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Amadeus - La colonna sonora

[Amadeus, 1984, durata 158']   Regia di Milos Forman
Con Tom Hulce, F. Murray Abraham, Elizabeth Berridge, Simon Callow



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La colonna sonora

di Daniela Zacconi

Assolutamente geniale, e a tal punto anticipatore da essere in gran parte misconosciuto dai contemporanei. Ma anche infantile, arrogante, volgare… È questa l’immagine di Mozart che esce da “Amadeus” di Forman, film di culto che il regista cecoslovacco realizzò nel 1984 rifacendosi all’omonimo dramma teatrale di Peter Schaffer. Un ritratto impietoso e in buona parte “falso” (il drammaturgo, autore anche della sceneggiatura, lo definì "una fantasia basata sulla realtà, non certo una biografia storica"), che di fatto non rende merito né al genio di Salisburgo né al povero Antonio Salieri, colpevole, secondo una diceria ottocentesca, di aver complottato per rovinare il ben più dotato rivale, arrivando infine ad avvelenarlo. Già nel 1984 la colonna sonora del film - in gran parte tratta dal repertorio mozartiano ed esempio straordinariamente efficace di complementarità fra musica e immagini - vendette milioni di copie e influenzò significativamente la diffusione dell’intera discografia di Mozart. Presentato in versione restaurata (e “arricchita” di 20 minuti) all’ultimo Festival di Berlino, il kolossal di Forman è ora nelle sale e, in concomitanza, la Warner ha provveduto alla distribuzione di una nuova edizione della superba colonna sonora, il cui materiale è stato completamente rimasterizzato in 24SBM, garantendo una qualità del suono veramente prodigiosa. Il bel cofanetto “Special Edition: The Director’s Cut” offre due Cd che sono una summa della produzione mozartiana. Affidato a sir Neville Marriner sul podio dell’orchestra inglese Academy of St. Martin-in-the-Field (che accompagna un nutrito quanto titolato drappello di solisti), lo “score” non ha certo bisogno di presentazioni, visto che propone alcuni dei brani più noti del catalogo di Mozart: dai melodrammi, alla produzione sinfonica e strumentale. Un soundtrack di grande potenza evocativa che mescola citazioni dirette (le opere o i concerti di cui è proposta la messinscena) e brani utilizzati come background del racconto (come il primo movimento della “Sinfonia n. 25 in sol minore K 183”, che accompagna l’iniziale tentativo di suicidio di Salieri, o il poderoso “Confutatis” dal “Requiem K 626”). Rispetto al passato la raccolta propone due nuovi passaggi: l’”Adagio in do minore per glassarmonica K. 617” e la scena in cui Mozart, improvvisando al cembalo, trasforma una convenzionale “Marcia di benvenuto” di Salieri nel tema melodico che poi inserirà nelle “Nozze di Figaro”, destinato a diventare celebre come “Non più andrai”. L’audio, in questo caso, è tratto dal film, con tanto di dialoghi originali. Indimenticabile chiusa con la “Romanza” dal “Concerto per pianoforte e orchestra in re minore K 466”, una delle composizioni più “drammaticamente” romantiche di Mozart: mentre Salieri viene portato via, la musica dispiega il suo pathos emotivo, evidenziando l’abisso incolmabile che separa i due artisti e assolvendo in un solo colpo tutte le mediocrità del mondo.


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