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L'odio (1995)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'odio: assente
Ritmo ritmo in L'odio: forte
Impegno impegno in L'odio: presente
Tensione tensione in L'odio: forte
Erotismo erotismo in L'odio: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a L'odio

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a L'odio (voti: 92 media: 3,80) 92

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La trama

In un quartiere periferico di una città francese come tante, fatto di miseria, etnie più o meno assortite e criminalità di vario genere, soffia il vento della rivolta. L'occasione che la fa esplodere è il brutale interrogatorio a cui la polizia sottopone un ragazzo di sedici anni. Nella lotta emergono le difficoltà e le differenti personalità di tutti i giovani che sono stati coinvolti. Non andrà bene per tutti. A sorreggere il messaggio c'è una storia avvincente, di forte impatto, in cui i rapporti tra i personaggi sono resi efficacemente, gli sviluppi non risultano mai banali e il ritmo non conosce cadute. 

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L'opinione più votata

Di bradipo68 scritta il 26/01/2011 - utile per 21 utenti

Voto al film: voto buono

L'urlo della banlieue.Vite buttate agli angoli di una periferia come tante.Sono talmente tante queste banlieues che non hanno nomi ma solo numeri.E sono tutte uguali almeno a prima vista.Così come i ragazzi che le abitano sono accomunati dagli stessi sogni per il futuro(hanno tutti il minimo denominatore della fuga),dagli stessi incubi del presente(la violenza impera),dalla stessa mancanza di prospettive e soprattutto dall' odio verso le istituzioni e la polizia vista esclusivamente come braccio armato di una sorta di dittatura.E'questo il clima sulfureo in cui Kassovitz cala la sua opera seconda,un film girato in un bianco e nero roboante e uno stile ultrarealista,talmente più vero del vero che suscita sospetti.La macchina da presa si muove nervosa,il montaggio in certi frangenti arriva a essere frenetico,tutto ottimizzato per rendere al meglio il clima di ansia  e di urgenza che si respira in tutto il film.Ma non è un caso che emerga la cinefilia del regista(la citazione di Taxi driver quando Cassel imita Travis Bickle davanti allo specchio) e anche qualche preziosismo nascosto tra le righe( credo che non sia casuale che l'unica scena in soggettiva sia quella del ragazzo,interpretato dallo stesso Kassovitz, risparmiato da Vinz ).Il film ripercorre una giornata nella vita di tre banlieuesards:l'ebreo Vinz,il magrebino Said e il nero Hubert.Un loro amico è morto durante un interrogatorio da parte della polizia e ciò è bastato per scatenare la rivolta nelle sterminate aree periferiche parigine.

Parigi brucia:ma solo la parte di lei che non finirà mai su una cartolina.

Kassovitz racconta il fermento di questi giovani emarginati che cercano una speranza:li accompagna nella loro giornata che si snoda tra incontri vari,passeggiate in una terra di nessuno,piccoli scontri con la polizia che cerca di ristabilire una minima parvenza di ordine in questa parte di città dimenticata.Il tono che inizialmente è più leggero(termine da prendere nel senso più esteso possibile) mano mano si incupisce.L'odio è annidato in entrambi gli schieramenti sia tra i rivoltosi che tra i polziotti e Kassovitz insinua il dubbio che a volte fare il poliziotto non significa stare automaticamente dalla parte della legge.E comunque alla luce del finale non è possibile alcuna riconciliazione.La banlieue rimane un ghetto di emarginati,quasi un appendice inutile da troncare.Tutto il significato del film è racchiuso in quella storiella che viene raccontata da Hubert ,di uno che si butta dal cinquantesimo piano e a ogni piano continua a ripetere "Fin qui tutto bene".
Il problema è l'atterraggio,non il volo.
L'odio rinuncia a sociologismi d'accatto consegnando ai posteri quasi un invettiva rap in cui cerca di distribuire virtù e vizi da entrambe le parti della barrricata.Il  film all'epoca fece voltare più di una testa nella critica cinematografica di allora.Avevano ragione,peccato che la carriera da regista dell'allora 28enne Mathieu non si sia confermata poi a questi livelli.La cosa che colpisce ancora a distanza di anni di questo film è la sua stringente attualità:la banlieue col tempo è diventato un non luogo cinematografico in cui si aggira parte del cinema francese.Ma l'emarginazione è rimasta la stessa.Anche se talvolta qualche figlio della banlieue si riscatta riuscendo ad oltrepassare quella dannata barricata diventando ricco e famoso senza per questo dimenticare le proprie origini e gli amici di un tempo,vivi o morti.
Come ad esempio un figlio della banlieue 94.
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SI

Opinioni su L'odio


12 maggio 2012 Opinione di negro su "L'odio"
negro

Riesce nell'intento di descrivere in modo appassionato ma realista un tipo di situazione ambientale senza annoiare e facendo appassionare lo spettatore a diversi personaggi (tanti) presenti.

voto al film: negro assegna il voto buono a L'odio (1995)


26 aprile 2012 Opinione di Enrique su "L'odio"
Enrique

Un colpo di pistola segna l’inizio del film, un altro ne segna la fine. Lo sguardo teso di Said prima, quello stesso sguardo, ma sbarrato e terrorizzato, poi. Nel mezzo, un susseguirsi di manifestazioni, solo apparentemente gratuite, di insofferenza, aggressività, rabbia, sentimenti che fremono come una pentola a pressione prima di esplodere…e l’esplosione non si fa attendere (arriva a meno di 24 ore dall’inizio della storia) e non risparmia nessuno (per assurdo, neppure chi -...

voto al film: Enrique assegna il voto buono a L'odio (1995)

nessun commento
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2 agosto 2011 Opinione di Paul Hackett su "L'odio"
Paul Hackett

Il viaggio al termine della notte parigina di tre giovani di periferia tra poliziotti sadici, quartieri alti arroccati nella loro ricchezza e banlieue tra le fiamme dell'emarginazione e dell'odio razziale. Una lunga caduta (come recita la frase che scandisce lo svolgimento del film) fino all'atterraggio finale, al punto di non ritorno, sottolineato da un fragoroso colpo di pistola. E' passata ormai un'eternità da quando vidi al cinema (apprezzandolo moltissimo) questo bel film...

voto al film: Paul Hackett assegna il voto buono a L'odio (1995)

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27 gennaio 2011 Opinione di Fanny Sally su "L'odio"
Fanny Sally

Visto per la prima volta durante una lezione di antropologia all'università, è davvero un film attualissimo, duro e crudo perchè di assoluto realismo, e coraggioso nell'affrontare una questione spesso trascurata, quella delle banlieus, che spesso riemerge nella cronaca in tutta la sua drammaticità. Gli attori hanno aderito con grande capacità ai personaggi e la regia asciutta, talvolta con un montaggio da presa diretta, quasi...

voto al film: Fanny Sally assegna il voto buono a L'odio (1995)

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26 gennaio 2011 Opinione di bradipo68 su "L'odio"
bradipo68

L'urlo della banlieue.Vite buttate agli angoli di una periferia come tante.Sono talmente tante queste banlieues che non hanno nomi ma solo numeri.E sono tutte uguali almeno a prima vista.Così come i ragazzi che le abitano sono accomunati dagli stessi sogni per il futuro(hanno tutti il minimo denominatore della fuga),dagli stessi incubi del presente(la violenza impera),dalla stessa mancanza di prospettive e soprattutto dall' odio verso le istituzioni e la polizia vista...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a L'odio (1995)

5 commenti
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16 luglio 2009 Opinione di balder su "L'odio"
balder

Esordio per Vincent Cassel,con questo film un pò violento,ambientato nella periferia di un quartiere parigino,tre amici ( nullafacenti ) che gironzolano per i quartieri,trovandosi sempre nei guai.Vincent,nel film anche se alle prime esperienze,già fà intravedere il suo classico carattere,un pò da duro,menefreghista,che lo si vedrà in quasi tutti i suoi film.Bravo non c'è che dire.

voto al film: balder assegna il voto ottimo a L'odio (1995)

7 commenti


4 maggio 2009 Opinione di OGM su "L'odio"
OGM

L'odio è il graffio rabbioso che accartoccia e deturpa la realtà. È un ronzio di sottofondo nell'aria rarefatta della periferia, che solo le musiche rap e scratch sono in grado di coprire. È il caos di un brodo primordiale che non cova la creazione, bensì la distruzione, e nel quale la vita non è azione per un obiettivo consapevolmente scelto, bensì reazione contro un bersaglio preso a caso. La natura della cosiddetta "spirale di violenza" è proprio questa: un meccanismo impazzito...

voto al film: OGM assegna il voto buono a L'odio (1995)

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10 aprile 2009 Opinione di Grace Margaret Mulligan su "L'odio"
Grace Margaret Mulligan

Un film molto forte e solido, dal primo all'ultimo minuto. E' privo di quella stucchevole e convenzionale retorica. Fanno tutti schifo e tutti hanno le dovute colpe. Un film appresentativo non solo per la Francia delle banlieue, ma per tutte quelle realtà dove differenze sociali, culturali, convivono in un'atmosfera di discriminazione, intolleranza e odio.

voto al film: Grace Margaret Mulligan assegna il voto buono a L'odio (1995)



27 gennaio 2009 Opinione di giulioug su "L'odio"
giulioug

straordinario, fantastico non ci sono parole

voto al film: giulioug assegna il voto ottimo a L'odio (1995)


5 febbraio 2008 Opinione di chribio1 su "L'odio"
chribio1

film senza mordente.brutto.voto.4.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a L'odio (1995)




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