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Il carretto fantasma (1921)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il carretto fantasma: assente
Ritmo ritmo in Il carretto fantasma: forte
Impegno impegno in Il carretto fantasma: presente
Tensione tensione in Il carretto fantasma: forte
Erotismo erotismo in Il carretto fantasma: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Il carretto fantasma

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il carretto fantasma (voti: 12 media: 4,42) 12

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La trama

L'ubriacone David nella notte di San Silvestro riceve un messaggio: Edith, una sorella dell'esercito della salvezza in punto di morte, vuole incontrarlo per cercare di redimerlo. David rifiuta e sembra restare ucciso in una zuffa. Arriva il "carretto della morte" e viene ripercorsa l'esistenza di David, mentre sua moglie sta tentando di uccidersi. Il pentimento del protagonista risolve la situazione. Da un romanzo di Selma Lagerlöf adattato da lei stessa, un capolavoro della storia del cinema che mirabilmente unisce l'elemento fantastico con l'affresco sociale. Particolarmente notevoli gli esiti della sperimentazione nel linguaggio delle immagini e la non comune complessità della struttura narrativa. 

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 24/08/2010 - utile per 11 utenti

Voto al film: voto ottimo

La sostanza di questa favola notturna è la vita vista come una lunga agonia, in cui si trascinano, con delicata amarezza,  la trepidazione per il futuro, l’attesa di un ritorno, la speranza di una salvezza. I ritratti dipinti da  Victor Sjöström hanno le movenze lente e morbide del mare, in cui il dolore e la gioia, il bene e il male si alternano come l’onda e la risacca, perché, nell’oceano dell’esistenza, gli opposti si mescolano intraprendendo danze turbinose, in cui, seguendo la corrente, tutto va via, ma poi ritorna indietro. La ciclicità del tempo, scandito dal volgere degli anni, con la notte di San Silvestro che si ripete uguale, ad intervalli di dodici mesi, è una staffetta senza fine, è un continuo passarsi la mano fra chi termina e chi inizia, fra i tragici approdi di esistenze sbagliate, crudeli, perdute, e le ascese al Cielo di chi, sulla Terra, ha seguito il richiamo della santità. In questo girotondo gli esseri umani non smettono mai di toccarsi, anche quando percorrono cammini divergenti e distanti, anche quando hanno, dentro di sé, uno la pace, l’altro la guerra, uno la luce, l’altro il buio, uno il paradiso, l’altro l’inferno. A nessuno è risparmiato il contatto con la propria antitesi, quell’incontro inopinato che sconvolge, nell’intimo, come una scossa elettrica, facendo della suora di carità una donna innamorata, del padre affettuoso  un uomo laido e violento, della madre premurosa una disperata infanticida. Il mutamento è repentino, misterioso ed ineludibile, come la metamorfosi per eccellenza, la Morte, che in un attimo trasforma la materia vivente, un’entità fatta di carne, parole e pensieri, in un cascame inerte, abbandonato dall’eterea essenza dello spirito.  Noi, in fondo, siamo entrambe le cose, uniti e divisi: sia una fusione di anima e corpo, in cui desideri e sentimenti parlano con una voce sola, sia un’entità scissa tra fisicità e spiritualità, che oscilla tra istinto e ragione, tra dannazione e grazia, che pecca e poi si redime. La compresenza, sullo schermo, di persone e fantasmi, di vivi e morti, realizzata con raffinate sovrapposizioni di pellicole, ci ricorda questa nostra natura di animali che partecipano in maniera indefinibile al divino. Terreno e ultraterreno si fondono nell’imperscrutabile sfera della trascendenza, che occupa un angolo nascosto, però luminosissimo, della nostra storia: come l’immagine cinematografica di uno spettro, è una trasparenza sullo sfondo, che è soffusa ed indistinta come un’ombra, ma, nel contempo, chiara e palpitante come un riverbero di sole. 
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SI

Opinioni su Il carretto fantasma


9 settembre 2011 Opinione di renfield su "Il carretto fantasma"
renfield

Chi muore la notte di capodanno sarà il netturbino dei morti per l'anno successivo: dovrà guidare il carretto (fantasma) che raccoglie le anime 'fresche' da portare alla signora Morte. Questo dice la leggenda su cui il film poggia, ed è anche la scusa per raccontare dello spregevole David Holm morto proprio in quella notte. Si apre come un horror e continua come un "Canto di Natale" alla svedese. L'anima di David Holm viene accompagnata dal vecchio carrettiere a...

voto al film: renfield assegna il voto buono a Il carretto fantasma (1921)


3 febbraio 2011 Opinione di alfatocoferolo su "Il carretto fantasma"
alfatocoferolo

Per apprezzare fino in fondo questo film è necessario valutare gli strumenti a disposizione di Sjöström che, sfruttando una striminzita parentesi didascalica, riesce comunque a fornire un quadro di forte potenza espressiva ed introspettiva. Gli effetti speciali dell'epoca sono aiutati decisamente dalla qualità poco nitida delle immagini mentre dall'altro lato lo stesso Sjöström si fa notare per la già notevole intensità mimica. Un...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto buono a Il carretto fantasma (1921)

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24 agosto 2010 Opinione di OGM su "Il carretto fantasma"
OGM

La sostanza di questa favola notturna è la vita vista come una lunga agonia, in cui si trascinano, con delicata amarezza,  la trepidazione per il futuro, l’attesa di un ritorno, la speranza di una salvezza. I ritratti dipinti da  Victor Sjöström hanno le movenze lente e morbide del mare, in cui il dolore e la gioia, il bene e il male si alternano come l’onda e la risacca, perché, nell’oceano dell’esistenza, gli opposti si mescolano...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a Il carretto fantasma (1921)

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27 novembre 2009 Opinione di Tato88 su "Il carretto fantasma"
Tato88

Un capolavoro del cinema muto! Una complessità strutturale in anticipo sui tempi di almeno trent'anni ed effetti speciali affascinanti e resi realistici dalla datazione della pellicola. Un must che non bisogna perdersi per nessuna ragione al mondo. Ingmar Bergman girò un tv movie dal titolo "The image maker" in cui si descrivono in sala di montaggio i complessi risvolti psicologici degli attori, del regista e dell'autrice del romanzo da cui "il carretto fantasma"...

voto al film: Tato88 assegna il voto ottimo a Il carretto fantasma (1921)

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9 marzo 2009 Opinione di mm40 su "Il carretto fantasma"
mm40

Sorta di fiaba triste, crepuscolare, dal preponderante tono moralistico e cattolico senza mezzi termini. La morte è la vera, unica protagonista di quest'opera la cui storia è incentrata sul concetto di redenzione, solo mezzo per giungere ad un'effettiva espiazione dei propri peccati. Il senso di colpa è la fraterna spalla della morte, il cui rappresentante semi-terreno è un defunto che viaggia con un carretto fantasma a raccogliere le anime di tutti coloro che spirano; attorno a questo...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Il carretto fantasma (1921)

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4 ottobre 2007 Opinione di kurosawa su "Il carretto fantasma"
kurosawa

Capostipite della cinematografia svedese, è un solido racconto morale avvolto da un' atmosfera fantastica ed inquietante. Notevole l'utilizzo della sovrimpressione e dei simbolismi, per un linguaggio austero e straordinariamente rappresentativo. Ha ispirato Bergman ed in parte il Capra de "la Vita e meravigliosa", compreso Kubrick per "Shining"; un capolavoro. voto: 10

voto al film: kurosawa assegna il voto buono a Il carretto fantasma (1921)

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