Underground (1995)
Con Miki Manojlovic, Lazar Ristovski, Mirjana Jokovic
La trama
Passioni e finzioni dell'ex Jugoslavia in un affresco colorato e sanguigno.
Durante l'occupazione nazista della Jugoslavia Marko e Blacky si arricchiscono praticando ogni genere di traffico e rifornendo di armi la Resistenza. Quando Blacky deve sparire dalla circolazione, Marko lo nasconde in una cantina dove sono rifugiati anche altri rivoltosi e diventa il loro unico tramite con l'esterno. Per non dividere con l'amico l'amore di Natalija, Marko anche dopo la liberazione continua a far credere che la guerra vada avanti.
Esagerato, ridondante e perfino consolatorio: il mega affresco composto da Kusturica sul suo paese ha una vitalità incontrollata, colori, musica, sangue e passioni debordanti. Può darsi che il film sia anche ideologicamente contraddittorio e cinematograficamente astuto, ma colpisce la generosità con cui sono dispensati sentimenti e immagini.
L'opinione più votata
Di Snaporaz68 scritta il 10/01/2011 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
Film definitivo questo di Kusturica, che pone una pietra tombale sulla triste favola di una nazione che non c’è più, la Yugoslavia , dilaniata dalla guerra civile (il fratello che solleva la mano contro il proprio fratello) e da politicanti senza scrupoli che detengono il potere manipolando la verità, ingannando un intero popolo. Qualche critico ha parlato di Fellini dei Balcani, ma Emir Kusturica pur partendo da una visione grottesca e deformata della realtà, pur puntellandosi sulle musiche circensi di Goran Bregovic (simili a quelle del nostro indimenticabile Nino Rota) si distacca enormemente dal maestro riminese proprio nella connotazione politica del contenuto della sua poetica anarcoide. In Kusturica “Everything is political” e la metafora di Underground è uno spietato atto di accusa contro i loschi traffici d’armi e gli interessi economici che si nascondono dietro la falsa ineluttabilità dei conflitti e delle guerre di religione e la precisa identificazione delle responsabilità politiche in una propaganda di massa volta a mistificare la realtà. All’alto contenuto etico della poetica si associa una serie interminabile di invenzioni visive e colpi di genio che coinvolgono lo spettatore e lo trasportano dentro questo folle mondo di uomini e di animali, tra comicità demenziale e drammi esistenziali senza lieto fine. La storia dei due amici Marco e Il Nero, innamorati della stessa donna Nataljia si dipana dal 1941, in piena seconda guerra mondiale, tra i bombardamenti prima dei tedeschi poi degli alleati, fino ai primi anni novanta, con la guerra civile serbobosniaca dei nazionalisti, attraversando il lungo regime di Tito dal dopoguerra fino al 1980 (anno della morte dello statista). Tra i documentari d’epoca in cui si muovono i personaggi principali, Emir Kusturica sembra amaramente constatare l’impossibilità di una pace per la sua terra e le particolari colpe di ognuno dei suoi personaggi. Marco e Natalja si arrichiscono con i soldi del traffico d’armi, armi fabbricate nel sottosuolo (underground) da fratelli e amici che credono di fare ancora la Resistenza contro gli invasori Nazisti. Marco li ha segregati nel sottosuolo, senza luce, senza tempo, negandogli la verità: la fine della II guerra Mondiale e la sconfitta di Hitler. La finzione si nutre di tutti i trucchi dell’armamentario scenico, con finte sirene e canzoni d’epoca.
Il Nero perde completamente la testa per Nataljia, cerca di legarla a sé in un sogno d’amore impossibile, si lascia abbindolare dal falso amico Marco, perde il figlio Jovan annegato nelle acque del Danubio e finisce i suoi giorni guerrigliando come il folle Colonnello Kurtz di Apocalypse Now.
La natura umana sembra tendente al male: uomini e donne in calore, tradimenti, assassinii, alcool e perversioni, traffici d’armi e mancanza di ogni riferimento morale. ESPANDI +
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- sufficienti [1]
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20 aprile 2012 Opinione di ed wood su "Underground"
Falso capolavoro? Può darsi. Film controverso? Senza dubbio. Kusturica è fatto così: prendere o lasciare. La sua Jugoslavia, popolo di pazzi, dinamitardi e ubriaconi, esiste solo nella sua fantasia. Come l'Itala di Fellini o la Francia di Carnè. Il maestro riminese è l'ispiratore dichiarato di tutto il cinema del bosniaco, ma anche Carnè, esteta del "realismo poetico", va tenuto in considerazione per capire "Underground". Non si tratta, infatti, solamente di una gigantesca...
voto al film: 
24 marzo 2012 Opinione di alfatocoferolo su "Underground"
Roboante, rumoroso, colorato, musicale, talvolta caotico, ridondante, estenuante (siamo parecchio oltre le due ore e mezzo ed è stato pure tagliato da un iniziale e biblico 320 min.) e comunque intelligente. Tutto qui, in pochi aggettivi a taratura variabile, laddove la percentuale di incidenza di ognuno dipende sicuramente dall'occhio dello spettatore e dalla sua sensibilità. Unico dato oggettivo resta però quella paroletta che mi induce a sconsigliarne la visione: estenuante.
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2 ottobre 2011 Opinione di sasso67 su "Underground"
Contrariamente a quanto scritto da alcuni su questo sito, rispetto a questo affresco giustamente definito ridondante e pullulante di personaggi come certe opere di Fellini, continuo a preferire i "piccoli" film di Kusturica, da Ti ricordi di Dolly Bell? (1981) a Papà è in viaggio d'affari (1985) a Il tempo dei gitani (1988). E ritengo, comunque, che i difetti di Underground siano soprattutto cinematografici e non politici. Non si può non notare un certo sfilacciamento della trama, dopo il...
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10 gennaio 2011 Opinione di Snaporaz68 su "Underground"
Morte di una Nazione Film definitivo questo di Kusturica, che pone una pietra tombale sulla triste favola di una nazione che non c’è più, la Yugoslavia , dilaniata dalla guerra civile (il fratello che solleva la mano contro il proprio fratello) e da politicanti senza scrupoli che detengono il potere manipolando la verità, ingannando un intero popolo. Qualche critico ha parlato di Fellini dei Balcani, ma Emir Kusturica pur partendo da una visione...
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22 dicembre 2008 Opinione di miawallace su "Underground"
Underground è un film che non ho mai amato molto. E' una di quelle pellicole che sanno (almeno per quanto mi riguarda) di "smania di fare il film della propria vita". E' fracassone, confusionario, passa rapidamente dal ridicolo al drammatico, e poi al malinconico. Dura tanto, forse troppo. Gli attori spesso mi sono parsi ridicoli (soprattutto Manojlovic e Jokovic) nel loro sforzo di apparire grotteschi e drammatici al tempo stesso. La cosa migliore del film sono forse le straordinarie...
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28 novembre 2008 Opinione di steno79 su "Underground"
Il film più famoso di Kusturica, e forse anche il migliore (anche se secondo me questo merito se lo spartisce con l'altrettanto bello "Papà è in viaggio d'affari"). Il regista ha voluto narrare in chiave metaforica la storia del proprio paese dalla seconda guerra mondiale al conflitto balcanico degli anni novanta : l'affresco è grandioso, le ambizioni sono alte, i risultati trascinanti. Lo stile indulge spesso in atmosfere surreali, influenzate dal "realismo...
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20 aprile 2008 Opinione di niger su "Underground"
Più guardo film di Kusturica, più li accosto a Fellini: per la vitalità incontenibile, il gusto del grottesco, l'adesione appassionata e amara alla vita. ma in Underground c'è qualcosa di genuinamente slavo: c'è un popolo allo specchio, che fa i conti con conquant'anni di sangue, illusioni e risvegli. Un popolo che, nonostante la Storia continui a voltargli le spalle, non perde la sua constituzionale voglia di illudersi e divertirsi. e poi c'è un talento visionario, quello del regista,...
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13 novembre 2006 Opinione di carlos brigante su "Underground"
Il capolavoro di Kusturica! La summa del suo cinema! Molto buono in ogni dove: regia, montaggio, trama, fotografia, attori e musica
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- negative [3]
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