La morte e la fanciulla (1995)
Con Sigourney Weaver, Ben Kingsley, Stuart Wilson, Jonathan Vega
La trama
In una notte di tempesta, in una casa sul mare isolata, in un paese non precisato, Paulina Escobar (Weaver) sta aspettando il ritorno di suo marito Gerardo (Wilson), che ha accettato l'incarico di dirigere una commissione che indagherà sulle violazioni dei diritti umani negli anni della dittatura. Più tardi arriva l'uomo che ha dato un passaggio a Gerardo. Paulina capisce che è il dottore che l'ha torturata quindici anni prima. Il film, tratto dal dramma a tre personaggi del cileno Ariel Dorfman, si trasforma nelle mani di Polanski in un miracoloso esercizio di cinema della crudeltà, condotto da una macchina da presa che non impone mai la sua presenza, ma segue i volti, si avvicina, indaga, si allontana su campi lunghi che inquadrano i personaggi in un perfetto equilibrio di proporzioni. Grande gioco dei tre interpreti. Stuart Wilson tiene testa ai due mostri sacri con una parte in sottotono.
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 28/01/2011 - utile per 21 utenti
Voto al film: 
- sufficienti [7]
- positive [23]
- leggi tutte le opinioni
19 maggio 2012 Opinione di alfatocoferolo su "La morte e la fanciulla"
Film innegabilmente costruito con mestiere e con una Sigourney Weaver eccezionale; tutto avviene in una stanza ma si ha l'impressione di muoversi all'interno di uno spazio molto più ampio. Uno spazio politico, piuttosto che una stanzetta dove una ragazzina viene torturata e stuprata o ancora una piazza in rivolta. Polanski sa fare il suo mestiere, tant'è che il film regge decisamente bene ma punta troppo in alto e troppo sui facili sentimentalismi e la demagogia e ad un occhio attento...
voto al film: 
3 marzo 2012 Opinione di emmepi8 su "La morte e la fanciulla"
La sfida per Polanski era forte, ma per lui nessun dubbio poteva sorgere, dato che ha il cinema nelle vene e pur muovendosi da un testo molto teatrale riesce a vincere la sfida, rendendolo cinematografico al massimo livello, come ha dimostrato anche recentemente. Una storia claustrofobica, con il dualismo carnefice e vittima che prende il campo e lo amplia in maniera significativa, per il regista non è certamente un'ambientazione nuova, anzi direi che è quella da lui preferita, basta...
voto al film: 
2 marzo 2012 Opinione di Enrique su "La morte e la fanciulla"
Film profondamente drammatico, teso e angosciante, capace di far rievocare orrori e paure recondite con la sola forza del loro racconto da parte della vittima (donna forte, ma dalle ferite ancora - psicologicamente - sanguinanti) e del carnefice (così risparmiandoci la visione di quelle nefandezze).
voto al film: 
1 marzo 2012 Opinione di wang yu su "La morte e la fanciulla"
Apparentemente lento, ha in realtà una tensione emotiva di discreto impatto, che non annoia in quanto necessaria ad instaurare un clima claustrofobico, soffocante, carico di disagio. Il lato "giallo" del film lascia ben presto spazio a un dramma psicologico , interpretato da un trio di attori convincente.Finale che fa pensare.
voto al film: 
25 novembre 2011 Opinione di supadany su "La morte e la fanciulla"
VOTO : 7+. Un gran bel, e corposo, prodotto d’autore questo firmato da Roman Polanski che plasma a sua immagine e somiglianza una storia dominata da un clima di tensione reso con classe e decisione. Una notte tempestosa, una casa isolata che s’affaccia sul mare, una donna, Paulina Escobar (Sigourney Weaver) è in attesa del rientro del marito Gerardo Escobar (Stuart Wilson), incaricato di indagare sull’efferate violenze della dittatura. L’uomo arriva in grande ritardo e...
voto al film: 
19 settembre 2011 Opinione di barabbovich su "La morte e la fanciulla"
In una notte di pioggia incessante Paulina Escobar (Weaver), ex-desaparecida cilena riuscita a sfuggire alle persecuzioni dei militari agli ordini di Pinochet ritrova per caso l'aguzzino che la torturò e stuprò ripetutamente durante la sua prigionia (Kingsley). Improvvisa così un processo all'uomo davanti a suo marito (Wilson), un magistrato con grandi ambizioni di carriera. Tratto dal lavoro teatrale di Ariel Dorfman rappresentato in mezzo mondo, La morte e la fanciulla trova ...
voto al film: 
27 aprile 2011 Opinione di mm40 su "La morte e la fanciulla"
La morte e la fanciulla è una composizione per quartetto d'archi di Franz Schubert; Polanski la utilizza come filo conduttore per raccontare questa storia di una quiete che occulta, ma non dimentica, le trascorse atrocità, cercando di sopravvivere alle memorie che affiorano da un passato prossimo disumano; e contemporaneamente di una vendetta inattuabile poichè immorale. Immorale è sostituirsi a dio nel giudizio definitivo su un essere umano; immorale è...
voto al film: 
28 gennaio 2011 Opinione di Peppe Comune su "La morte e la fanciulla"
In un non ben precisato paese del Sud America, durante una notte tempestosa in una casa isolata circondata dal mare, Paulina Escobar (Sigourney Weaver) è in attesa che ritorni il marito, il giudice Gerardo Escobar (Stuart Wilson). Ha appena sentito alla radio che è stato nominato presidente della commissione che dovrà far luce sui crimini contro l'umanità commessi dal precedente regime militare. Gerardo torna più tardi del previsto e racconta alla moglie di...
voto al film: 
13 gennaio 2011 Opinione di stanley kubrick su "La morte e la fanciulla"
IL RINGRAZIAMENTO CON LA MORTE Uno dei film più controversi del grande Roman Polanski, ma anche uno dei più belli. Interpretato da un Ben Kingsley in gran forma, da una Sigourney Weaver a dir poco fantastica e anche da Stuart Wilson in un buona prestazione. Il regista cerca di far entrare lo spettatore nella vicenda come uno dei protagonisti, lo manipola fino allo spasmo e, infine, cerca di farlo diventare un sogno sia per i protagonisti che per lo spettatore. Polanski...
voto al film: 
- sufficienti [7]
- positive [23]
- leggi tutte le opinioni
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:


























