Lo spacciatore (1991)
Con Willem Dafoe, Susan Sarandon, Dana Delany, David Clennon
La trama
John è uno spacciatore che lavora al servizio della bella Ann. Una vita difficile. John ritrova l'ex moglie Marianne; i due fanno l'amore, ma poi lei fugge. Marianne gli ha detto di essere uscita dal vizio della droga, ma non è vero. Quando per caso John la scopre, lei per la vergogna si uccide. John si vendica ammazzando l'uomo che le dava la droga. Ann gli resta amica e lo va a trovare in carcere. Schrader (ai tempi sceggiatore di "Taxi Driver"), in una New York simbolicamente invasa dai rifiuti, ci racconta una tragica redenzione; grandi interpretazioni di Dafoe e Sarandon.
L'opinione più votata
Di supadany scritta il 22/04/2011 - utile per 7 utenti
Voto al film: 
Paul Schrader realizza un discreto film, ma non eccelso come si tende ad aspettarsi (per forza di cose) sempre da uno come lui che ha soprattutto (ma non solo) scritto script indimenticabili.
Non ci si esalta apertamente, ma la solidità di fondo non manca affatto per quanto la storia e gli interpreti richiamino altre situazioni cinematografiche che hanno colpito assai più in profondità il subconscio cinematografico del grande pubblico.
John (Willem Dafoe) è lo spacciatore che agisce sotto il comando di Ann (Susan Sarandon) e vedrà il suo equilibrio quotidiano (coltivato con abnegazione) interrotto dal ritorno sulla scena della sua amata Marianne.
Le promesse di redenzione della donna non andranno di pari passo con i fatti reali e gli eventi porteranno l’uomo a cercare una vendetta personale attraverso ad atti inconsultamente violenti e con gravi conseguenze da espiare.
Film solido, e non così omologato come ci si potrebbe attendere dal genere e dalla trama, che si avvale soprattutto di interpreti importanti anche se le effettive interpretazioni possono apparire un po’ troppo caricate.
Riusciti gli elementi di contorno che rappresentano un’umanità in perenne crisi ed equilibri psicologici sempre posti in bilico tra un passato che ritorna e un presente in cui è difficile rispettare le regole del gioco imposte dalla vita.
Dunque un film interessante per tanti aspetti anche se è vero che porta con se echi evidenti di pellicole di caratura superiore (d’altronde Schrader li ha scritti alcuni di questi film che hanno fatto la storia), ma comunque quanto si vede merita la sua parte di considerazione anche in virtù di un storyboard ricco di eventi che non passano certo inosservati e svolte continue per cui risulta difficile annoiarsi.
In sintesi una storia non nuovissima, ma connotata in maniera piuttosto convincente per uno spettacolo sostanzialmente riuscito ed avvincente.
22 aprile 2011 Opinione di supadany su "Lo spacciatore"
VOTO : 6/7. Paul Schrader realizza un discreto film, ma non eccelso come si tende ad aspettarsi (per forza di cose) sempre da uno come lui che ha soprattutto (ma non solo) scritto script indimenticabili. Non ci si esalta apertamente, ma la solidità di fondo non manca affatto per quanto la storia e gli interpreti richiamino altre situazioni cinematografiche che hanno colpito assai più in profondità il subconscio cinematografico del grande pubblico. John (Willem...
voto al film: 
20 febbraio 2011 Opinione di Tex Murphy su "Lo spacciatore"
Abbastanza deludente sotto tutti gli aspetti (tranne la colonna sonora). Poco credibile "la famiglia" di spacciatori capitanata da una Susan Sarandon che scimiotta insopportabilmente se stessa; solita parte allucinata per Dafoe che però non è il De Niro di Taxi Driver e alla fine perde il confronto su tutta la linea. Schrader ha fatto immensamente di meglio.
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20 dicembre 2008 Opinione di jonas su "Lo spacciatore"
Il titolo originale significa “L’uomo dal sonno leggero”, e in effetti i riposi del protagonista sono brevi e casuali: come il De Niro di Taxi driver (sceneggiato da Schrader) è uno che gira di notte, fa lo spacciatore (come dal referenziale titolo italiano), porta sempre con sé una dose non superiore ai 19 grammi (il massimo consentito per uso personale) da consegnare a qualcuno. Ma leggero è anche il sonno della sua coscienza, che si è assopita...
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5 marzo 2007 Opinione di brando su "Lo spacciatore"
Schrader il maestro. Profilo del profilo; torbido è l'elemento ipnotico che diventa vibromassaggiatore encefalico. Nero come il santo padre. Nessuna anima mefistofelica. Solo coriandoli di vetro. Willem Dafoe bianco color bianco, la parte nascosta del quadro, l'uscita di sicurezza che non c'è.
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25 ottobre 2005 Opinione di Jimmy Dean su "Lo spacciatore"
Film bellissimo, rivisto ad anni di distanza. Un capolavoro, secco, preciso, allucinato.
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29 settembre 2004 Opinione di SONATINE su "Lo spacciatore"
il capolavoro di paul schrader è una variazione sul tema adorato e ipertrofico della redenzione,della slavezza dopo la via crucis,della trascendenza dell'amore dopo l'immanenza della carne.willem dafoe s'immerge in una livida e notturna new york,ancora più folle di quella di travis in taxi driver,perchè con la coscienza della sporcizia,della dissoluzione,dell'incoerenza ontologica.invece john/willem è se stesso,un uomo che cerca nel soliloquio prima,nella carnalità condivisa poi,uno...
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20 maggio 2004 Opinione di Gold&Blood su "Lo spacciatore"
Un film che trasuda disperazione e brilla di luce propria.... william Dafoe non è mai stato così bravo e Susan Sarandon è un perfetto angelo di una metropoli degradata. Grande film e poi il titolo originale è stupendo
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