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Opinione di frankwalker su Belle al bar





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12/05/2008 voto al film: voto buono

Sul film

Moralista, pignolo, ipocondriaco e allergico ai latticini, Leo, restauratore di quadri in profonda crisi coniugale, parte per un viaggio verso Piacenza dove lo sta aspettando un amico che, evidentemente, gli ha commissionato del lavoro. Il viaggio non giova di certo, al nostro Leo, e l’amico, per aiutarlo, cerca di invogliarlo ai piaceri della dolce vita e alle gioie del sesso: ma Leo sembra incapace di reagire al proprio temperamento chiuso e introverso. Senonché incontra Giulia, un’affascinante quanto strana ragazza… Non fosse per la presenza di Eva Robin’s, a questo punto occorrerebbe fermarsi per non guastare la sorpresa, che però c’è e non è certamente quella che il titolo potrebbe suggerire, tanto più se si pensa che i produttori, all’uscita del film, non fecero mistero del fatto che le “belle” cui si allude siano chiaramente i transessuali. In realtà, una sorpresa vera e propria c’è: ma è un’altra… Interpretato e diretto da un Alessandro Benvenuti in stato di grazia come regista, ma insolitamente più trattenuto come attore, “Belle al bar” resta una delle migliori commedie italiane degli anni Novanta, che riesce a trattare temi delicati con la giusta misura, il giusto garbo e la dovuta dose d’ironia, mescolando i toni della commedia brillante a quelli, goliardici, del cinema iberico (Almodóvar naturalmente, e non a caso c’è Assumpta Serna). Deluderà di sicuro chi, per anni, si è divertito a sghignazzare delle tematiche trattate con le risate del cinema pecoreccio: invece questo, chiaramente, è il suo miglior pregio.


SI

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