È sempre bel tempo (1955)
Con Gene Kelly, Dan Dailey, Michael Kidd, Cyd Charisse, Dolores Gray
La trama
Douglas, Angie e Ted hanno combattuto insieme durante la Seconda Guerra Mondiale. Si ritrovano dopo dieci anni, ma le amarezze della vita li hanno cambiati. Tramite Douglas, che lavora nella televisione, Ted conosce Jackie, che fa la programmista televisiva. Grazie a uno stratagemma di quest'ultima, Ted viene salvato dalle minacce di un gangster e Douglas si riavvicina alla moglie. Finale rosa per Ted e Jackie. Il soggetto potrebbe essere quello di un melodramma a sfondo sociale; invece siamo di fronte a una vivace commedia con splendidi numeri musicali. Restano però, insopprimibili, una malinconia e un'amarezza di fondo: la vita che passa non dà scampo. Scritto dagli specialisti in musical Betty Comden e Adolph Green, ha alcune sequenze in split screen.
L'opinione più votata
Di marco bi scritta il 18/03/2012 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
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18 marzo 2012 Opinione di marco bi su "È sempre bel tempo"
Piacevole commedia musicale con i magnetici, e bravi ballerini, Gene Kelly e Cyd Charisse. E' finita la seconda guerra mondiale, un trio di amici militari in festa, dopo il primo scatenato balletto per le strade di New York con l'ausilio anche di coperchi dei contenitori per rifiuti, brindano, ma sono tristi per il distacco che avverrà tra poco, così decidono di darsi appuntamento tra dieci anni nello stesso bar. Passano gli anni, chi si sposa, chi fa carriera e chi diventa viveur. Si...
voto al film: 
18 marzo 2012 Opinione di MrPostman su "È sempre bel tempo"
Musical rientrante nella norma, non è nè il punto di massimo spicco nè l'acme di maggior decadenza, del genere d'appartenenza, ma nonostante ciò riesce comunque a destare un minimo interesse nello spettatore ( specialmente nelle sequenze iniziali) grazie al ricorso alla triplicazione dello "split screen" ( di significato semplicemente memoriale) capace di vivacizzare il film in sè e anche, più concretamente, di passare al tema centrale e maggiormente degno d'attenzione della...
voto al film: 
1 agosto 2009 Opinione di jonas su "È sempre bel tempo"
Tre commilitoni di ritorno dalla guerra, prima di separarsi, promettono di rivedersi di lì a 10 anni (cioè l’11 ottobre 1955) in quello stesso bar. Due si sposano; il terzo, amareggiato per l’abbandono della fidanzata, non sa costruirsi una vita normale; nessuno dei tre, comunque, riesce a realizzare i suoi sogni. Quando si ritrovano, si sentono ormai estranei e arrivano quasi a litigare. Rimangono però coinvolti in un programma televisivo basato sui casi...
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14 luglio 2009 Opinione di bubuwest su "È sempre bel tempo"
Un altro importante tassello della collaborazione Kelly-Donen per la gloria del musical hollywoodiano. La straordinaria creatività e la geniale orchestrazione di alcuni numeri (due su tutti, quello iniziale con i coperchi dei bidoni e quello nella palestra di boxe, senza Gene Kelly!) riscattano in parte la debolezza della seconda parte, troppo "narrativa" e che quindi mal si incastra nell'equilibrio tra immagine e racconto del musical. L'evidente nota di malinconia, rintracciabile...
voto al film: 
11 luglio 2009 Opinione di emmepi8 su "È sempre bel tempo"
Un' accoppiata vincente quelle di Donen e Kelly, ma Kelly ha fatto bene anche con Minnelli, con cui ha fatto musicals memorabili. Qui fa coppia con la splendida Charisse, bellissima donna e grande ballerina, qui sfruttata solo in un numero. Storia frizzante di una rimpatriata di tre amici dopo aver fatto la guerra insieme; una rimpatriata fallita, almeno inzialmente.Qui si ironizza sui rapporti interpersonali e sui media, ma il piatto forte rimangono sempre i numeri ballati, che sono a dir...
voto al film: 
5 gennaio 2006 Opinione di ed wood su "È sempre bel tempo"
Tanta carne al fuoco in questo capolavoro del musical: dopoguerra, televisione, pubblicita', corruzione nel mondo dela boxe, matrimoni in crisi, businnes-women rampanti, malinconia, amarezza. E il consueto splendore delle coreografie e un impagabile fantasia nella messinscena. Perfetto compendio di risate e magone. Memorabile lo sfogo "anarchico" del pittore sbronzo in mezzo a un convivio di perbenisti. Una delle vette del cinema USA degli anni 50.
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