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La seconda volta (1995)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La seconda volta: assente
Ritmo ritmo in La seconda volta: presente
Impegno impegno in La seconda volta: presente
Tensione tensione in La seconda volta: presente
Erotismo erotismo in La seconda volta: assente

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La trama

Il professor Alberto Sajevo vive da dodici anni con una pallottola nella testa. Lisa, l'ex terrorista che gli sparò, sconta la sua pena in semilibertà. Un incontro casuale fa incrociare di nuovo i loro destini. Lei non lo riconosce, lui sì e l'avvicina con un nome falso. Ma il tempo trascorso non cambia le identità, e non spiega il passato né può rimediare ad esso. Il film di Calopresti non vuole parlare del terrorismo, quanto dell'impossibilità di capire fino in fondo un "buco nero" della nostra storia: non un film sulle ideologie, ma sulla tristezza, la solitudine, l'implacabile rimozione da esercitare nel presente. Calopresti ha il coraggio di non fare un'opera "politica" (nel senso tradizionale) e di concludere con pessimismo. Peccato che non abbia avuto anche il coraggio di scavare di più nel gioco (reversibile) carnefice-vittima. 

L'opinione più votata

Di Utente rimosso (signor joshua) scritta il 21/09/2010 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto buono

Come un fugace tentativo di riprendere il passato in sicurezza, Alberto va tutte le settimane ad allenarsi su di una canoa immobile, remando in una piscina praticamente inesistente, senza il pericolo di bagnarsi cadendo in acqua, remando con meccanicità, con un muro di fronte agli occhi, i buio, e l'opacità della vita di tutti i giorni. E non riprova più a salire su di una canoa vera, non tenterà più di superare le rapide, non si imposterà più un traguardo, una meta da raggiungere, per far finta di essere felice per pochi attimi. Lo stesso, gli accade anche nella vita di tutti i giorni: gli spararono in testa, ma rimase vivo, anche se continua ad avere un pezzo di piombo piantato alla basa del cranio, era uno dei nuovi “padroni” di fabbrica, uno di quei pezzi grossi che non si discutono, uno come tanti del resto, omologati in una vita di profitto, un capitalista, ma ora ha cambiato idea, ha deciso di passare dalla parte di quelli che stanno sotto, restando però dietro alle quinte, o meglio dietro la cattedra di una università. Lisa invece, deve stare dietro alle sbarre, con un permesso, guadagnato dopo tanti sacrifici, che le consente di uscire in semi libertà. Cosa li accomuna? Entrambi non sono davvero pentiti, semmai stanno in una fase intermedia, hanno capito i loro errori e gli anni accettati cercando di rimediare, ma non maledicono il loro passato: sarebbe troppo facile ed ipocrita. Ed Alberto, probabilmente se ne sarebbe fregato di chi gli ha sparato, se non l'avesse rincontrata per strada, casualmente, e se non l'avesse cominciata a seguire: le voglie di Moretti si fanno sempre sentire, anche in contesti non propriamente suoi, e qui, la voglia di rincontrare qualcuno che ci ha fatto del male, è troppo forte, anche più del voler sapere il perché la si vuole rincontrare. Ma un perché in realtà non c'è: la comunicazione tra il terrorista e la sua vittima (le parti sono intercambiabili) è concettualmente impossibile, perché una si astrarrà, e l'altro si materializzerà, e questo li porterebbe a contraddirsi da soli. Cos'è dunque, che vuole dirci La seconda volta (intesa come il secondo incontro tra i due)? Un'opera di introspezione, che non comunica, perché nulla di quanto mostrato può essere comunicato, pertanto, la scena del dialogo finale viene quasi tutta oscurata, lasciata all'immaginazione, ma è prevedibile che nessuno venga a capo di niente: “Crede veramente a queste cazzate?” dice Moretti quando lei difende i principi del terrorismo, e non serve altro, perché da uomo maturo, sa perfettamente che le Brigate rosse erano semplicemente dei mercenari, corrotti e manipolati dai potenti, come capro espiatorio, e come mezzo per diffamare il PCI, quindi non serve dire altro. Ma alla fine ciò che conta, è sempre ciò che sta in superficie: la terrorista sgarra alle regole e ritorna in galera a scontare la sua pena, il padrone disilluso, prende il treno per lasciare l'Italia. C'è un futuro in tutto questo? Le pagine della storia devono scriverlo, e per ora, non è che ci sia tanto da stare tranquilli. Una grande opera, che non è in cerca di facili soluzioni, e che conferma Moretti come attore straordinario, oltre che come uno dei nostri più grandi autori.
 
 
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SI

Opinioni su La seconda volta


12 febbraio 2011 Opinione di Carlo Ceruti su "La seconda volta"
Carlo Ceruti

Un film pessimista, più psicologico che politico, interessante sotto diversi punti di vista. Il pezzo forte però è l'interpretazione dei protagonisti. Tabellino dei punteggi di Film Tv ritmo:2 impegno:3 tensione:1

voto al film: Carlo Ceruti assegna il voto sufficiente a La seconda volta (1995)


21 settembre 2010 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "La seconda volta"
Utente rimosso (signor joshua)

Come un fugace tentativo di riprendere il passato in sicurezza, Alberto va tutte le settimane ad allenarsi su di una canoa immobile, remando in una piscina praticamente inesistente, senza il pericolo di bagnarsi cadendo in acqua, remando con meccanicità, con un muro di fronte agli occhi, i buio, e l'opacità della vita di tutti i giorni. E non riprova più a salire su di una canoa vera, non tenterà più di superare le rapide, non si imposterà più...

voto al film: Utente rimosso (signor joshua) assegna il voto buono a La seconda volta (1995)

nessun commento
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14 maggio 2010 Opinione di bradipo68 su "La seconda volta"
bradipo68

Il terrorismo oggi come anche nel 1995,quando fu realizzato questo film,è una piaga ancora infetta.Il film di Calopresti affonda le radici nella mancanza di riconciliazione col passato che ancora stiamo vivendo facendo assurgere a simbolo di tutto questo la storia di un professore universitario,Alberto che convive da vari anni con una pallottola nella sua testa sparatagli da una terrorista e ancora non si è deciso se toglierla o meno,quasi volesse conservare la memoria di...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a La seconda volta (1995)

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10 marzo 2010 Opinione di emmepi8 su "La seconda volta"
emmepi8

Debutto felice con un padronato come Moretti, che si esposto come attore ed in maniera eccellente. Non siamo ne campo di un film politico, ma nella problematicità della storia  dal alto delle caratteristiche dei personaggi. E’ una scelta di campo ben precisa che non si dissocia dal problema sociale e politico, ma che va oltre assicurandosi la preziosa presenza di due attori come Moretti e la Bruni, davvero insostituibili. Una idea di cinema che mette noi spettatori in una...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a La seconda volta (1995)



26 ottobre 2009 Opinione di LorCio su "La seconda volta"
LorCio

Prima di preferire il rumore del mare Calopresti remava da fermo attraverso il corpo nervoso e morbido al contempo di Nanni Moretti. Alberto Sajevo, interpretato dal fu Michele Apicella, si allena in una piccola piscina a remare da fermo e quando arriva il momento di tornare al fiume scappa davanti all’ostacolo. Quante cose sono scorse in quel fiume, in quel placido Po che corre nella fredda e borghese Torino. Un divorzio, una cattedra universitaria, una sorella premurosa. E una...

voto al film: LorCio assegna il voto buono a La seconda volta (1995)


3 giugno 2008 Opinione di mm40 su "La seconda volta"
mm40

Pessimista ritratto di un'umanità che sacrifica il dialogo e la ragione nel nome di ideologie ed astrazioni soggettive. La comunicazione fra l'ex terrorista (pentita o forse soltanto incosciente) e la sua vittima è impossibile, ma non è soltanto questione di ruoli: nel confronto mancato c'è tutta la fallibilità umana, ci sono i limiti della coscienza e quelli del dogma ideologico. Un film stranamente breve (un'ora e un quarto), ma pregno di significati e riflessioni; recitato così...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a La seconda volta (1995)



10 aprile 2006 Opinione di MIK64 su "La seconda volta"
MIK64

Buon film questo La seconda volta. La produzione della Sacher morettiana si vede e si sente, ed è sempre un bene. Gli attori sono praticamente tutti a loro agio, e nessuno è fuori parte. L'argomento, piuttosto delicato, è trattato con mano sicura e intelligente, seppur con un poco di lentezza narrativa (anche se il film dura poco meno di 75 minuti, cosa che le rende comunque piuttosto leggero).

voto al film: MIK64 assegna il voto buono a La seconda volta (1995)


6 ottobre 2004 Opinione di RageAgainstBerlusca su "La seconda volta"
RageAgainstBerlusca

Il film si snoda con una lentezza esasperante, ma si capisce solo alla fine che il tutto era assolutamente necessario e funzionale ai fini della trama!

voto al film: RageAgainstBerlusca assegna il voto sufficiente a La seconda volta (1995)




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