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L'albero di Antonia (1996)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'albero di Antonia: minimo
Ritmo ritmo in L'albero di Antonia: forte
Impegno impegno in L'albero di Antonia: minimo
Tensione tensione in L'albero di Antonia: assente
Erotismo erotismo in L'albero di Antonia: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a L'albero di Antonia

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a L'albero di Antonia (voti: 7 media: 3,71) 7

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locandina di L'albero di Antonia

La trama

Antonia è alla fine della sua vita e ripercorre le tappe della sua esistenza nell'arco di cinquant'anni, dal dopoguerra a oggi. Ricorda il giorno in cui fece ritorno al villaggio natìo e decise di mettersi a coltivare il terreno lasciatole in eredità dalla madre. Ricorda la nascita della figlia Danielle, l'arrivo della nipote Thérèse, che a sua volta metterà al mondo Sarah. Attorno a loro e ai loro percorsi di maturazione ruotano tanti personaggi bizzarri, sempre con la netta preponderanza del sesso femminile e qualche escursione in campo omosessuale. Passano le stagioni, ma temperamento ed emozioni si riconoscono sempre. Tra commozione e ironia, tra nascite, invecchiamenti, follie e strani comportamenti, alla fine quello che vince è sempre è il gusto per la vita, comunque essa sia.  

Vincitore dell'Oscar 1996 come miglior film straniero, "L'albero di Antonia" è un film femminista senza cattiveria, girato con grazia e un notevole senso del buffo.

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 2010-12-03 09:36:19 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto buono

Dall'Oscar 1996 per il miglior film straniero ci giunge un potente richiamo alla libertà, che distingue tra quella fertile e creativa, aperta al mondo e alla diversità degli altri, e quella solitaria ed egocentrica, che si arrocca nell'autoritarismo o nel rifiuto, e conduce sempre all'autodistruzione. In questa storia, le donne sono portatrici della prima, gli uomini della seconda; i personaggi femminili fanno da pirotecnico contorno alla figura di Antonia, la cui presenza si colloca, nell'arcaico ambiente del villaggio natio, come una girandola in grado di sconnettere gli inveterati schemi della cultura contadina. Sul versante opposto si trovano i padri padroni, i sacerdoti che predicano bene e razzolano male, ma anche gli individui stanchi e rassegnati (Bas, Dito Storto, Protestante) che  parlano d'amore e di filosofia, ma ai quali manca, in fondo, il coraggio di affrontare l'esistenza a viso aperto. Così limitano ad aspettare la gioia, anziché inseguirla, restando succubi di un sogno romantico che non riescono, da soli, a trasformare in un'iniziativa concreta.  Di fronte a questo universo così nettamente diviso tra un sesso "forte" primitivo o imbelle, ed un sesso "debole" spregiudicato e volitivo, la mente corre al monicelliano Speriamo che sia femmina, da cui sembra voler riprendere, oltre all'impianto matriarcale, lo spirito ribelle che rovescia l'abituale logica della saga familiare, affidando la continuità della "stirpe" non alla ripetitiva perpetuazione di una tradizione, bensì a quell'energia rinnovatrice che, ad ogni generazione, rompe col passato e si reinventa l'esistenza a modo suo. Il senso di appartenenza, nella tribù di Antonia, deriva dalla tacita adesione all'unica regola che sancisce il patto per la vita, ossia l'impegno di ognuno ad essere sempre e solo se stesso. Questo principio racchiude, come immediato corollario, una reciprocità che impone a tutti il rispetto e l'accettazione, ma non li esime, però, dal dovere di punire severamente chiunque superi gli altrui confini. Secondo questa accezione, la libertà è indipendenza, dai pregiudizi e, in generale, da ogni dettame stabilito a priori, ed è quindi, essenzialmente, autonomia di pensiero che, però - e questo è il più grande insegnamento di Antonia – non può definirsi tale finché non si traduce coerentemente in parole ed azioni.  Le nostre idee ed i nostri desideri hanno diritto di esprimersi, di plasmare il nostro essere e la nostra vita, di determinare il colore e la forma del nostro rapporto dialettico col mondo: tutto ciò è fonte di bellezza e ricchezza umana, fintanto che segue la strada del confronto, dello scambio e del generoso dono di sé al prossimo.  
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Opinioni su L'albero di Antonia


2010-12-03 09:36:19 Opinione di OGM su "L'albero di Antonia"
OGM

Dall'Oscar 1996 per il miglior film straniero ci giunge un potente richiamo alla libertà, che distingue tra quella fertile e creativa, aperta al mondo e alla diversità degli altri, e quella solitaria ed egocentrica, che si arrocca nell'autoritarismo o nel rifiuto, e conduce sempre all'autodistruzione. In questa storia, le donne sono portatrici della prima, gli uomini della seconda; i personaggi femminili fanno da pirotecnico contorno alla figura di Antonia, la cui presenza si...

voto al film: OGM assegna il voto buono a L'albero di Antonia (1996)

nessun commento
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2009-05-27 11:12:42 Opinione di riorob su "L'albero di Antonia"
riorob

Questo film parla del tempo. Della lotta benigna contro il tempo che passa nonostante tutto e tutti. Racconta il tempo che passa in modo ironico. A volte pungente. A volte facendosi beffa del tempo stesso. E' un racconto felliniano di un piccolo paese. Un amarcord del nord Europa. Tanti personaggi. Alcuni solo accennati. Ma tutti descritti bene. Il film è veramente molto bello. Voto 7 meno. Tempo che passi come una ruspa.

voto al film: riorob assegna il voto buono a L'albero di Antonia (1996)



2007-08-19 12:48:01 Opinione di memole69 su "L'albero di Antonia"
memole69

Questo film mi ha colpito moltissimo è femminista e femminile, l'ho trovato delicato e forte nello stesso tempo. Lo consiglio alle donne che vogliono riscoprirsi e agli uomini che vogliono capire qualcosa di più dell'universo femminile.

voto al film: memole69 assegna il voto buono a L'albero di Antonia (1996)


2007-05-11 23:48:13 Opinione di Paul Hackett su "L'albero di Antonia"
Paul Hackett

Discreta saga familiare in salsa agrodolce, abbastanza gradevole ma non particolarmente memorabile, almeno per me che, dopo averlo visto al cinema una decina di anni or sono, l’ho rimosso praticamente in maniera totale. Difficile, infatti, almeno per un uomo, appassionarsi ad una storia così totalmente al femminile.

voto al film: Paul Hackett assegna il voto sufficiente a L'albero di Antonia (1996)




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