Caravaggio (1986)
Con Nigel Terry, Tilda Swinton, Sean Bean, Nigel Davenport
La trama
Prossimo a morire, a Porto Ercole nel 1590, il pittore Michelangelo Merisi detto Caravaggio è preda di allucinazioni. Indietro di vent'anni troviamo Caravaggio a Roma, salvato da una vita di stenti dal Cardinale Del Monte. Quindi seguiamo la sua ascesa fino all'episodio che ne segnerà la vita: la tragica relazione con Ranuccio Tomassoni e con l'amante di lui, Lena. È la storia di "un omosessuale, un artista e un assassino" dice Jarman. Ma non aspettatevi una tranquilla biografia romanzata: i calcolatori tascabili sono solo una delle libertà che il regista si prende. Splendidi gli attori e soprattutto Tilda Swinton divenuta famosa con Edoardo II e Orlando.
L'opinione più votata
Di supadany scritta il 24/04/2012 - utile per 9 utenti
Voto al film: 
Derek Jarman rilegge la vita del pittore Michelangelo Merisi (il Caravaggio) in questo fortunato film che rimane tra i pochissimi disponibili in dvd in Italia e che soprattutto vinse l’Orso d’argento al Festival di Berlino del 1986.
La mano del regista è tosta, lontana dal cercare il semplice compitino biografico, così la rappresentazione regala sterzate poco affini ai racconti su tempi passati (qui siamo agli inizi del 1600), ma anche notevolmente avanti rispetto alle concezioni ideologiche degli anni ottanta (un po’ bigotte).
Il Caravaggio (in età adulta interpretato da Nigel Terry) giunge a Roma e si guadagna da vivere vendendo i suoi quadri, e non solo, per strada, fino a quando non conosce il potente cardinale Del Monte (Michael Gough) che lo prende sotto la sua ala protettiva.
Nonostante la sua indole anticonformista sforna quadri apprezzati e ottiene tanti lavori e in uno di questi conosce il modello Ranuccio Tomassoni (Sean Bean) e la sua donna Lena (Tilda Swinton).
Tra i due uomini nasce un rapporto intenso, che porterà con se anche una dolorosa morte.
Il racconto si sviluppa su di un lungo flashback, infatti fin dall’inizio vediamo immagini di Cavaraggio sul letto di morte alternate ai racconti della sua vita precedente.
La rilettura del regista è personale e per certi versi spiazzante per tanti motivi, come, per esempio, la presenza su schermo di oggetti (mi viene subito in mente una macchina da scrivere) che nel 1600 non esistevano, ma anche per la declinazione del carattere del protagonista, decisamente maledetto, e per non aver nascosto i suoi amori omosessuali.
Tutti questi sono pregi tanto importanti, quanto oggettivi, così come lo è pure una rappresentazione scenica ricercata ed artisticamente efficace, purtroppo però è soprattutto la gestione del racconto a non avermi convinto più di tanto.
L’azione procede in maniera artificiosa e farraginosa, non che gli avvenimenti siano difficili da seguire (non sono poi nemmeno tanti), ma non sempre i raccordi sono esplicitati con chiarezza.
Insomma di sostanza ce n’è senza dubbio, ed il giudizio rimane comunque medio alto, però un’importante valenza artistica non trova, secondo me, pieno riscontro in una convincente narrazione dei fatti.
Interessante, ma non del tutto riuscito.
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24 aprile 2012 Opinione di supadany su "Caravaggio"
VOTO : 6++. Derek Jarman rilegge la vita del pittore Michelangelo Merisi (il Caravaggio) in questo fortunato film che rimane tra i pochissimi disponibili in dvd in Italia e che soprattutto vinse l’Orso d’argento al Festival di Berlino del 1986. La mano del regista è tosta, lontana dal cercare il semplice compitino biografico, così la rappresentazione regala sterzate poco affini ai racconti su tempi passati (qui siamo agli inizi del 1600), ma anche notevolmente avanti rispetto alle...
voto al film: 
29 dicembre 2010 Opinione di almodovariana su "Caravaggio"
Flashback si susseguono dal letto di morte di Caravaggio, moribondo per la malaria. Non siamo di fronte a un film manieristico o bozzettistico anche grazie all'introduzione di elementi moderni (la macchina da scrivere, il frac, i giornali) oltre che per l'intensità del protagonista.
voto al film: 
2 febbraio 2007 Opinione di kotrab su "Caravaggio"
Affascinante rievocazione della vita di Michelangelo Merisi attraverso i suoi dipinti, e non per mera successione cronologica. L'azione (più che altro mentale) scaturisce direttamente dalle tele, dai colori e dalle luci, dai volti dei personaggi ritratti tramite associazioni e suggestioni interiori. Un film lucido, poetico e aspro come il carattere ribelle e anticonvenzionale del pittore, dilaniato dalla bellezza e dalle passioni. 8
voto al film: 
5 settembre 2006 Opinione di fedeico winslet su "Caravaggio"
Il cinema di Derek Jarman assume incondizionatamente caratteristiche sempre diverse.Talvolta si tratta di riflessi obliqui,inconsueti,puramente artistici,talora si riempie di riflessioni indipendenti,individuali ma spaventosamente comuni a tutti.Con CARAVAGGIO è l'oscuro impulso di autoespiazione del personaggio ad interessarlo.Attraverso le sue opere lo descrive,lo dissangua,lo distorce.Purtroppo però l'estremismo provocatorio di Jarman quì non funziona,manca un punto fermo,qualcosa che...
voto al film: 
15 aprile 2005 Opinione di sasso67 su "Caravaggio"
Jarman era un regista omosessuale, nel senso che non lo nascondeva affatto e lo mostrava anche nei suoi film, la maggior parte dei quali sono incentrati su figure di famosi omosessuali della storia: Edoardo II, Wittgenstein, Caravaggio (per quanto riguarda il San Sebastiano protagonista di "Sebastiane" non è dato dirlo e, in mancanza di prove certe, meglio lasciar stare i santi). Dire che Caravaggio (1571-1610) fu un artista omosessuale sarebbe fargli torto: direi soprattutto che fu un...
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20 gennaio 2005 Opinione di azi su "Caravaggio"
Ho apprezzato di Jarman in questo film l'abilitá nel costruire una biografia che non fosse basata principalmente su eventi scabrosi e poco noti della vita del pittore, ma sulla sua pittura. Il film é la sua pittura, il prima il durante e il dopo della creazione di un quadro. Le scene sono curate, le inqudrature lunghe, i dialoghi scarni, essenziali, poetici. Il Caravaggio di Jarman é passionale con i suoi modelli e dalla sua passione nasce la creazione di opere sublimi. Il fatto di...
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14 febbraio 2004 Opinione di David Cronenberg su "Caravaggio"
Caravaggio, dal culmine della sua genialità artistica, alla follia che lo contraddistingueva, passando per le sue ossessioni sessuali, fino alla sua prematura morte tra agonie e pentimenti. “Caravaggio”, il film che porta alla ribalta un regista geniale quale Derek Jarman, che sempre con questo film, ottiene, l’Orso d’Argento al Festival di Berlino, e l’apprezzamento unanime di critica e pubblico, che per la prima volta gradisce un film di chiaro tono omosessuale....
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10 febbraio 2004 Opinione di diego su "Caravaggio"
Dietro ogni inquadratura, ogni sequenza, uno studio e una ricerca eccezionale, che rende ogni immagine unica, che si rifà fin nei minimi particolari alla poetica e alla tecnica del pittore, a cui affibia metafore e simbolismi, con cui rivede ed interpreta la vita di Caravaggio. Pieno di intrusioni contemporanee che ne attualizzano la storia, che universalizzano il dramma dell'artista, che è eterno, non conosce epoche ne tempo, che è capace di annullarlo, divenendo immortale. Stupendo.
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11 ottobre 2003 Opinione di Albo su "Caravaggio"
E' 1 film titanico, geniale nella sua assurdità (riuscite ad immaginarvi 1 telecronaca o 1 makkina da scrivere o la rivista d'arte FMR nei primi anni del '600?) L'intento è quello d rendere credibile, viva, l'ambigua figura d Caravaggio, ke sul letto d morte ricorda particolari ed episodi della sua vita, con duelli passioni etero ed omosessuali ed 1 significativo coltello (con su scritto SENZA SPERANZA SENZA ONORE) ke il giovane Caravaggio fa stridere fra i denti. Si ripercorre la vita...
voto al film: 
12 agosto 2003 Opinione di Sam Gamgee su "Caravaggio"
Le "opere e i giorni" di Michelangelo Merisi da Caravaggio, ma non siamo di fronte ad una normale rappresentazione della vita di uno dei massimi esponenti della pittura italiana a cavallo tra il Manierismo e il Barocco. No, qui non c'è solo il racconto della sua esistenza "maledetta e miserabile", c'è un viaggio dentro i suoi quadri, dentro la sua tecnica pittorica e le sue scelte in campo cromatico e stilistico: l'immergere malaffare e frequentatori di bettolacce nel buio più nero, e...
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- negative [2]
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