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Barton Fink - È successo a Hollywood (1991)

[Barton Fink, USA 1991, Grottesco, durata 115']   Regia di Joel Coen
Con John Turturro, John Goodman, Judy Davis, Michael Lerner, John Mahoney



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Barton Fink - È successo a Hollywood: presente
Ritmo ritmo in Barton Fink - È successo a Hollywood: forte
Impegno impegno in Barton Fink - È successo a Hollywood: presente
Tensione tensione in Barton Fink - È successo a Hollywood: forte
Erotismo erotismo in Barton Fink - È successo a Hollywood: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Barton Fink - È successo a Hollywood

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Barton Fink - È successo a Hollywood (voti: 62 media: 3,89) 62

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locandina di Barton Fink - È successo a Hollywood

La trama

Nel 1941, Barton Fink, giovane commediografo, giunge a Hollywood assunto da un produttore. Alloggiato in uno squallido hotel, fa amicizia con Charlie, espansivo vicino di camera. W. P. Mayhew, sceneggiatore di successo, ma ormai alcolizzato, non gli è di alcun aiuto. Gli dà una mano la segretaria di questi, Audrey; Barton e Audrey vanno anche a letto insieme, ma la mattina dopo lui la trova orribilmente assassinata. Charlie lo aiuta a sbarazzarsi dal cadavere e poi sparisce. Palma d'Oro a Cannes '91. I fratelli Coen ricostruiscono un ambiente e un'atmosfera infischiandosene di ogni pretesa realistica e puntando sull'onirico, sul grottesco, sull'assurdo. Sulla contaminazione dei generi fondano una critica al sistema hollywoodiano di notevole respiro. Grande nel ruolo di Barton Fink è John Turturro, occhialuto fragile e spiritato, alle prese con i fantasmi dell'arte e i mostri del cinema. 

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L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 14/12/2010 - utile per 20 utenti

Voto al film: voto buono

Barton Fink (John Turturro) è un giovane commediografo che ha avuto un discreto successo con una pièce teatrale fatta con attori non professinisti. Viene contattato da Jack Lipnick (Michaal Lerner), capo di una major, per scrivere la sceneggiatura di un film sul Wrestling. Arrivato nel dorato mondo di Holliwood, Barton Fink prende una camera in un fatiscente albergo di infima categoria, con pareti sottilissime e tappezzeria scollata dalle pareti. Qui fa amicizia con il loquace Charlie Meadows (John Goodman), un assicuratore suo vicino di camera. Non riesce a concentrarsi a dovere in quel luogo ed ha un blocco creativo che cerca di superare facendosi aiutare da Audrey (Judy Davis), la segretaria personale del grande scrittore W.P.Mayhew (John Mahoney) ormai perdutamente alcolizzato. I due vanno a letto insieme, ma la mattina dopo Barton se la ritrova morta al suo fianco. Accorre Charlie che prima fa scomparire il cadavere e poi si allontana dalla città. "Barton Fink" (Palma d'oro a Cannes, premio per la miglior regia e miglior attore a John Turturro) è un film sul cinema : sulle derive volgarmente egemoniche del sistema produttivo holliwoodiano, e sulla questione insoluta tra il cinema come piena aderenza alla realtà, e la realtà come fonte imprescindibile di un'idea di cinema filtrata attraverso l'immaginifica sensibilità dell'artista. Con l'ironia di sempre e la solita contaminazione dei generi, i fratelli Coen equilibrano le pretese di realismo del protagonista con la rappresentazione  delle vicende tragiche che gli accadono giungendo a delineare con ottima resa filmica l'assurdo travaglio "spirituale" di uno scrittore in cerca di un comodo posto al sole : ammiccando Kafka e il grande cinema della "tradizione" hollywoodiana.  Barton Fink è un assertore convinto del "teatro realistico", fatto di storie prese dalla strada e interpretato da persone comuni, impelagate con le cose di tutti i giorni. Parla con Charlie di questo fatto e si infervora pure quando si lamenta della radicale dissociazione tra l'arte e la vita reale e del fatto che non viene dato il giusto valore letterario alle ordinarie faccende quotidiane. Per Barton Fink l'esercizio della scrittura è un fatto doloroso perchè significa concepire qualcosa di veramente utile per il prossimo nonchè caricarsi di tutte le sofferenze del mondo. Charlie lo ascolta rapito e gli offre tutta la sua disponibilità, "ne avrei di storie da raccontare", dice, ma Barton Fink non lo ascolta, non presta attenzione alle sue esortazioni, anzi, in aperto contrasto con quello che asserisce, tende ad isolarsi, per trovare le giuste parole alla sua idea di realtà, per ricacciare fuori i rumori della vita che bussano ripetutamente alla sua porta. Non riesce ad accendere la sua creatività in quella stanza d'albergo, in cui "sembra si riesca a sentire tutto quello che succede". Ormai è succube di quell'ambiente che, come suggerisce Roberto Escobar, sembra essere "un enorme orecchio, un orecchio malato", che assorbe ogni rumore per restituirne un'essenza delirante, capace di accrescere la sensazione di disturbo annidata dentro le pareti e lungo i corridoi di quella topaia d'albergo. ESPANDI +
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Opinioni su Barton Fink - È successo a Hollywood


6 aprile 2012 Opinione di Argan su "Barton Fink - È successo a Hollywood"
Argan

Sono consapevole di essere in disaccordo con molti, ma non penso che questo sia un capolavoro, anche se ho sempre apprezzato i fratelli Coen ed il loro genere originalissimo, non riesco proprio ad apprezzare "Barton Fink", è un film che rivolge una critica a tutto il sistema hollywoodiano di sviluppo di un film, della lunaticità di chi sta in alto e degli alti e bassi del sistema, ma non capisco che significato hanno alcune scene....  non riesco ad interpretarle, è solo una critica ed...

voto al film: Argan assegna il voto mediocre a Barton Fink - È successo a Hollywood (1991)


10 febbraio 2011 Opinione di hupp2000 su "Barton Fink - È successo a Hollywood"
hupp2000

Le vicissitudini di un commediografo di successo che, nel 1941, si trasferisce dai teatri di Broadway ad Hollywood per mettersi controvoglia al soldo di una major, suscitano un immediato anche se non nuovo interesse, corroborato fin dalle prime inquadrature dallo sguardo smarrito di John Turturro. Nell’interminabile contrapposizione in materia di cultura, arte, cinema e teatro tra la Grande Mela e Hollywood, quest’ultima ne esce con le ossa rotte e, per noi Europei, la cosa...

voto al film: hupp2000 assegna il voto buono a Barton Fink - È successo a Hollywood (1991)

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7 febbraio 2011 Opinione di jonas su "Barton Fink - È successo a Hollywood"
jonas

Negli anni ’30 uno sceneggiatore appena arrivato a Hollywood , alle prese con la scrittura di un film sul wrestling e con i suoi strani compagni d’albergo, si trova coinvolto nelle imprese di un serial killer. Nonostante i trionfi di Cannes, lo considero l’unico vero flop nella carriera dei Coen (almeno finora). Gli ingredienti per una commedia grottesca in stile Arizona Junior c’erano tutti, ma l’insieme manca completamente di equilibrio: l’analisi...

voto al film: jonas assegna il voto mediocre a Barton Fink - È successo a Hollywood (1991)

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13 gennaio 2011 Opinione di bluefalcon su "Barton Fink - È successo a Hollywood"
bluefalcon

ho trovato questo film di una noia e di un tedio incredibili...Ma sono sicuramente la mia mancanza di capacità di apprezzare il genere snob-grottesco che mi impediscono di godere appieno di tale dimensione. Sono sempre stato allergico anche alle scarpe da tennis firmate...

voto al film: bluefalcon assegna il voto mediocre a Barton Fink - È successo a Hollywood (1991)

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14 dicembre 2010 Opinione di Peppe Comune su "Barton Fink - È successo a Hollywood"
Peppe Comune

Barton Fink (John Turturro) è un giovane commediografo che ha avuto un discreto successo con una pièce teatrale fatta con attori non professinisti. Viene contattato da Jack Lipnick (Michaal Lerner), capo di una major, per scrivere la sceneggiatura di un film sul Wrestling. Arrivato nel dorato mondo di Holliwood, Barton Fink prende una camera in un fatiscente albergo di infima categoria, con pareti sottilissime e tappezzeria scollata dalle pareti. Qui fa amicizia con il loquace...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Barton Fink - È successo a Hollywood (1991)

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28 novembre 2010 Opinione di supadany su "Barton Fink - È successo a Hollywood"
supadany

VOTO : 7++. I Coen sono tra i pochi talenti, almeno quando si parla di cinema non prettamente legato al concetto di mainstream, espressi da Hollywood negli ultimi vent’anni. E Hollywood c’entra pure con la trama di questo film, anche se la sua descrizione, per quanto si vede, non è certo utilizzabile per una pubblicità positiva. Infatti il protagonista, un commediografo (un grandissimo Turturro)  è lì chiamato per scrivere la sceneggiatura...

voto al film: supadany assegna il voto buono a Barton Fink - È successo a Hollywood (1991)

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26 settembre 2010 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Barton Fink - È successo a Hollywood"
LIBERTADIPAROLA75

Prendiamo una tipica storia teatrale e immergiamola in una atmosfera Kafkiana (con un pizzico di Stephen King). Meno folle di ARIZONA JUNIOR (che era totalmente fuori di testa!) ma ugualmente grottesco, ambiguo, etc. A tratti può anche far sorridere. Qualche tempo morto nella narrazione impedisce al film di essere un capolavoro da 5 stelle.

voto al film: LIBERTADIPAROLA75 assegna il voto buono a Barton Fink - È successo a Hollywood (1991)

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13 novembre 2009 Opinione di ethan su "Barton Fink - È successo a Hollywood"
ethan

Quando, una quindicina d'anni fa, lo vidi per la prima volta non mi entusiasmò più di tanto: rivisto oggi, forse anche grazie alla visione della pellicola in lingua originale, questo quarto film dei fratelli di Minneapolis, l'ho trovato di gran lunga migliore. Pungente la descrizione di Hollywood negli anni '40, folgorante la caratterizzazione del produttore interpretato da Michael Lerner e notevole la prova di uno spaesato John Turturro, alle prese con un altrettanto...

voto al film: ethan assegna il voto buono a Barton Fink - È successo a Hollywood (1991)

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18 settembre 2009 Opinione di joe cavana su "Barton Fink - È successo a Hollywood"
joe cavana

Tripla palma d'oro a Cannes 1991: film, regia, attore protagonista. Passino le ultime due (meritate a parer mio), ma la prima probabilmente, nonostante il valore assoluto dei Coen in altre loro opere ("NON E' UN PAESE PER VECCHI", "MR. HULA HOOP", "IL GRANDE LEBOSKY", "FARGO"), è proprio fuori luogo. Ho visto questo film con tante pretese, tutta l'attenzione dovuta e ci ho anche riflettuto molto sopra, ma un senso non ce l'ho trovato. Troppi simboli, troppo surreale, la contaminazione...

voto al film: joe cavana assegna il voto sufficiente a Barton Fink - È successo a Hollywood (1991)

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5 agosto 2009 Opinione di rebis su "Barton Fink - È successo a Hollywood"
rebis

Ricognizione negli inferi della creatività e, insieme, satira sull’industria castratrice di Hollywood, il film dei Coen si tiene a calcolata distanza dalle definizioni e cerca piuttosto di rappresentare i processi produttivi definendone - e infittendone - il mistero. Oggi appare stilisticamente meno ibrido e manierato di quanto non risultò allora, a dimostrazione di come le contaminazioni di genere iniziate dai due autori siano ormai largamente metabolizzate. Insinuante e...

voto al film: rebis assegna il voto buono a Barton Fink - È successo a Hollywood (1991)




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