Opinione di Lina su La sindrome di Stendhal
Con Asia Argento, Paolo Bonacelli, Thomas Kretschmann, Marco Leonardi
- negative [23]
- sufficienti [14]
- positive [3]
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Sul film
Come thriller psicologico non vale molto, ma non è neppure del tutto da buttare. Potrebbe sembrare il solito minestrone di splatter, violenza e visionarietà del maestro Dario Argento, ma il problema è un altro. I suoi spunti inizialmente intriganti che avrebbero potuto portare a buoni risultati, purtroppo ad un certo punto, si frantumano in mille pezzi, sparpagliandosi e perdendosi nella trama che acquisisce poi mediocrità. Infatti, dopo una buona prima parte ricca di tensione, sangue ed un pizzico di mistero, tutto sfuma perchè con la morte del cattivo della situazione (che non avviene nell'epilogo questa volta, ma molto prima - Argento ha voluto tentare qualcosa di diverso una volta tanto anche se il risultato non è comunque riuscito a conquistare la vasta maggioranza del pubblico), il film diventa monotono, ossessivo, un po' prevedibile e a tratti anche stucchevole e ridicolo. Il fatto che sia proprio la protagonista della storia, l’ispettrice di polizia Anna Manni, a soffrire della sindrome di Stendhal (un disturbo che rappresenta forse la trovata più geniale del film) e ad essere quindi vittima di strane allucinazioni, percezioni o premonizioni risulta certamente coinvolgente ed interessante, anche perchè questo la porterà a scoprire chi sia il serial killer che sta cercando dato che cadrà addirittura fra le sue mani, solo che dopo queste avvincenti premesse la trama non offre molto altro. Baci al sangue, perversione e violenza sessuale, perdita della memoria e successiva riacquisizione e dubbi su dove sia la verità sono gli ingredienti di questo impiastro attraverso il quale il regista vuole indurre gli spettatori a scervellarsi per comprendere i come e i perchè di quello che succede ai protagonisti e a comprendere soprattutto ciò che avviene realmente da ciò che è soltanto immaginario. Non dico che tutto questo non sia stimolante, ma si tratta di un lavoro poco riuscito e non molto ben congegnato perchè alcune situazioni, a lungo andare finiscono col convincere sempre meno e suggestionano solo quelli che reputano Asia Argento una brava attrice.
Sulla regia di Dario Argento
Mah...
Sull'interpretazione di Asia Argento
Più o meno credibile? No, non è credibile affatto, come al solito è riuscita a rovinare un film di suo padre.
Sull'interpretazione di Paolo Bonacelli
Sufficientemente convincente.
Sull'interpretazione di Thomas Kretschmann
Ottimo. Davvero credibile nel ruolo del maniaco.
Sull'interpretazione di Marco Leonardi
Insomma.
Commenti
-
19 maggio 2012, 01:25 di Argan
Ciao, mi è capitato più volte di ritenere utile una tua recensione, così come a te è capitato di ritenerne utile una mia, finalmente, volendo commentare una tua recensione, ho l'opportunità di scriverti direttamente e spero di ricevere altrettanto direttamente una tua risposta; Sono relativamente d'accordo con la tua recensione, penso che i primi 40 minuti siano interessanti, poi è come se tutto restasse in sospeso per circa un'ora, ma l'ultima parte del film si riprende parzialmente, con un finale a "doppiasorpresa" tipico del regista romano, riguardo ad Asia Argento, non penso che sia una pessima attrice, ma indubbiamente come doppiatrice è ridicola, in conclusione penso che non sia tutto da buttare ed ho intravisto ancora una volta un briciolo di originalità in un ormai semidecaduto Dario Argento.
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21 maggio 2012, 03:55 di Lina
Ciao Argan, ben lieta di leggere il tuo commento :) che posso dirti... il valore dell'ultima parte del filom puo' anche essere rimesso in discussione forse per quanto affermi (anche se personalmente devo dirti che non mi ha impressionato piu' di tanto, ma quanto ad Asia Argento, mmmhhhh, per me raramente si rivela una brava attrice. La sua recitazione non mi ha mai veramente convinta... e in qualita' di regia ancora meno... questione di punti di vista diversi... un saluto.
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