempre parlato male, con il quale si era sempre sospettato avesse auto una storia, quante botte aveva preso dal marito per Caserta. Cominciano a tornare i ricordi da bambina per Delia: la madre zoccola che riceveva regali da Caserta, il padre che la picchia, i giochi nel cortile con Antonio, il figlio di Caserta...le paste mangiate nel vecchio laboratorio del nonno di Antonio, e una storia raccontata al padre sulla madre e il suo amante.
Delia esce di casa, cerca ancora notizie, nel negozio di biancheria intima dove la madre pare abbia comprato tanta roba troppo provocante per una donna della sua età. Nel negozio Delia indossa un vestito rosso, attillato e scollato, che diventerà la sua seconda pelle, per tutto il resto del film.
Tutto quello che accade dopo sarà un viaggio negli inferi per Delia, i ricordi e gli incontri che farà saranno devastanti, e lei sarà nuda e indifesa, senza protezione, ma pronta ormai ad andare fino in fondo alla verità, e il vestito rosso che indossa appare quasi una divisa della volontà del sapere, del coraggio ad andare alla radice delle cose, senza nascondersi. Una pioggia improvvisa, laverà Delia dalle tracce del presente, rendendola pura e pronta ad accettare quello che le verrà svelato piano piano, con i ritmi lenti di una città inesorabilmente bella, antica e crudele.
Quello che ricordava non è la verità su sua madre, quello che le hanno raccontato non lo rammentava, sua madre così come la conosceva non era mai esistita, era solo una proiezione che si era creata negli anni.
La rivelazione alla quale arriva nel finale è devastante. Delia lascerà Napoli, forse per sempre, completamente diversa, cambiata ma finalmente consapevole, potrà vivere la sua vita, prendendo in prestito il nome di una madre che non ha mai conosciuto veramente da viva, ma che morendo come lei l'aveva sempre pensata, si è finalmente rivelata e fatta amare per quello che era.
- negative [2]
- sufficienti [5]
- positive [14]
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9 agosto 2011 Opinione di maghella su "L'amore molesto"
Amalia, la madre, e Delia, la figlia, due donne che per tutta la vita vivono di riflessi, di quello che hanno solo immaginato di essere l'una per l'altra. La prima scena del film è l'immagine di un ricordo di Delia, nel cortile di casa, con la madre nel tinello che cuce a macchina, è una immagine calda, confortevole, con una figura materna dolce e complice. Improvvisamente siamo nella casa di Bologna di Delia, sua madre Amalia le sta cucendo una manica della giacca, le...
voto al film: 
19 aprile 2011 Opinione di mm40 su "L'amore molesto"
Dopo Morte di un matematico napoletano (1992) e se si esclude la parentesi di Rasoi (1993), film tratto dall'omonima opera teatrale di Martone stesso, questo è il secondo lungometraggio per il regista; ed è una conferma. Conferma innanzitutto della capacità di Martone - che è qui anche sceneggiatore - di costruire un cinema solido di personaggi e ambientazioni comuni e al tempo stesso sfuggenti, come se la storia nascondesse sempre qualcosa di più di...
voto al film: 
1 maggio 2010 Opinione di ethan su "L'amore molesto"
Film molto pretenzioso, infarcito di flashback didascalici (era necessario cambiare la tonalità dei colori per far capire che erano scene ambientate nel passato?) e con alcuni personaggi - Beppe Lanzetta, il padre della protagonista - stereotipati. La Bonaiuto è, come al solito, molto brava ma sprecata. Il personaggio delineato meglio è quello interpretato da Angela Luce. Voto: 5.
voto al film: 
24 aprile 2010 Opinione di Peppe Comune su "L'amore molesto"
Delia è una disegnatrice di fumetti che vive e lavora a Bologna. Nel giorno del suo compleanno aspetta Amalia, la madre che dovrebbe arrivare da Napoli. Amalia non solo non è partita ma gli fa anche delle telefonate strane che mettono Delia in uno stato di agitazione. Poi Amalia viene trovata morta annegata con addosso solo un reggiseno di pizzo rosso. Delia viene a Napoli per il funerale e intende ricostruire gli ultimi giorni della madre per chiarire meglio i motivi di una...
voto al film: 
13 febbraio 2010 Opinione di emmepi8 su "L'amore molesto"
Un Martone che affronta un argomento agro, ma che sa di cinema ad alto livello; certo non è un soggetto che ci rende piana la strada della storia ma che ci fa entrare nei meandri proibiti e intimi della storia familiare e sconosciuta. Tratto dal romanzo di Elena Ferrante, il regista, a differenza di Faenza con I Giorni dell'Abbandono, è riuscito a entrare in una trama e con una angolatura che ci porta nei meandri oscuri di una personalità che ha vissuta una...
voto al film: 
22 gennaio 2010 Opinione di jonas su "L'amore molesto"
Una donna torna nella natia Napoli per indagare sulla misteriosa morte della madre; vengono alla luce ricordi che aveva cercato di rimuovere e relativi sensi di colpa. Forse in lei nascerà una nuova autonsapevolezza, forse invece entrerà in una spirale di follia (ambiguità che viene suggerita dall’ultima scena, nella quale la donna indossa un vestito della madre e si presenta col nome di lei ad alcuni sconosciuti in uno scompartimento di treno). Il film, servendosi...
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10 dicembre 2009 Opinione di danandre67 su "L'amore molesto"
e' l'ennesimo insulto al popolo parteneopeo, per il resto e un gran bel film
voto al film: 
13 luglio 2009 Opinione di bradipo68 su "L'amore molesto"
Alla ricerca di una madre mai conosciuta in profondità in un progressivo processo di identificazione in lei.L'amore molesto è quello della madre della protagonista,artefice di un adulterio presunto,ma può essere anche tutta quella morbosità che circonda Delia ad opera di esponenti del proprio passato,della propria infanzia che ritornano prepotentemente nel presente.Ed è anche quello dettato dalla femminilità soffocata di Delia che finalmente viene...
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24 novembre 2008 Opinione di kotrab su "L'amore molesto"
Chi si vuol vedere il meglio degli ultimi venti anni di cinema in Italia per rendere giustizia a chi se lo merita, passi anche da questo gioiello: un gioiello che non risplende della solita luce partenopea, ma che assorbe luce e attrae temporali, che fa riaffiorare il passato con la scomparsa improvvisa di una persona fondamentale, cercando testimonianze dal prossimo e in se stessi. Martone coinvolge man mano che il film prosegue, gli attori sono tutti eccellenti, giovani o anziani, Bigazzi...
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4 ottobre 2008 Opinione di sasso67 su "L'amore molesto"
Nel 1995 rappresentò un momento di rottura fondamentale con l'immagine della Napoli stereotipata e rappresentata fino a quel momento, tutta sole, mare, pizza, sceneggiate e serenate calibro nove. Qui i bassi di Napoli sembrano la Berlino di Wenders da cui sono fuggiti gli angeli e sono rimasti soltanto dèmoni, fuori per le strade e dentro le persone.
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- negative [2]
- sufficienti [5]
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