Angeli perduti (1995)
Con Takeshi Kaneshiro, Leon Lai, Karen Mok, Michelle Reis, Charlie Yeung
La trama
Sono passati centocinquantacinque giorni da quando Killer ha cominciato la sua attività per Agent. Lei - Agent - fa le sue prenotazioni e ripulisce dopo il "lavoro", e tutto fila liscio. Però Agent comincia ad essere un po' ossessiva nei confronti di Killer. Finché un giorno Killer scappa con Punkie, verso una vita avventurosa. "Angeli perduti" è uno sviluppo ideale di "Hong Kong Express". Doveva essere il terzo episodio del film precedente, ma fu abbandonata perché lo avrebbe reso troppo lungo. Qui diventa l'asse portante degli intrecci di una realtà metropolitana sempre più schiacciata dalla solitudine individuale, tanto opprimente da non trovare neanche lo sfogo della tragedia. Wong Kar-Wai sa sorridere amaro e trasmette con discrezione la sua idea del mondo.
L'opinione più votata
Di Snaporaz68 scritta il 11/10/2010 - utile per 3 utenti
Voto al film: 
Bastano pochi minuti di questo film per riconoscere la mano di Wong Kar Wai, le scene al rallentatore, le musiche inconfondibili, le deformazioni del grandangolo, la fotografia allucinata di Cristopher Doyle. Il regista di Hong Kong Express e Happy Together, di In the Mood for Love e di 2046, è uno dei pochi che riesce a trasmettere un senso di decadenza e solitudine esistenziale, facendo immergere le sue anime dannate nello Stige del flusso metropolitano (Hong Kong City) che travolge emozioni e sentimenti. Questa megalopoli Babilonica sembra minacciare più che proteggere gli angeli caduti perché hanno osato volare troppo in alto. Le luci artificiali, il rumore di aerei treni navi, i simboli delle multinazionali e persino lo stadio di calcio con i suoi riflettori sembrano disperdere per sempre queste anime in pena, bloccarne ogni possibilità comunicativa (più che parole al massimo qualche video, la musica, un gelato, un alone di profumo), ipertrofizzarne i tratti cinici e disillusi, spezzare l’atroce inganno di amori senza amore, a senso unico. Tra sparatorie in cui Killer rimane miracolosamente illeso e canzoni al juke box che mettono la parola fine a rapporti ambigui non c’è spazio per fermarsi a piangere, la vita continua, il flusso inarrestabile sembra essere infinito. Wong Kar Wai alterna momenti di comicità da comica muta (avvicinandosi alla pantomima di Takeshi Kitano) con disperati atti di autoerotismo in cui il corpo in primo piano sembra dibattersi tra il piacere e il dolore. E nella solitudine delle camere d’albergo o negli angusti spazi di ricoveri di fortuna, si compie il rito di espiazione di questi poveri Cristi che provano ad andare avanti nonostante tutto, vivendo giorno per giorno. Una corsa in moto, un po’ di calore umano, una canzone anni 60: sapendo che non è niente, non è per sempre.
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11 ottobre 2010 Opinione di Snaporaz68 su "Angeli perduti"
Lost in Hong Kong Bastano pochi minuti di questo film per riconoscere la mano di Wong Kar Wai, le scene al rallentatore, le musiche inconfondibili, le deformazioni del grandangolo, la fotografia allucinata di Cristopher Doyle. Il regista di Hong Kong Express e Happy Together, di In the Mood for Love e di 2046, è uno dei pochi che riesce a trasmettere un senso di decadenza e solitudine esistenziale, facendo immergere le sue anime dannate nello Stige del flusso metropolitano...
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20 aprile 2010 Opinione di red grave su "Angeli perduti"
lento all'inizio per entrarci e poi tutto comincia a correre veloce con questi personaggi fuori di testa che si innamorano della persona sbagliata, ammazzano come nei videogame, rovistano tra la spazzatura, prendono in ostaggio per shampare...insomma maledetti strampalati e sinceri. commoventi le scene padre /figlio con le riprese casalinghe... e finalmente autoerotismo al femminile
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28 gennaio 2010 Opinione di AIDES su "Angeli perduti"
Il caos dei moderni cosmi urbani asiatici, delirio luminoso di scorci e neon metropolitani, i destini abbandonati e miseri affascinanti di anonimi liberi abbattuti persi nel groviglio opaco e sgargiante dell'effimero notturno. Killer Agent Ho Punkie intrecciano misteri atti mancati follie afflizioni di malinconie sangue allegrie in situazioni fugaci rimpiante e strappate-in fondo vissute. Tra interni lividi, strade oscurità...
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30 maggio 2009 Opinione di riorob su "Angeli perduti"
Il cinema orientale è quello che più mi piace. E Wong Kar-Way è tra gli orientali, il regista che più mi piace. Si incrociano solitudini. E nei silenzi di vita si ascoltano le narrazioni di queste tre o più vite. Come un libro che leggi mentre ascolti la musica e guardi un quadro. E' poesia. Tutto è poesia. La malinconia trasuda in ogni angolo amaro. Wong Kar-Way racconta sempre e solo solitudini. Solitudini che si sfiorano e si toccano. Ma due solitudini insieme rimangono pur sempre...
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31 marzo 2008 Opinione di Dying Theatre su "Angeli perduti"
Opera venuta alla luce da una costola fuori-posto del precedente - e più solare - 'Hong Kong Express', è un pastiche livido e dissonante, capace di armonizzare Tragico & Grottesco con una sfrontatezza gioiosa e al contempo lucidamente disillusa. Impresa che solo ad un orientale può riuscire. Bene, sia chiaro. Che dalle costole più impertinenti tendano a prender forma 'creazioni' spesso imperfette ma nondimeno fascinose e assai poco definibili, è poi Fatto che attiene a Storie ben più...
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13 novembre 2007 Opinione di sokurov su "Angeli perduti"
Angeli perduti nell'inevitabile solitudine. Senza mai perdere la leggerezza. Voto 8/10
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23 aprile 2007 Opinione di howl su "Angeli perduti"
opera sublime di uno dei miei registi preferiti.kontinua la storia dei personaggi skoperti in Hong Kong Express, avvolti in un klima nevrotiko, allucinato, onirico. lo spazio dilatato e klaustrofobiko è perkorso dsenza sosta da una cinepresa a spalla di vertiginosa mobilità.temi fondamentali quali solitudine, alienazione, malessere sono trattati in modo amaro,senza appelli e possibilità di redenzione.
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9 dicembre 2006 Opinione di carlos brigante su "Angeli perduti"
Gran fotografia, ritmo forsennato e uso del grandangolo come religione....
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11 novembre 2006 Opinione di sir su "Angeli perduti"
storie di alienazione e solitudine in una hong kong al neon, claustrofobica e quasi sempre deserta. storia di amori impossibili e affetti repressi. wong kar wai talento e genio. voto 3,5
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24 maggio 2006 Opinione di ceo_85 su "Angeli perduti"
Interessante questo sguardo sulla vita di cinque giovani di Hong Kong, fra drammi, amori, avventure di ogni tipo. Ottima la colonna sonora, strepitoso l'intero cast cui spicca la simpatica Karen Mok e il bel Takeshi Kaneshiro; buona e fuori dal suo stile la regia di Wong Kar-wai che si conferma grande conoscitore dei sentimenti di ogni forma. Un cult
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