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La scuola (1995)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La scuola: presente
Ritmo ritmo in La scuola: presente
Impegno impegno in La scuola: minimo
Tensione tensione in La scuola: minimo
Erotismo erotismo in La scuola: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a La scuola

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a La scuola (voti: 43 media: 3,84) 43

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locandina di La scuola

28/04/2011

I bambini li guardano: La scuola

 I bambini li guardano è una rubrica settimanale di Cinerepublic in cui gli autori raccontano, in forma di cronaca dal salotto di casa, la visione di un film per...

di panflo

La trama

Una mattina di pioggia d'ottobre. La professoressa Majello, una donna spenta, senza più entusiasmi, sta preparando l'orario delle lezioni. Tra i tanti colleghi, si distinguono il professor Vivaldi, interamente preso dall'insegnamento, e il vicepreside Sperone, energico e aggressivo. Trascorre un interminabile anno scolastico; ma la frenesia delle ultime interrogazioni e l'angoscia degli scrutini ha allontanato da Vivaldi l'attrazione che ha sempre provato per la Majello. Gli attori funzionano e Luchetti disegna con leggerezza questo "mondo a parte". In modo (fin troppo) esplicito il soffitto della scuola crolla e schiaccia le aspettative, gli amori incompresi, li frustrazioni. 

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L'opinione più votata

Di casomai scritta il 06/05/2011 - utile per 2 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Il rischio dei film corali, da Grand Hotel in giù, è che si risolvano in un bozzettismo di maniera. La necessità di differenziare in qualche modo i personaggi-tasselli del puzzle, anche quando la narrazione è sorretta da una solida sceneggiatura, sfocia facilmente in una caratterizzazione psicologica di grana grossa o volutamente caricaturale. È un rischio a cui non sfugge La scuola, ennesimo avatar della commedia all'italiana e, inevitabilmente, ennesima rappresentazione del becerume italiota, la cui varia umanità è praticamente tutta incasellabile in categorie prevedibili: il docente idealista (presumibilmente di sinistra), il docente burbero (presumibilmente di destra, tanto per rispettare la sana propensione nazionale alle polarizzazioni ideologico-politiche), la bellona di buon senso e buon cuore, il cinico disilluso dai toni eversivi, il preside dall'ignoranza caprina, la maestrina ansiosa, la stessa massa informe degli alunni, che si dirama a sua volta in un'altra campionatura di categorie sociologiche e psicologiche non prive di interesse, ma altrettanto scontate. Con pochissime eccezioni, una parata di mostri, da un lato all'altro della cattedra. Sul piano estetico il problema di fondo è capire fino a che punto Luchetti e gli sceneggiatori abbiano inteso raffigurare la realtà della scuola italiana negli anni '90, sia pure con quegli eccessi formali che il nostro cinema riesce di rado a scrollarsi di dosso, o se invece l'ambientazione scolastica sia solo un pretesto per incardinare tra loro scenette e figurine, di cui alcune tra le più consuete della nostra tradizione cinematografica. O, peggio ancora, per titillare i ricordi di scuola degli spettatori, fatalmente popolati da professori deficienti e giovanotti in gamba (ricordate Gian Burrasca, classe 1907?). Data l'origine autobiografica della sceneggiatura (i tre volumi di Domenico Starnone sulle sue esperienze didattiche), è logico presumere che la risposta giusta sia la prima, e che il film voglia a un certo punto sollevarsi dallo status di semplice commediola per alimentare una riflessione su ciò che di valido e meno valido esiste nel nostro sistema scolastico. Ma gli spunti in questo senso appaiono pochini: è da preferire l'approccio didattico progressista di Vivaldi-Orlando, improntato alla crescita morale dei discenti ma fallimentare nella trasmissione di contenuti peraltro troppo ambiziosi, o quello, speculare, di Sperone-Bentivoglio (la cui recitazione macchiettistica è forse la cosa peggiore del film)? È vero che, come accusa Vivaldi, la scuola italiana funziona solo per quelli che non ne hanno bisogno? E fino a che punto si può dare ragione allo stesso Vivaldi quando ribatte al vicepreside, il quale rivendica la legittimità di un insegnamento professionalizzante, che allora vada a lavorare in un ufficio di collocamento? È veramente giusto tracciare una linea di demarcazione così netta tra scuola e lavoro in tempi bui come i nostri, quando da ogni parte si dovrebbe invocare piuttosto una continuità tra queste due fasi della vita? ESPANDI +
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Opinioni su La scuola


12 giugno 2011 Opinione di serfanti su "La scuola"
serfanti

Commedia gradevole diretta e sceneggiata da Lucchetti che ci fa un affresco della realta' scolastica degli anni 90'. Il regista riesce inoltre a delineare bene i caratteri dei vari professori: il cordiale e comprensivo Vivaldi, la bella e solare Majello, la timida e ansiosa Lugo, il burbero e cinico Speroni ecc. Anche se non tutte le scene sono riuscite (stona un po' la scena della discoteca), il film regge bene grazie anche alla bravura degli attori, in primis un Silvio Orlando in grande...

voto al film: serfanti assegna il voto sufficiente a La scuola (1995)


6 maggio 2011 Opinione di casomai su "La scuola"
casomai

Il rischio dei film corali, da Grand Hotel in giù, è che si risolvano in un bozzettismo di maniera. La necessità di differenziare in qualche modo i personaggi-tasselli del puzzle, anche quando la narrazione è sorretta da una solida sceneggiatura, sfocia facilmente in una caratterizzazione psicologica di grana grossa o volutamente caricaturale. È un rischio a cui non sfugge La scuola, ennesimo avatar della commedia all'italiana e, inevitabilmente,...

voto al film: casomai assegna il voto sufficiente a La scuola (1995)

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7 novembre 2010 Opinione di barabbovich su "La scuola"
barabbovich

L'ultimo giorno di scuola prima degli scrutini in un Istituto Superiore romano. I docenti esaminano i casi più difficili, tra solidarietà verso i discenti e idiosincrasie manifeste. Ispirato dalla trilogia del professor Starnone Sottobanco, Ex-cattedra e Fuori registro, Luchetti realizza una commedia sullo sfascio della nostra scuola visto come eco di una destrutturazione a livello sociale assai più radicale, evitando con grande stile i toni accusatori e brandendo...

voto al film: barabbovich assegna il voto ottimo a La scuola (1995)

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25 maggio 2010 Opinione di shadgie su "La scuola"
shadgie

gradevole affresco scolastico di quegli scialbi albi '90, che non manca di caratterizzazioni eccessive (la serino, il mortillaro di "c'è chi è fatto per studiare e chi è fatto per zappare"), stereotipi, quadretti teneri e agrodolci, ma che ha il pregio di accarezzare un gruppo di ragazzi marginalizzati, periferici, talvolta letteralmente "esclusi" (la mosca) e di evidenziare quella marginalità crepuscolare e timidezza asfissiante anche tra gli adulti. Gli ambienti...

voto al film: shadgie assegna il voto buono a La scuola (1995)

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11 marzo 2010 Opinione di emmepi8 su "La scuola"
emmepi8

Su degli scritti di Domenico Starnone, un gruppo di sceneggiatori, compreso lo stesso Starnone, hanno rielaborato una storia anche sull’aria della leggerezza ; un’aria di commedia amarognola pervade  tutto il film, che riesce anche a coinvolgere a mettere alla berlina certe situazioni della nostra scuola. Qui si punta, più che sulle situazioni, sulle personalità del nostro corpo insegnante, spalmate sulle varie tipologie. Ne viene fuori un’istituzione...

voto al film: emmepi8 assegna il voto sufficiente a La scuola (1995)


10 marzo 2010 Opinione di mm40 su "La scuola"
mm40

"Rifare tutti gli anni lo stesso programma è come essere bocciati per tutta la vita": c'è una morale ironica e beffarda nella Scuola di Luchetti, che dimostra la buona propensione del regista-sceneggiatore (insieme all'autore del soggetto, Domenico Starnone, ed alla coppia Rulli-Petraglia) al film di facce, di personaggi, coadiuvato in ciò anche dal valido cast (Orlando, la Galiena, Bentivoglio sono un ottimo tris). Spendere la propria vita nell'insegnamento, nel...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a La scuola (1995)



3 gennaio 2009 Opinione di supadany su "La scuola"
supadany

VOTO : 7+. Buon esempio di cinema medio, da consumo. Una commedia dolce amara che ebbe un buonissimo successo e che se lo meritò tutto. Una bella storia che tocca le giuste corde con un certo stile.

voto al film: supadany assegna il voto buono a La scuola (1995)


3 giugno 2007 Opinione di LorCio su "La scuola"
LorCio

Bellissima commedia agrodolce sulla scuola italiana così poco raccontata sul grande schermo ma così tanto sfruttata dal piccolo con farse buoniste e retoriche, che è, con “Diario di un maestro”, il più realistico ritratto della scuola italiana. Commedia intelligente, onesta, pudica e assai leggera, dalla parte, una volta tanto, dei docenti, repressi e depressi, frustati e senza alcuna aspirazione. E sotto questa leggerezza nasconde una terribile riflessione sulla condizione giovanile...

voto al film: LorCio assegna il voto ottimo a La scuola (1995)

1 commento


8 aprile 2007 Opinione di Dalton su "La scuola"
Dalton

voto al film: Dalton assegna il voto buono a La scuola (1995)


9 aprile 2006 Opinione di Carrels su "La scuola"
Carrels

voto al film: Carrels assegna il voto sufficiente a La scuola (1995)




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