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Opinione di cheftony su Zitti e Mosca





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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01/06/2011 voto al film: voto sufficiente

Sul film

"Katia! 'ndo ttu me l'hai messa la bandiera 'un la troho più?!"
"Quale bandiera, babbo?"
"Perché, che so' uno ch'ha cambiaho di morte bandiere nella su' vita, io?!"


1991, un paesino qualsiasi della Toscana, nella tradizionalmente rossa provincia. Nell'89 il PCI, dopo la caduta del Muro, dopo la Perestrojka, si ritrova un po' con le spalle al muro e tenta il rinnovamento, arrivando nel '91 alla formazione di due partiti: il PDS e Rifondazione.
Nel corso di questo evento storico, in Zitti e mosca si mettono in evidenza le reazioni della comune gente di paese all'avvicinarsi di una Festa dell'Unità da festeggiarsi per la prima volta sotto le bandiere con la quercia del PDS e non più con la falce e il martello (sì, ci sono nella bandiera del PDS, ma minuscoli...). Mentre il gruppetto di anziani, già melanconici e vedovi, rimpiange il passato glorioso del partito e stenta a credere nella rinascita, i più giovani passano il loro tempo fra scherzacci e ricatti all'amico grullo e sorsi di amari, dimostrando di non avere a cuore gli stessi valori dei genitori. Intanto torna al paesino natale Massimo, giovane politicante in carriera a Roma, a parlare con scarsa convinzione di "rinascita dolorosa", non prima che la sua vecchia fiamma gli parli della tragedia del vetero-comunista padre.
Ma la Festa dell'Unità, in qualche modo, riunisce quasi tutti sotto il cielo ad ammirare i fuochi d'artificio, fra speranze e (dis)illusioni.

Alessandro Benvenuti ritrae con leggerezza uno spicchio d'Italia e di storia, purtroppo confondendosi qua e là nel rimpastone di registri stilistici attuato, dondolandosi fra la commediola di genere, la satira e il dramma. Zitti e mosca è tuttavia un film carino, in particolar modo ovviamente per i toscani, grazie a quell'umorismo tutto nostro e alla presenza in contemporanea delle nuove leve del cinema toscano (Ceccherini, Paci, Pieraccioni all'esordio) e delle vecchie glorie (Benvenuti, la Cenci, Novelli).


SI

Commenti

  • 1 giugno 2011, 12:38 di maghella

    Bravo chef, questo è un film "di molto bellino", girato in parte anche a Borgo a Buggiano, la scena del loggiato è proprio quello del comune di Borgo. Però ha il limite di raccontare davvero una scena molto toscana, e forse comprensibile solo da noi, certe sfumature e atmosfere sono così ben disegnate, che si respira veramente tutta l'atmosfera delle "sedie di plastica" delle feste dell'Unità di un tempo che fù. Comunque ho fatto un test su mio marito, gli ho detto la frase dell'inizio della tua opinione, l'ha riconosciuta subito...E' un film culto questo per noi. Ciau.

    cancella commento cancella commento e blacklista maghella
  • 1 giugno 2011, 14:32 di cheftony

    Test curioso...:-) Per quanto io fossi piccino, "sento" che il film è molto realistico da questo punto di vista, anche perché son sicuro che Sergio Forconi, Novello Novelli e compagnia bella (e non scordiamoci di Ghini) poi fossero davvero così nel contesto delle Feste dell'Unità paesane. Ora ci tocca la Festa Democratica...

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