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I ponti di Madison County (1995)

[The Bridges of Madison County, USA 1995, Mélo, durata 135']   Regia di Clint Eastwood
Con Meryl Streep, Clint Eastwood, Annie Corley, Victor Slezak



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in I ponti di Madison County: minimo
Ritmo ritmo in I ponti di Madison County: presente
Impegno impegno in I ponti di Madison County: assente
Tensione tensione in I ponti di Madison County: presente
Erotismo erotismo in I ponti di Madison County: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a I ponti di Madison County

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a I ponti di Madison County (voti: 165 media: 4,04) 165

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La trama

Nell'autunno del 1956 Robert Kinkaid, fotografo professionista, si trova a Madison County, nell'Iowa, per girare un servizio sui famosi ponti coperti. Lì incontra Francesca Johnson, sposata e con due figli, ma sola a casa per quattro giorni: questo è il breve quanto intenso lasso di tempo in cui esplode e si consuma la loro passione. Quattro giorni che devono durare tutta la vita e tutta la devono riscattare, recuperando una capacità di amare, di scegliere, di sentire, di aiutarsi, che soprattutto da parte di Francesca sembrava ormai abbandonata.  

Romantico, crepuscolare, straziato (è indimenticabile l'addio silenzioso sotto la pioggia, prevedibile ma non banale, strappalacrime ma non melenso), il lavoro di Eastwood ha la semplicità solenne ed essenziale del cinema classico. Stupenda la Streep che fa l'italoameicana riproducendo alcuni vezzi della Magnani americana di "La rosa tatuata" o "Pelle di serpente". Sceneggiatura di Richard LaGravanese da un romanzo di Robert James Waller.

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 07/01/2011 - utile per 16 utenti

Voto al film: voto ottimo

Le tracce narrative di questo film seguono in punta di piedi le linee di flusso di quel misterioso campo magnetico che è l’attrazione. Lo spettatore si sente, piano piano,  risucchiato dentro l’abbraccio dell’innamoramento: una forza invincibile che prima sequestra i due protagonisti, sottraendoli alle loro rispettive normalità, e poi, lentamente, li sospinge, irresistibilmente, l’una verso l’altro. Il processo è inesorabile, eppure non imbocca mai, in nessun momento, la strada romanzesca della prevedibilità, il sentiero cosparso di indizi premonitori che, in certa letteratura rosa, segnano il fatale cammino delle favole romantiche. La sensazione che qualcosa stia accadendo è, invece, inizialmente affidata alla tiepida constatazione che le consuetudini sono state infrante, per caso, da una piccola iniziativa avventata che si sta inaspettatamente trasformando in un’esperienza, e forse, addirittura, in una storia. Il linguaggio delle parole e dei gesti è quello che pizzica distrattamente la superficie inerte della realtà per sollevarne leggerissimi fiocchi di sorridente imbarazzo, volatili nugoli di pensieri immaturi, talmente impalpabili da spargersi nel minuscolo vento di un sospiro. La relazione tra Robert e Francesca non è un’avventura, perché non ha il carattere dell’azzardo, della sfida,  e non è un rapporto occasionale, perché non assomiglia minimamente alle solite opportunità avidamente afferrate e consumate in fretta. Al coraggio si sostituisce una timorosa passione, o un’adorante paura, e all’egoistico desiderio una cieca volontà di abbandono, che non si pone domande, ed in particolare non si interroga, preliminarmente, sull’opportunità di accordare fiducia e sugli eventuali rischi dell’inedita impresa.  Il loro incontro è, nella sintassi della vita, la parentesi che si apre al momento giusto, introducendo un inciso che, per la sua natura indipendente, si sottrae alle norme grammaticali del periodo. Per questo motivo rimane, indefinitamente, libero di esprimersi, sopravvivendo,  all’interno del racconto principale, come il contenitore di un sottotesto da arricchire, nel tempo, di significati sempre nuovi. Quel luogo nascosto dell’anima è lo scrigno in cui, da quell’istante in poi, Francesca e Robert depositeranno, giorno dopo giorno, i tesori di verità distillati dalle piccole cose quotidiane: i gioielli di una saggezza maturata nel sole – bruciante, perché luminosissimo - del ricordo di quattro giorni indimenticabili. La memoria è la dimensione vincente, nel sentimento, perché è l’unica in grado di resistere alla lontananza, al silenzio, alla stessa morte: la parola scritta, consegnata ai biglietti, alle lettere, ai diari, è, giustamente, la protagonista di questa storia, in cui il lascito è presentato come la forma più intima, preziosa, duratura ed autentica di dono.  A prevalere è il senso dell’estremo, inteso come punto culminante dell’essere, oltre il quale non può che spalancarsi lo sconfinato spazio dell’eternità: eternità è tutto ciò che riempie i territori, al di là dell’esistenza visibile, in cui il mondo finito non riesce ad arrivare, come l’apparente vuoto lasciato da un amore scomparso, o da una vita estinta.
I ponti di Madison County fa sgorgare l’intensità delle emozioni proprio dal vortice di energia che ruota intorno ad un’assenza: è infatti la mancanza di ragione, di riferimenti concreti e definibili, ad escludere a priori ogni possibilità di distinzione, lasciando, come unica categoria applicabile, quella dell’assoluto. Che non richiede, per esistere, né il sostegno di un motivo, né l’appiglio di una speranza.
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SI

Opinioni su I ponti di Madison County


8 aprile 2012 Opinione di Artemisia1593 su "I ponti di Madison County"
Artemisia1593

Al di là dell'indiscussa bravura, ho trovato il film noioso e poco credibile. Certo che possono capitare a tutte avventure che passano nella propria vita come uragani rimettendo in discussione tutte le nostre certezze, ma solo nei fotoromanzi esse acquistano il ruolo dell'amore della vita. Non sarebbe meglio scappare dalla provincia americana e avere il coraggio di costruirsi una nuova esistenza con le proprie forze e il proprio lavoro, piuttosto che inseguire per il resto dei propri giorni...

voto al film: Artemisia1593 assegna il voto mediocre a I ponti di Madison County (1995)


5 aprile 2012 Opinione di popcorn su "I ponti di Madison County"
popcorn

TUTTO IN QUATTRO GIORNI I film melodrammatici propongono in fondo sempre le stesse situazioni e a ciò I ponti di Madison County non poteva(no) sfuggire. Ma Clint Eastwood, autore ed attore, ci ricorda che i ponti, per quanto spartani, sono sempre simboli e luoghi dell'anima, da fotografare, da vivere, da attraversare. Se non vi è piaciuto questo film, beh non sarete i soli. Ma se pensate che dentro di noi vive un universo interiore che in soli quattro giorni può nascere, fiorire e poi...

voto al film: popcorn assegna il voto buono a I ponti di Madison County (1995)

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13 febbraio 2012 Opinione di LAMPUR su "I ponti di Madison County"
LAMPUR

Analogamente ai diari di Francesca, dopo anni negli archivi della Warner Bros Pictures, pubblichiamo alcune dichiarazioni in post produzione direttamente dai Protagonisti del film, fonte di generosa commozione per svariate generazioni, passate e future: Francesca (la moglie fedigrafa) “M'affacciavo tutte le mattine nella speranza che un fustaccio passasse per quella landa desolata dove m'avevano costretto a vivere... ad un certo punto sarebbe andato bene pure Alvaro Vitali.. è passato...

voto al film: LAMPUR assegna il voto mediocre a I ponti di Madison County (1995)

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11 febbraio 2012 Opinione di marcopolo30 su "I ponti di Madison County"
marcopolo30

“I ponti di Madison County” può essere considerato l'omaggio del grande Clint alle donne. A Francesca, protagonista della storia, e per induzione a tutte le donne (dei tempi che furono, quanto meno). È un film dolce senza essere sdolcinato, quando invece le due cose tendono a presentarsi -ahinoi- sempre incollate (dalla melassa). Meryl Streep è poi la ciliegina sulla torta e nobilita una pellicola che con lei diventa ancor più magica.

voto al film: marcopolo30 assegna il voto ottimo a I ponti di Madison County (1995)

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7 febbraio 2011 Opinione di fratellicapone su "I ponti di Madison County"
fratellicapone

Credo che sia il miglior film del regista o, comunque, quello che mi ha dato più emozioni e che si è fissato nella mia memoria. Una storia d'amore delicata tra due persone che si incontrano per caso e che vivranno in pochi giorni di una passione perfetta ed irripetibile che non potrà avere un futuro ma che lo stesso riempirà la loro vita. Secondo me è un film magico per l'intensità, per le emozioni che trasmette e per la bravura dei due attori.

voto al film: fratellicapone assegna il voto ottimo a I ponti di Madison County (1995)

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26 gennaio 2011 Opinione di sasso67 su "I ponti di Madison County"
sasso67

[So benissimo che anche questa opinione non mi procurerà nuove amicizie, ma questa è la mia idea] Clint Eastwood è un regista assai abile, che sa mettere gli elementi giusti al punto giusto, ma usa spesso espedienti canonici, quando non abusati, come (qui) un amore reso impossibile dalle convenzioni sociali o (altrove) un innocente accusato ingiustamente di essere un pedofilo e la morte di un'atleta costretta alla paralisi. Il regista americano, quasi universalmente...

voto al film: sasso67 assegna il voto mediocre a I ponti di Madison County (1995)

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22 gennaio 2011 Opinione di bukowski91 su "I ponti di Madison County"
bukowski91

Ebbene si anche i duri hanno un'anima. E piangono.... è il caso di Clint Eastwood che esce in questo film dai suopi ruoli da "duro" per dedicarsi ad una storia di amore vero ed appassionante. E' un amore che nasce a prima vista tra le campagne dell'Iowa dove vive Francesca, donna italo-americana sposata con due figli, e sarà proprio lei a raccontare ai suoi figli in un diario postumo a raccontare il suo breve ma intenso amore per Robert,il fotografo giramondo. Ma è un...

voto al film: bukowski91 assegna il voto buono a I ponti di Madison County (1995)

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7 gennaio 2011 Opinione di OGM su "I ponti di Madison County"
OGM

Le tracce narrative di questo film seguono in punta di piedi le linee di flusso di quel misterioso campo magnetico che è l’attrazione. Lo spettatore si sente, piano piano,  risucchiato dentro l’abbraccio dell’innamoramento: una forza invincibile che prima sequestra i due protagonisti, sottraendoli alle loro rispettive normalità, e poi, lentamente, li sospinge, irresistibilmente, l’una verso l’altro. Il processo è inesorabile, eppure non...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a I ponti di Madison County (1995)

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27 settembre 2010 Opinione di VAJONT su "I ponti di Madison County"
VAJONT

130 minuti di pellicola:per almeno 90 minuti il ritmo latita e la noia è sempre dietro l'angolo.Alcune scene risultano troppo lunghe e ,a volte,ripetitive; Poi Clint ribalta tutto con gli ultimi 40 minuti dove regala Cinema allo stato puro. La scena sotto la pioggia  dove i 2 protagonisti decidono i loro destini è da Maestri della settima arte ! voto - 6,5

voto al film: VAJONT assegna il voto sufficiente a I ponti di Madison County (1995)


27 settembre 2010 Opinione di alfatocoferolo su "I ponti di Madison County"
alfatocoferolo

Bravi quelli di film.tv: straziato è il termine giusto. Uno strazio infinito questo film tratto da un romanzetto mediocre (e per questo un best seller) di qualità poco superiore ad un comune Harmony. La bravura dei due protagonisti ed una regia accorta non sono sufficienti ad alzare di livello una pellicola per casalinghe insoddisfatte piatta dall'inizio alla fine nonostante un finale non del tutto telefonato ma nemmeno sorprendente.

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto mediocre a I ponti di Madison County (1995)

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