Maverick - La recensione di FilmTv
Con Mel Gibson, Jodie Foster, James Garner, Graham Greene, James Coburn
La recensione di FilmTv
Negli anni ’50 e ’60 era stata un grande successo la serie televisiva americana dedicata al baro gentiluomo con James Garner. Oggi, tocca a Mel Gibson interpretarlo per il cinema. Bravi, lui e Jodie Foster, purtroppo penalizzati da una regia non troppo brillante
Maverick si aggira bello e simpatico per il West. Non teme l'avventura ma mostra chiaramente che i saloon e i tavoli da gioco gli sono molto più congeniali delle sparatorie, delle cavalcate, dei duelli. Al suo fianco c'è Annabelle, ladra simpatica ed esuberante, e un ruolo importante è anche quello di Cooper, anziano sceriffo dalla morale molto agile ed elastica. Per diversi motivi, i tre si trovano tutti insieme a St. Louis, dove si sta per svolgere un importante cimento: un torneo di poker ospitato su un barcone-casa da gioco, con per premio la ragguardevole cifra di mezzo milione di dollari. L'appuntamento è una vera e propria sfida per i virtuosi del mazzo di carte e dal canto suo Maverick decide di giocarla sino in fondo. Sorprese e colpi di scena non mancheranno; quello che non funziona è invece il ritmo, che dovrebbe essere veloce e brillante (erano queste le caratteristiche del telefilm e invece risulta greve e stiracchiato. Per la verità, gli attori sono bravi: Mel Gisbson ha già dimostrato di non temere le parti brillanti (ricordiamo ad esempio Arma letale, in cui l'azione è interrotta da numerosi spunti ironici), Jodie Foster è probabilmente l'attrice più completa tra le nuove leve di Hollywood, James Garner è simpatico e poi non poteva proprio mancare (qui è lo sceriffo anziano e trafficone, nella serie televisiva che aveva tenuto banco nell'America degli anni Cinquanta e Sessanta era invece lui a interpretare Maverick). Quello che non funziona è la regia: Richard Donner si conferma regista di imprese ambiziose che risultano però soporifere (così come era già successo nel tremendo Superman 1). Costumi e ambientazione sono iperrealisti, nel tentativo vano di ricreare l'atmosfera dichiaratamente falsa dei telefilm.
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