Cuore di vetro (1976)
Con Joseph Bierbichler, Stefan Guttler
La trama
La morte del maestro vetraio di un villaggio di montagna, scomparso con il segreto del "vetro-rubino", produce effetti disturbanti sui suoi compaesani. Un film ipnotico basato su una leggenda bavarese. Una Germania arcaica e segreta, rivissuta da un Herzog al meglio di sé
L'opinione più votata
Di Kurtisonic scritta il 06/01/2012 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [1]
- positive [8]
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6 gennaio 2012 Opinione di Kurtisonic su "Cuore di vetro"
Concepito in un unico corpo di immagini e musica che si compenetrano e si fondono in una sintesi straniante. Gli attori, tutti non professionisti tranne uno, recitano in stato di ipnosi per volontà dello stesso Herzog, la musica è quella psichedelica dei Popol Vuh che col regista tedesco hanno aperto un canale comunicativo simbiotico. La storia è esile e poco importante, tanto il film è basato su significati simbolici e metaforici che stavolta non evidenziano una figura particolare...
voto al film: 
15 gennaio 2011 Opinione di mm40 su "Cuore di vetro"
Leggenda vuole che l'intero cast di questo film recitasse sotto ipnosi, cosa che spiegherebbe l'indolenza e gli sguardi sovrappensiero spesso sfoggiati dagli attori; ad infittire l'arcano ci si mette direttamente Herzog, producendo un lavoro profondamente visionario e suggestivo ai massimi livelli (che già non sono bassi di solito, per il regista tedesco). Veniamo così immersi in una realtà vivace, ma oscura, intrisa di mistero e fotografata spesso in interni cupi ed in...
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28 novembre 2009 Opinione di sasso67 su "Cuore di vetro"
Uno dei film più criptici ed ermetici di Herzog, poco narrativo, ma tutto sommato decifrabile tra le righe, nei suoi significati fondamentali. Se è vero, come scrisse giustamente Grazzini che l’opera herzoghiana intende proporsi come «un’illuminazione metafisica sul tema dell’Infelicità», si può interpretare anche come un invito a penetrare a tutti i costi gli enigmi della Natura. In più, il regista sembra anche affrontare, per...
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5 agosto 2009 Opinione di carlos brigante su "Cuore di vetro"
Una fiaba apocalittica che ha l'incedere lento di una marcia funebre. L'atmosfera nebbiosa e cupa è, però, squarciata (nel finale) da un soffio di speranza in cui l'umanità, spinta dal proprio desiderio di conoscenza, sembra ancora avere la forza per sfidare se stessa e la natura. Bisogna lasciarsi trasportare dallo stato di trance che avvolge tutta l'opera. Godere dell'estasi visiva (e visionaria) dei quadri dipinti da Herzog; tra i tristi e nebulosi spazi aperti e gli...
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13 ottobre 2008 Opinione di Bendix su "Cuore di vetro"
Atmosfera indimenticabile. Bisogna lasciarsi ipnotizzare, proprio come gli attori del film. Solo allora lo si può godere appieno.
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30 luglio 2007 Opinione di Zarathustra su "Cuore di vetro"
Herzog alla ricerca di una verità estatica, di una interiorità mistica. Ritorna il suo eterno tema del rapporto con la natura ma questa volta c'è un senso, oltre che apocalittico, di profonda fusione con essa. L'ipnosi è lo strumento per la creazione di suggestioni oniriche e magiche. Herzog è un alchimista alla ricerca di una verità "ulteriore", alla ricerca dell'inconscio soppresso. Estremizzare la straniazione per evidenziare l'animalità repressa, l'ossessione che diventa follia in...
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28 maggio 2005 Opinione di bocchan su "Cuore di vetro"
un consiglio da amico a tutti: non perdete il vostro tempo a guardarlo
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31 luglio 2004 Opinione di Alfred De Sant su "Cuore di vetro"
Una parabola, con dentro un'altra parabola, che dimostra come sempre in questo regista l'impossibilità per l'uomo di avere certezze, ma soprattutto la sua caparbia ostinazione nel cercare di andare al di là del possibile...
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6 luglio 2004 Opinione di diego su "Cuore di vetro"
un grande film anche se spesso (come molte volte accade nei film di Herzog) diventa "eccessivamente" pesante da sostenere. La sceneggiatura è scarna e ipnotica, come le recitazioni degli attori non professionisti che danno i volti ai personaggi stralunati e onirici di questa antica leggenda della Baviera le cui atmosfere sono ricreate (e anche questo, nei film di Herzog, accade molto spesso) da un occhio, da una scenografie e da una fotografia folgoranti. Lo sfondo di radicale critica...
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