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Lo sguardo di Ulisse (1995)

[To vlemma tou Ulisse, Francia, Grecia, Jugoslavia 1995, Drammatico, durata 180']   Regia di Theo Anghelopoulos
Con Harvey Keitel, Maia Morgenstern, Erland Josephson



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Lo sguardo di Ulisse: assente
Ritmo ritmo in Lo sguardo di Ulisse: minimo
Impegno impegno in Lo sguardo di Ulisse: molto forte
Tensione tensione in Lo sguardo di Ulisse: minimo
Erotismo erotismo in Lo sguardo di Ulisse: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Lo sguardo di Ulisse

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Lo sguardo di Ulisse (voti: 12 media: 3,25) 12

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locandina di Lo sguardo di Ulisse

06/11/2010

Sequenze. Lo sguardo della storia.

Ci sono sequenze cinematografiche che mi entrano dentro e che ogni volta che le vedo non posso fare a meno di emozionarmi, di aprire la porta a sensazioni che ritornano sempre uguali proprio nel...

di Peppe Comune

La trama

A., un cineasta greco esiliato negli Stati Uniti, torna finalmente in patria. Il ritorno coincide con un viaggio a ritroso nel tempo, nei meandri della memoria, e un'esplorazione meravigliata di un'attualità che sembra quasi irreale. Il novello Odisseo costeggia le insidie di un mondo che non riconosce, da Costanza a Bucarest: un pellegrinaggio sofferto attraverso le ambiguità e i conflitti dei Balcani.  

Un lungo e gravoso percorso (in tutti i sensi: il film dura tre ore) da cui emergono il cinema, la letteratura, la guerra, l'Europa orientale - simile ad un iceberg pericoloso - e il socialismo fatto a pezzi, come la statua di Lenin sezionata e trasportata da una chiatta lungo il Danubio.

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L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 13/09/2010 - utile per 13 utenti

Voto al film: voto buono

A. (Harvey Keitel) è un regista greco che vive negli Stati Uniti. Torna nel suo paese per la prima di un suo film ma soprattutto per mettersi alla ricerca di tre bobine di un negativo ("Le tessitrici") girato nel 1905 dai fratelli Maniakas, pionieri del cinema e testimoni di un mondo che sta irrimediabilmente andando perduto. La sua ostinata ricerca lo porta a girovagare lungo tutta la regione balcanica, tra l'Albania e la Macedonia, la Bulgaria e la Romania, fino a giungere nella martoriata Sarajevo dove si incontra con il vecchio cinetecario della città (Erland Josephson) che custudisce il prezioso reperto. Scritto insieme a Tonino Guerra e Petros Markartis, "Lo sguardo di Ulisse" (gran premio della giuria a Cannes) di Theo Anghelopoulos è una riflessione sull'incedere impetuoso della storia e un atto d'amore per il cinema inteso come arte capace di sottrarre l'opera dell'uomo dall'oblio del tempo che passa. Il viaggio di A. attraversa un territorio devastato dalla guerra e dalla miseria, dove un passato che evoca continuamente immagini epiche e un presente tragicamente sepolto sotto le macerie, si intrecciano per confluire in un unico flusso di memoria, che scorre lento come il fiume (tratto distintivo di tutto il cinema dell'autore greco) che rasenta sempre il suo viaggio. E' una sorta di zona franca il fiume, eternamente uguale a se stessa, l'unica possibile via per entrare indisturbato nel cuore malandato di un presente lacerato dalla perdita della ragione e vedervi scorrere ciò che resta dei miti infranti di un passato pregno di speranze. La sequenza del busto di Lenin adagiato su una chiatta che lentamente attraversa il fiume è di quelle che da sole possono bastare a salvare un film ed insieme al personaggio del vecchio cinetecario (parte che era di Gian Maria Volontè a cui il film è dedicato), emblema della necessità di conservare la memoria storica e di sottrarre dalla furia omicida della guerra fondamentali testimonianze di bellezza, rappresentano i punti nevralgici verso cui tende il viaggio di A., i segni distintivi di un percorso esistenziale che guarda al passato per cercare di ritrovare la via verso casa. Un cammino lungo la storia che assomma allo sguardo neutrale e indagatore dell'artista il cuore coinvolto e dolorante dell'uomo. Un cammino spesso avvolto nella nebbia : per negare allo sguardo il compimento della morte. "Lo sguardo di Ulisse" poggia su importanti assunti concettuali, un film affascinante direi, dove non mancano i momenti bui nelle tre ore di durata che sembrano interminabili ma in cui quelli belli sono più numerosi e particolarmente efficaci. Credo che sia una delle opere più riuscite di Theo Anghelopoulos, un autore che ha dimostrato un grande talento nell'attribuire un respiro letterario ai suoi film ma che spesso difetta nella capacità di snellire la materia trattata, di spogliarla di quella lentezza estenuante che quando non è sorretta da un'adeguata fluidità narrativa rischia di trasformarsi in mero esercizio di stile. Rimane comunque un autore importante e degno di considerazione, un cineasta estremo che soprattutto negli anni settanta ha fornito i suoi migliori contributi di novità alla settima arte.
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SI

Opinioni su Lo sguardo di Ulisse


14 ottobre 2010 Opinione di maldoror su "Lo sguardo di Ulisse"
maldoror

A mio avviso, questo è il miglior film del secondo Angelopoulos (cioè della fase post-La recita), quello in cui i difetti principali del suo cinema sono meno avvertibili, vale a dire un certo autocompiacimento stilistico, un certo “annacquamento” poetico e la tendenza al manierismo; tutti elementi presenti a mio avviso, ma compensati da una sincerità d’ispirazione che rende questo film uno dei suoi più struggenti, emozionanti e sinceri,...

voto al film: maldoror assegna il voto buono a Lo sguardo di Ulisse (1995)

3 commenti
[utile per 4 utenti]

13 settembre 2010 Opinione di Peppe Comune su "Lo sguardo di Ulisse"
Peppe Comune

A. (Harvey Keitel) è un regista greco che vive negli Stati Uniti. Torna nel suo paese per la prima di un suo film ma soprattutto per mettersi alla ricerca di tre bobine di un negativo ("Le tessitrici") girato nel 1905 dai fratelli Maniakas, pionieri del cinema e testimoni di un mondo che sta irrimediabilmente andando perduto. La sua ostinata ricerca lo porta a girovagare lungo tutta la regione balcanica, tra l'Albania e la Macedonia, la Bulgaria e la Romania, fino a giungere nella...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Lo sguardo di Ulisse (1995)

nessun commento
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10 agosto 2008 Opinione di sasso67 su "Lo sguardo di Ulisse"
sasso67

Anghelopoulos ha ormai più di settant'anni e il sospetto che manchi innanzitutto del dono della sintesi è molto fondato. Il regista greco si conferma un regista dello sguardo, nel senso che osserva quanto la vita (spesso di brutto) offre intorno a lui, come dimostra la bellissima sequenza della statua di Lenin imbarcata su una chiatta nel porto fluviale di Costanza, in Romania. Il suo Ulisse - si chiama A. come Kafka chiamava K. i suoi personaggi - compie un viaggio attraverso i Balcani,...

voto al film: sasso67 assegna il voto sufficiente a Lo sguardo di Ulisse (1995)

nessun commento
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4 ottobre 2005 Opinione di nico80 su "Lo sguardo di Ulisse"
nico80

7

voto al film: nico80 assegna il voto nd a Lo sguardo di Ulisse (1995)



21 ottobre 2004 Opinione di backstreet70 su "Lo sguardo di Ulisse"
backstreet70

Un film di una bruttezza quasi epocale. Angelopulos continua a fare film sempre con la stessa inquadratura (come per primo fece notare il grande Sergio Leone) e ci propina una filosofia spicciola da bignami. Sfrutta la tragedia dei balcani per la sua causa (quella di fare un film "artistico") e noi dovremmo fare tutti oooohhhh stupiti (cosa che non facciamo visto che a Cannes è stato trombato a favore di quel capolavoro - questa volta vero - di "Underground"). Eh sì che il film contiene...

voto al film: backstreet70 assegna il voto mediocre a Lo sguardo di Ulisse (1995)

4 commenti
[utile per 1 utenti]

21 dicembre 2003 Opinione di Sam Gamgee su "Lo sguardo di Ulisse"
Sam Gamgee

Un viaggio sul filo della memoria, tra luoghi disastrati in un mondo ormai a pezzi. I Balcani e i suoi eterni conflitti emergono come madri dolenti e stanche, stanche dei loro figli morti, stanche del troppo sangue versato, stanche dei repentini cambiamenti della Storia. Ormai non si riconoscono più, hanno perso la propria identità. I vecchi regimi solcano ormai in frantumi un fiume (il Danubio) che marca i suoi confini. Un uomo ricerca una vecchia illusione, una pellicola all'alba del...

voto al film: Sam Gamgee assegna il voto buono a Lo sguardo di Ulisse (1995)



12 novembre 2003 Opinione di SONATINE su "Lo sguardo di Ulisse"
SONATINE

UN CAPOLAVORO.L'OPERA CHE PIU'AMO DI ANGELOPOULOS,UN MERAVIGLIOSO VIAGGIO NELLA MEMORIA E SULLA MEMORIA DEL CINEMA,VIAGGIO PERSONALE NEL PASSATO DI UN ARTISTA,IN CIO'CHE PER LUI RAPPRESENTA LA SETTIME ARTE.VIAGGIO NELL'ANIMA DI UN PAESE,CHE SI è COSTRUITO SULLA MEMORIA OFFUSCATA,SUI BRUTTI RICORDATI ACCANTONATI.MA IL CINEMA SI COSTRUISCE ANCHE SU QUELLI.FORSE PROPRIO PER QUELLI.PERCHE'SI CONTINUI A LOTTARE PER POTER ESPRIMERE LA PROPRIA RABBIA,IL PROPRIO SENSO DI FRUSTRAZIONE A NON POTER...

voto al film: SONATINE assegna il voto buono a Lo sguardo di Ulisse (1995)



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