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La morte e la fanciulla (1995)

[Death and the Maiden, USA, Francia, Gran Bretagna 1995, Drammatico, durata 100']   Regia di Roman Polanski
Con Sigourney Weaver, Ben Kingsley, Stuart Wilson, Jonathan Vega



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La morte e la fanciulla: minimo
Ritmo ritmo in La morte e la fanciulla: presente
Impegno impegno in La morte e la fanciulla: forte
Tensione tensione in La morte e la fanciulla: forte
Erotismo erotismo in La morte e la fanciulla: minimo

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a La morte e la fanciulla (voti: 62 media: 3,89) 62

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locandina di La morte e la fanciulla

La trama

In una notte di tempesta, in una casa sul mare isolata, in un paese non precisato, Paulina Escobar (Weaver) sta aspettando il ritorno di suo marito Gerardo (Wilson), che ha accettato l'incarico di dirigere una commissione che indagherà sulle violazioni dei diritti umani negli anni della dittatura. Più tardi arriva l'uomo che ha dato un passaggio a Gerardo. Paulina capisce che è il dottore che l'ha torturata quindici anni prima. Il film, tratto dal dramma a tre personaggi del cileno Ariel Dorfman, si trasforma nelle mani di Polanski in un miracoloso esercizio di cinema della crudeltà, condotto da una macchina da presa che non impone mai la sua presenza, ma segue i volti, si avvicina, indaga, si allontana su campi lunghi che inquadrano i personaggi in un perfetto equilibrio di proporzioni. Grande gioco dei tre interpreti. Stuart Wilson tiene testa ai due mostri sacri con una parte in sottotono. 

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L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 28/01/2011 - utile per 21 utenti

Voto al film: voto buono

In un non ben precisato paese del Sud America, durante una notte tempestosa in una casa isolata circondata dal mare, Paulina Escobar (Sigourney Weaver) è in attesa che ritorni il marito, il giudice Gerardo Escobar (Stuart Wilson). Ha appena sentito alla radio che è stato nominato presidente della commissione che dovrà far luce sui crimini contro l'umanità commessi dal precedente regime militare. Gerardo torna più tardi del previsto e racconta alla moglie di aver forato una gomma e che se non fosse stato per un signore che passava non sarebbe riuscito a tornare a casa quella notte. Questo signore ritorna a casa degli Escobar perchè si è gentilmente preoccupato di recuperargli la ruota da sostituire. Entra per bere qualcosa e si presenta come il dottor Roberto Miranda (Ben Kingsley). I due uomini fanno subito amicizia. Paulina, invece, crede di riconoscere nel dottor Miranda uno dei suoi carcerieri, l'uomo che quindici anni prima l'ha torturata e violentata innumerevoli volte al suono de "La morte e la fanciulla" di Schubert. Così, arbitrariamente, decide che è giusto arrivato il momento di processarlo solennemente. Dalla pièce teatrale del cileno Ariel Dorfman, Roman Polanski ricava un film di grande impatto figurativo che, nel mentre mantiene inalterato l'originario impianto teatrale, costruisce un quadro d'insieme di problematica complessità umana e di affascinante resa stilistica. Un film rigorosamente al chiuso, retto da tre straordinarie prove d'attore e da una regia attenta a non invadere eccessivamente il campo, sensibile alle sfumature, tanto brava a saper evocare un crimine che riguarda tutta l'umanità senza farcene vedere i segni indicatori, quanto capace di mostrarne i perduranti effetti devastanti su una donna assetata di verità. Un film che oscilla tra il dramma umano e il thriller psicologico dunque, dove si problematizza sulla necessità impellente di tenere sempre viva la memoria storica e si rappresenta la gestazione particolare di un dolore immane che rende labile il confine tra giustizia e vendetta. Tutto questo mentre la macchina da presa sfiora soltanto l'oggetto della sua rappresentazione, scrutando il tutto senza essere mai indiscreta, con l'occhio vigile su ogni scarto emozionale, intento a registrare senza giudicare, come chi osserva da lontano lo sviluppo degli eventi e aspetta la fine per vedere l'effetto che fa. Si è indotti a comportarsi nello stesso modo, insinuando lo sguardo nell'evoluzione emotiva dei tre personaggi, che il caso ha voluto rinchiudere insieme all'interno di una casa isolata e lo svolgersi dei fatti si premunirà di chiarire le rispettive condizioni esistenziali. Ognuno può essere vittima o carnefice e ognuno è necessariamente solo con se stesso, col proprio ruolo da rispettare e le paure da tenere a freno, con l'obbligo vicendevole di portare fino in fondo il proprio gioco e con l'urgenza di dover giungere a una conclusione senza far torto ne ai sentimenti ne alla ragione. Pauline è convinta di riconoscere nella voce del distinto signore che ha aiutato il marito quella del suo torturatore. Il suo corpo è marchiato a fuoco dalle violenze subite e l'istinto gli sembra più utile del buon senso per riconoscere la matrice principale del dolore che porta ancora dentro. Il dottor Miranda nega decisamente, enuncia prove concrete sulla sua estranietà ai fatti ed esorta a vericarne la veridicità. Gerardo è nel mezzo, tra le impressioni che rasentano la paranoia della moglie che esigono una neutralità di attegiamento e le ferite sanguinanti di un intero popolo che impongono chiarezza. Sono l'uno di fronte all'altro davanti alla storia, in cerca di una verità che serva a liberare finalmente tutti.
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SI

Opinioni su La morte e la fanciulla


19 maggio 2012 Opinione di alfatocoferolo su "La morte e la fanciulla"
alfatocoferolo

Film innegabilmente costruito con mestiere e con una Sigourney Weaver eccezionale; tutto avviene in una stanza ma si ha l'impressione di muoversi all'interno di uno spazio molto più ampio. Uno spazio politico, piuttosto che una stanzetta dove una ragazzina viene torturata e stuprata o ancora una piazza in rivolta. Polanski sa fare il suo mestiere, tant'è che il film regge decisamente bene ma punta troppo in alto e troppo sui facili sentimentalismi e la demagogia e ad un occhio attento...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto sufficiente a La morte e la fanciulla (1995)

nessun commento
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3 marzo 2012 Opinione di emmepi8 su "La morte e la fanciulla"
emmepi8

  La sfida per Polanski era forte, ma per lui nessun dubbio poteva sorgere, dato che ha il cinema nelle vene e pur muovendosi da un testo molto teatrale riesce a vincere la sfida, rendendolo cinematografico al massimo livello, come ha dimostrato anche recentemente. Una storia claustrofobica, con il dualismo carnefice e vittima che prende il campo e lo amplia in maniera significativa, per il regista non è certamente un'ambientazione nuova, anzi direi che è quella da lui preferita, basta...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a La morte e la fanciulla (1995)

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2 marzo 2012 Opinione di Enrique su "La morte e la fanciulla"
Enrique

Film profondamente drammatico, teso e angosciante, capace di far rievocare orrori e paure recondite con la sola forza del loro racconto da parte della vittima (donna forte, ma dalle ferite ancora - psicologicamente - sanguinanti) e del carnefice (così risparmiandoci la visione di quelle nefandezze).

voto al film: Enrique assegna il voto sufficiente a La morte e la fanciulla (1995)


1 marzo 2012 Opinione di wang yu su "La morte e la fanciulla"
wang yu

Apparentemente lento, ha in realtà una tensione emotiva di discreto impatto, che non annoia in quanto necessaria ad instaurare un clima claustrofobico, soffocante, carico di disagio. Il lato "giallo" del film lascia ben presto spazio a un dramma psicologico , interpretato da un trio di attori convincente.Finale che fa pensare.

voto al film: wang yu assegna il voto sufficiente a La morte e la fanciulla (1995)



25 novembre 2011 Opinione di supadany su "La morte e la fanciulla"
supadany

VOTO : 7+. Un gran bel, e corposo, prodotto d’autore questo firmato da Roman Polanski che plasma a sua immagine e somiglianza una storia dominata da un clima di tensione reso con classe e decisione. Una notte tempestosa, una casa isolata  che s’affaccia sul mare, una donna, Paulina Escobar (Sigourney Weaver) è in attesa del rientro del marito Gerardo Escobar (Stuart Wilson), incaricato di indagare sull’efferate violenze della dittatura. L’uomo arriva in grande ritardo e...

voto al film: supadany assegna il voto buono a La morte e la fanciulla (1995)

1 commento
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19 settembre 2011 Opinione di barabbovich su "La morte e la fanciulla"
barabbovich

In una notte di pioggia incessante Paulina Escobar (Weaver), ex-desaparecida cilena riuscita a sfuggire alle persecuzioni dei militari agli ordini di Pinochet ritrova per caso l'aguzzino che la torturò e stuprò ripetutamente durante la sua prigionia (Kingsley). Improvvisa così un processo all'uomo davanti a suo marito (Wilson), un magistrato con grandi ambizioni di carriera. Tratto dal lavoro teatrale di Ariel Dorfman rappresentato in mezzo mondo, La morte e la fanciulla trova ...

voto al film: barabbovich assegna il voto buono a La morte e la fanciulla (1995)

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2 settembre 2011 Opinione di PP su "La morte e la fanciulla"
PP

Voto 7. [01.09.2011]

voto al film: PP assegna il voto buono a La morte e la fanciulla (1995)


27 aprile 2011 Opinione di mm40 su "La morte e la fanciulla"
mm40

La morte e la fanciulla è una composizione per quartetto d'archi di Franz Schubert; Polanski la utilizza come filo conduttore per raccontare questa storia di una quiete che occulta, ma non dimentica, le trascorse atrocità, cercando di sopravvivere alle memorie che affiorano da un passato prossimo disumano; e contemporaneamente di una vendetta inattuabile poichè immorale. Immorale è sostituirsi a dio nel giudizio definitivo su un essere umano; immorale è...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a La morte e la fanciulla (1995)

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28 gennaio 2011 Opinione di Peppe Comune su "La morte e la fanciulla"
Peppe Comune

In un non ben precisato paese del Sud America, durante una notte tempestosa in una casa isolata circondata dal mare, Paulina Escobar (Sigourney Weaver) è in attesa che ritorni il marito, il giudice Gerardo Escobar (Stuart Wilson). Ha appena sentito alla radio che è stato nominato presidente della commissione che dovrà far luce sui crimini contro l'umanità commessi dal precedente regime militare. Gerardo torna più tardi del previsto e racconta alla moglie di...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a La morte e la fanciulla (1995)

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13 gennaio 2011 Opinione di stanley kubrick su "La morte e la fanciulla"
stanley kubrick

IL RINGRAZIAMENTO CON LA MORTE Uno dei film più controversi del grande Roman Polanski, ma anche uno dei più belli. Interpretato da un Ben Kingsley in gran forma, da una Sigourney Weaver a dir poco fantastica e anche da Stuart Wilson in un buona prestazione. Il regista cerca di far entrare lo spettatore nella vicenda come uno dei protagonisti, lo manipola fino allo spasmo e, infine, cerca di farlo diventare un sogno sia per i protagonisti che per lo spettatore. Polanski...

voto al film: stanley kubrick assegna il voto buono a La morte e la fanciulla (1995)

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