Zitti e Mosca (1991)
Con Alessandro Benvenuti, Athina Cenci, Massimo Ghini, Alida Valli, Novello Novelli, Daniele Trambusti, Pina Cei
La trama
Prima, durante e dopo l'annuale Festival dell'Unità, in un paese nei pressi di Firenze.
Tipi di ogni genere, con problemi politici e/o esistenziali. Bozzettismo talvolta sin troppo facile, ma anche situazioni non banali, colte ed evidenziate nella loro validità di autentico spessore umano.
L'opinione più votata
Di cheftony scritta il 01/06/2011 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
"Quale bandiera, babbo?"
"Perché, che so' uno ch'ha cambiaho di morte bandiere nella su' vita, io?!"
1991, un paesino qualsiasi della Toscana, nella tradizionalmente rossa provincia. Nell'89 il PCI, dopo la caduta del Muro, dopo la Perestrojka, si ritrova un po' con le spalle al muro e tenta il rinnovamento, arrivando nel '91 alla formazione di due partiti: il PDS e Rifondazione.
Nel corso di questo evento storico, in Zitti e mosca si mettono in evidenza le reazioni della comune gente di paese all'avvicinarsi di una Festa dell'Unità da festeggiarsi per la prima volta sotto le bandiere con la quercia del PDS e non più con la falce e il martello (sì, ci sono nella bandiera del PDS, ma minuscoli...). Mentre il gruppetto di anziani, già melanconici e vedovi, rimpiange il passato glorioso del partito e stenta a credere nella rinascita, i più giovani passano il loro tempo fra scherzacci e ricatti all'amico grullo e sorsi di amari, dimostrando di non avere a cuore gli stessi valori dei genitori. Intanto torna al paesino natale Massimo, giovane politicante in carriera a Roma, a parlare con scarsa convinzione di "rinascita dolorosa", non prima che la sua vecchia fiamma gli parli della tragedia del vetero-comunista padre.
Ma la Festa dell'Unità, in qualche modo, riunisce quasi tutti sotto il cielo ad ammirare i fuochi d'artificio, fra speranze e (dis)illusioni.
Alessandro Benvenuti ritrae con leggerezza uno spicchio d'Italia e di storia, purtroppo confondendosi qua e là nel rimpastone di registri stilistici attuato, dondolandosi fra la commediola di genere, la satira e il dramma. Zitti e mosca è tuttavia un film carino, in particolar modo ovviamente per i toscani, grazie a quell'umorismo tutto nostro e alla presenza in contemporanea delle nuove leve del cinema toscano (Ceccherini, Paci, Pieraccioni all'esordio) e delle vecchie glorie (Benvenuti, la Cenci, Novelli).
- negative [3]
- sufficienti [6]
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1 giugno 2011 Opinione di cheftony su "Zitti e Mosca"
"Katia! 'ndo ttu me l'hai messa la bandiera 'un la troho più?!" "Quale bandiera, babbo?" "Perché, che so' uno ch'ha cambiaho di morte bandiere nella su' vita, io?!" 1991, un paesino qualsiasi della Toscana, nella tradizionalmente rossa provincia. Nell'89 il PCI, dopo la caduta del Muro, dopo la Perestrojka, si ritrova un po' con le spalle al muro e tenta il rinnovamento, arrivando nel '91 alla formazione di due partiti: il PDS e Rifondazione. Nel corso di questo evento...
voto al film: 
20 aprile 2011 Opinione di LorCio su "Zitti e Mosca"
Massimo Ghini, con gli occhiali di Walter Veltroni, politico di sinistra a Roma, torna alla base. Qui i militanti stanno organizzando la sacra Festa dell’Unità, come la fanno da una vita. Però, c’è un però. Siamo nel 1991, il muro è caduto e il Pci non sta tanto bene. Anzi, per dirla tutta, il Pci è morto ed è diventato il Pds sotto la guida di Achille Occhetto. Non tutti la prendono bene. Per esempio, c’è qualcuno che reputa il nuovo simbolo con la quercia una roba che nemmeno...
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26 agosto 2010 Opinione di marco l su "Zitti e Mosca"
Osservare i traumi di una così detta subcultura politica "rossa" dopo la caduta del socialismo reale sovietico e la svolta della Bolognina. Nel farlo, cogliere aspetti del localismo di periferia, dove i tram non vanno quasi mai e la vita per i giovani ruota noiosamente attorno ai soliti due o tre punti di ritrovo, ma senza dimenticare che, dopotutto, ciascun individuo è, in quanto tale, solo nello sconfinato universo. Il risultato, senza dubbio originale, non è un...
voto al film: 
24 maggio 2010 Opinione di mm40 su "Zitti e Mosca"
Commedia di costume con sottile analisi sociopolitica? Forse sarebbe piaciuto a Benvenuti, poterla definire così: invece Zitti e Mosca è più semplicemente una commediola ilare e compiaciuta che rispolvera i soliti quattro stereotipi sulla toscanità per parlarci di un'Italia in cambiamento, al di là della semplice svolta del Partito Comunista. Ma risalta maggiormente la parte leggera, comica-ironica, rispetto a quella di indagine sociale: d'altronde, con un...
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2 maggio 2010 Opinione di maghella su "Zitti e Mosca"
Lo to vedendo ora.Ma come sarà bellino questo film?Benvenuti ha catturato lo spirito di una certa provincia semplice e con principi politici ben radicati (almeno fino a qualche tempo fa,ora c'è un po' di confusione ovunque)...E' un genere di commedia che ricorda molto quella degli anni sessanta.Si fanno quattro risate genuine...e si ride un po' di noi stessi,cosa che manca da un po' di tempo a questa parte.
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3 novembre 2009 Opinione di Carlo Ceruti su "Zitti e Mosca"
A tratti serio, a tratti scontato o troppo macchiettistico. Comunque non è stupido e fa anche riflettere. Un pò lento il ritmo. Tabellino dei punteggi di Film Tv humor:1 ritmo:2 impegno:1
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3 novembre 2009 Opinione di Baliverna su "Zitti e Mosca"
Devo dire che mi è proprio piaciuto. I quadretti umani che il regista propone hanno un'umanità, una verità e una sensibilità non così comuni. Contano soprattutto i dettagli, gli ultimi secondi di una sequenza, gli sguardi e le espressioni dei personaggi. Tutti hanno le loro piccole e grandi sofferenze e frustrazioni, le quali sono prese dalla realtà, sicché dimostrano le capacità del regista di osservare le persone....
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31 luglio 2009 Opinione di sasso67 su "Zitti e Mosca"
La fine del Partito Comunista Italiano (che dopo l’uragano del novembre 1989 era rimasto il più grande d’Europa, se si esclude il PCUS), vista dall’ottica di un paesino della rossa Toscana, vicino a Firenze. Come in un’appendice postcomunista di “Berlinguer ti voglio bene”, si snodano le vicende di tante persone, più o meno giovani, che ruotano intorno a quello che in tanti paesini era uno degli eventi dell’anno: la Festa...
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27 maggio 2009 Opinione di OGM su "Zitti e Mosca"
Simpatico ma deboluccio. Gli acuti toscaneggianti non bastano a rendere frizzante un film che è una disomogenea miscellanea di trovate ed un sfilacciato intreccio di storie personali. Il denominatore comune è un indefinibile senso di amarezza, per un passato che è per sempre tramontato, ed un futuro che stenta a decollare, ma ciò non è sufficiente a dare unitarietà al racconto e a creare un'atmosfera. Il progetto di Alessandro Benvenuti si è fermato a metà strada, dando vita ad un...
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28 dicembre 2008 Opinione di lonestar su "Zitti e Mosca"
Patetico film nostalgico delle feste dell'unità in Toscana, noioso a non finire con un Pieraccioni e un Benvenuti alle prime armi.
voto al film: 
- negative [3]
- sufficienti [6]
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