Barton Fink - È successo a Hollywood (1991)
Con John Turturro, John Goodman, Judy Davis, Michael Lerner, John Mahoney
La trama
Nel 1941, Barton Fink, giovane commediografo, giunge a Hollywood assunto da un produttore. Alloggiato in uno squallido hotel, fa amicizia con Charlie, espansivo vicino di camera. W. P. Mayhew, sceneggiatore di successo, ma ormai alcolizzato, non gli è di alcun aiuto. Gli dà una mano la segretaria di questi, Audrey; Barton e Audrey vanno anche a letto insieme, ma la mattina dopo lui la trova orribilmente assassinata. Charlie lo aiuta a sbarazzarsi dal cadavere e poi sparisce. Palma d'Oro a Cannes '91. I fratelli Coen ricostruiscono un ambiente e un'atmosfera infischiandosene di ogni pretesa realistica e puntando sull'onirico, sul grottesco, sull'assurdo. Sulla contaminazione dei generi fondano una critica al sistema hollywoodiano di notevole respiro. Grande nel ruolo di Barton Fink è John Turturro, occhialuto fragile e spiritato, alle prese con i fantasmi dell'arte e i mostri del cinema.
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 14/12/2010 - utile per 20 utenti
Voto al film: 
- negative [4]
- sufficienti [3]
- positive [17]
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6 aprile 2012 Opinione di Argan su "Barton Fink - È successo a Hollywood"
Sono consapevole di essere in disaccordo con molti, ma non penso che questo sia un capolavoro, anche se ho sempre apprezzato i fratelli Coen ed il loro genere originalissimo, non riesco proprio ad apprezzare "Barton Fink", è un film che rivolge una critica a tutto il sistema hollywoodiano di sviluppo di un film, della lunaticità di chi sta in alto e degli alti e bassi del sistema, ma non capisco che significato hanno alcune scene.... non riesco ad interpretarle, è solo una critica ed...
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10 febbraio 2011 Opinione di hupp2000 su "Barton Fink - È successo a Hollywood"
Le vicissitudini di un commediografo di successo che, nel 1941, si trasferisce dai teatri di Broadway ad Hollywood per mettersi controvoglia al soldo di una major, suscitano un immediato anche se non nuovo interesse, corroborato fin dalle prime inquadrature dallo sguardo smarrito di John Turturro. Nell’interminabile contrapposizione in materia di cultura, arte, cinema e teatro tra la Grande Mela e Hollywood, quest’ultima ne esce con le ossa rotte e, per noi Europei, la cosa...
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7 febbraio 2011 Opinione di jonas su "Barton Fink - È successo a Hollywood"
Negli anni ’30 uno sceneggiatore appena arrivato a Hollywood , alle prese con la scrittura di un film sul wrestling e con i suoi strani compagni d’albergo, si trova coinvolto nelle imprese di un serial killer. Nonostante i trionfi di Cannes, lo considero l’unico vero flop nella carriera dei Coen (almeno finora). Gli ingredienti per una commedia grottesca in stile Arizona Junior c’erano tutti, ma l’insieme manca completamente di equilibrio: l’analisi...
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13 gennaio 2011 Opinione di bluefalcon su "Barton Fink - È successo a Hollywood"
ho trovato questo film di una noia e di un tedio incredibili...Ma sono sicuramente la mia mancanza di capacità di apprezzare il genere snob-grottesco che mi impediscono di godere appieno di tale dimensione. Sono sempre stato allergico anche alle scarpe da tennis firmate...
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14 dicembre 2010 Opinione di Peppe Comune su "Barton Fink - È successo a Hollywood"
Barton Fink (John Turturro) è un giovane commediografo che ha avuto un discreto successo con una pièce teatrale fatta con attori non professinisti. Viene contattato da Jack Lipnick (Michaal Lerner), capo di una major, per scrivere la sceneggiatura di un film sul Wrestling. Arrivato nel dorato mondo di Holliwood, Barton Fink prende una camera in un fatiscente albergo di infima categoria, con pareti sottilissime e tappezzeria scollata dalle pareti. Qui fa amicizia con il loquace...
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28 novembre 2010 Opinione di supadany su "Barton Fink - È successo a Hollywood"
VOTO : 7++. I Coen sono tra i pochi talenti, almeno quando si parla di cinema non prettamente legato al concetto di mainstream, espressi da Hollywood negli ultimi vent’anni. E Hollywood c’entra pure con la trama di questo film, anche se la sua descrizione, per quanto si vede, non è certo utilizzabile per una pubblicità positiva. Infatti il protagonista, un commediografo (un grandissimo Turturro) è lì chiamato per scrivere la sceneggiatura...
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26 settembre 2010 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Barton Fink - È successo a Hollywood"
Prendiamo una tipica storia teatrale e immergiamola in una atmosfera Kafkiana (con un pizzico di Stephen King). Meno folle di ARIZONA JUNIOR (che era totalmente fuori di testa!) ma ugualmente grottesco, ambiguo, etc. A tratti può anche far sorridere. Qualche tempo morto nella narrazione impedisce al film di essere un capolavoro da 5 stelle.
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13 novembre 2009 Opinione di ethan su "Barton Fink - È successo a Hollywood"
Quando, una quindicina d'anni fa, lo vidi per la prima volta non mi entusiasmò più di tanto: rivisto oggi, forse anche grazie alla visione della pellicola in lingua originale, questo quarto film dei fratelli di Minneapolis, l'ho trovato di gran lunga migliore. Pungente la descrizione di Hollywood negli anni '40, folgorante la caratterizzazione del produttore interpretato da Michael Lerner e notevole la prova di uno spaesato John Turturro, alle prese con un altrettanto...
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18 settembre 2009 Opinione di joe cavana su "Barton Fink - È successo a Hollywood"
Tripla palma d'oro a Cannes 1991: film, regia, attore protagonista. Passino le ultime due (meritate a parer mio), ma la prima probabilmente, nonostante il valore assoluto dei Coen in altre loro opere ("NON E' UN PAESE PER VECCHI", "MR. HULA HOOP", "IL GRANDE LEBOSKY", "FARGO"), è proprio fuori luogo. Ho visto questo film con tante pretese, tutta l'attenzione dovuta e ci ho anche riflettuto molto sopra, ma un senso non ce l'ho trovato. Troppi simboli, troppo surreale, la contaminazione...
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5 agosto 2009 Opinione di rebis su "Barton Fink - È successo a Hollywood"
Ricognizione negli inferi della creatività e, insieme, satira sull’industria castratrice di Hollywood, il film dei Coen si tiene a calcolata distanza dalle definizioni e cerca piuttosto di rappresentare i processi produttivi definendone - e infittendone - il mistero. Oggi appare stilisticamente meno ibrido e manierato di quanto non risultò allora, a dimostrazione di come le contaminazioni di genere iniziate dai due autori siano ormai largamente metabolizzate. Insinuante e...
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- negative [4]
- sufficienti [3]
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