Opinione di steno79 su Pulp Fiction
Con John Travolta, Samuel L. Jackson, Uma Thurman, Tim Roth, Harvey Keitel, Maria De Medeiros, Christopher Walken
- negative [14]
- sufficienti [4]
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Sul film
VOTO 10/10 Pulp fiction è divenuto uno dei film-simbolo degli anni Novanta, è stato un evento culturale di notevole portata e può essere definito un capolavoro del post-moderno. Tarantino ha lavorato soprattutto sullo stile, rinnovando il "crime movie" con una inedita struttura narrativa dove le diverse vicende si sfiorano continuamente e a tratti confluiscono le une nelle altre, e dando libero sfogo al proprio gusto citazionista, anche se i continui rimandi cinefili hanno una freschezza paragonabile a quella che si avverte nelle citazioni dei primi film di Godard (che resta senz'altro uno dei numi tutelari di Tarantino, visto che la sua casa di produzione si chiama "Bande a part" e la famosissima scena del twist con John Travolta e Uma Thurman è un esplicito omaggio a una sequenza musicale del film omonimo di Godard del 1964). Come il ricorso alla citazione non è mai gratuito, così il massiccio utilizzo di dialoghi stralunati e surreali non scade mai nel triviale, ma contribuisce all'originalità di molte sequenze, veri pezzi d'antologia che sono entrati nell'immaginario collettivo: fra le più memorabili, la visita al Jack Rabbit Slim, il ristorante popolato di sosia dei divi anni '50, l'iniezione di adrenalina che salva il personaggio di Mia, il monologo delirante del capitano Koons (Christopher Walkens) sull'orologio d'oro del padre di Butch, il sequestro dello stesso Butch e del boss Marsellus Wallace da parte del pazzo Zed, e tutte le scene in cui il killer Jules recita il passo biblico inventato Ezechiele 25:17. La violenza indubbiamente c'è, ma per gli standard odierni non è eccessiva e non è compiaciuta come in certi sottoprodotti come Hostel, diretto dall'"allievo" di Tarantino, Eli Roth. Fra gli attori, una gara di bravura in cui risulta difficile scegliere i più memorabili: John Travolta e Uma Thurman furono candidati all'Oscar, ma molti loro colleghi non sono da meno. Palma d'Oro a Cannes, meritata anche se in concorso c'era l'altrettanto straordinario Film Rosso di Kieslowski (e fra i due non saprei quale scegliere) e un solo Oscar per la migliore sceneggiatura.
Sull'interpretazione di John Travolta
Il killer Vincent Vega è il ruolo che ne ha rilanciato la carriera: ingrassato e non più giovanissimo, ma certamente adatto al ruolo
Sull'interpretazione di Samuel L. Jackson
Bravissimo nei panni dell'altro killer Jules, con manie bibliche
Sull'interpretazione di Uma Thurman
Affascinante e sexy nei panni della pupa del boss Mia Wallace
Sull'interpretazione di Tim Roth
Lascia il segno in una parte piuttosto breve, da perfetto caratterista
Sull'interpretazione di Harvey Keitel
Il suo talento è una garanzia, e Tarantino non se l'è lasciato sfuggire per il ruolo di Mr. Wolf, l'uomo che risolve i problemi
Sull'interpretazione di Maria De Medeiros
forse un pò sopra le righe come Fabienne, ma dimostra di aver capito bene la futlità che anima il personaggio
Sull'interpretazione di Christopher Walken
Cammeo di lusso nei panni del capitano Koons nell'esilarante scena della spiegazione del valore dell'orologio
Commenti
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9 gennaio 2012, 01:32 di Peppe Comune
Ci sono dei film che hanno un alchimia del tutto particolare e questa serve da sola a renderli dei capolavori ben oltre le loro intrinseche qualità artistiche. "Pulp Fiction" è certamente uno di essi, è un film che sento spesso l'urgenza di voler rivedere, fosse solo per vedere Hervey keitel dire "sono Wolf, risolvo problemi". Tarantino mi mette allegria, è come un bambino che gioca con i film della sua vita.
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