Opinione di chinaski su Apocalypse Now
Con Marlon Brando, Martin Sheen, Robert Duvall, Frederic Forrest
Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
"The end" apre questo lungo viaggio. Martin Sheen è disteso sul letto, occhi allucinati, sudore, alcool e il rumore delle pale del ventilatore che diventa quello delle pale dell' elicottero. C'è una follia trasversale che corre lungo il fiume che ci porterà ai primordi dell' animo umano. In quella zona oscura, quel "cuore di tenebra" che appartiene ad ognuno di noi ma che cerchiamo di nascondere o uccidere. Così come è nascosto il colonnello Kurtz e così come lo vuole uccidere il capitano Willard. La guerra fa da sfondo con quella sua atroce assurdità e con quel suo senso del grottesco al viaggio intrapeso da Willard. Il degrado della mente umana si fa sempre più intenso man mano che il capitano risale il fiume. In sequenza incontra: un comandante patito del surf e di Wagner, le coniglette di playboy che si spogliano per i soldati, avamposti sempre più allucinanti ma al contempo bellissimi, come dice un soldato dopo essersi preso un acido. E credo che le allusioni al viaggio acido siano fin troppo esplicite. Apocalypse now è un vero e proprio trip. Un ritorno al nostro stato di primitività e libertà. Forse la guerra è l' unico modo per far liberare le energie della follia insita nell' uomo. La guerra è l' anarchia delle demenza umana. Non ci sono regole, non c'è ordine, il caos dilaga sulle acque di quel fiume. E infine l' incontro. Con un gioco di luci che la prima volta che ho visto questo film mi ha lasciato stupefatto. Un velare e uno svelare che la luce e l' ombra controllano in un sottile gioco. La faccia di Martin Sheen che esce dall' acqua, il cranio rasato e sudato di Marlon Brando, il tempio del colonnello. E' qui che hanno preso forma tutte le paure e le angosce dell' uomo, le sue pene e le sue agonie. Tutto è diventato reale, uno Stato di pura follia. E Kurtz è il dio di questo luogo. Nella fine del film assistiamo a un rito di morte e rinascita, un rito che segna il succedersi dei re, una nuova trasformazione di una allucinata dinastia regale. Con l' uso del montaggio alternato Coppola ci fa vedere la morte di un toro e quella di Kurtz. Tutti e due uccisi da una lama. Il potere e la follia sono immortali. L' uomo no. Ed è per questo che potere e follia hanno bisogno di rinnovarsi nella mente dell' uomo attraverso riti di trasformazione. Di passare da un uomo all' altro. Forse il significato del film è proprio questo. Che non vi è speranza per l' uomo. Speranza di felicità, di pace, di intelligenza. Qualsiasi cosa se ne possa pensare la nostra parte oscura è sempre più forte. Per il semplice fatto che non esiste una parte oscura. Noi siamo un' unità indissolubile di bene e male ma pensiamo di essere o buoni o malvagi e finchè durerà questa divisione il male l' avrà sempre vinta, perchè sa tentare l' uomo in infinite e interminabili vie.
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