Opinione di Peppe Comune su Fargo
Con Frances McDormand, Steve Buscemi, Peter Stormare, William H. Macy
- negative [7]
- sufficienti [4]
- positive [51]
- leggi tutte le opinioni
Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Jerry Lundegaard è il responsabile delle vendite di un avviato salone automobilistico. E' oberato di debiti e per risolvere il suo problema pensa bene di contattare Carl e Gaear per far sequestrare la moglie e intascare i soldi del riscatto sborsati dal ricchissimo suocero. Ma il piano si complica oltre misura perchè una serie di persone, capitate sventuratamente lungo il cammino dei due balordi, trasformano un "semplice" sequestro in una carneficina. La virulenza della morte può avere anche le fattezze beffarde del caso ingannatore. E' quanto accade in questo magnifico film dei fratelli Coen, un noir ammantato di sagace ironia, dove al cinismo di persone avide di potere e denaro si contrappone il dolce fluire delle cose quotidiane. E' un noir in bianco (mi si passi l'ossimoro) e non solo perchè è immerso nel bellissimo paesaggio innevato del North Dakota, ma anche, e soprattutto, perchè su tutta la varia umanità che popola il film, sui cattivi imprigionati nei loro progetti di morte, e sui buoni immersi nelle loro continue dissertazioni sulle condizioni metareologiche, si erge solinga la forma rotondeggiante della solerte Marge Gunderson, un'agente di polizia al settimo mese di gravidanza. La regia dei Coen (premiata a Cannes) rasenta la perfezione per come equilibra mirabilmente il pathos generato dalla morte dispensata a piene mani dai due goffi criminali, e il sorriso indotto dalla miriade di stramberie che si odono e si vedono. Da ciò ne deriva un film che tra il serio e il faceto indaga sullo stato di salute della middle class statunitense, sui suoi valori fondativi (successo sul lavoro, famiglia) e ne rileva il corto circuito in un tempo in cui il cinismo individualista ha assunto la gratuità della morte come suo logico e naturale corollario. Per qualche migliaia di dollari si mette in preventivo la morte di vite umane, un lascito di sangue di inestinguibile assurdità. Tutto può accadere quando si perdono le coordinate che portono al giusto valore da dare alle cose, anche che la morte giunga per un concorso di cause banali o che vi sia più slancio emotivo quando si guarda la televisione (molto presente nel film) che a contatto con un essere umano. "Fargo" è un film pervaso di profondo pessimismo dove la banalità che lo percorre è il frutto di una mediocrità umana che riguarda proprio tutti, tanto gli agenti del male, con la loro maldestra insensibilità alla vita, quanto gli agenti del bene, persi nelle loro routinanti incombenze. Certo è che c'è molta differenza tra gli effetti prodotti dagli uni da quelli prodotti dagli altri e pare superfluo rimarcarla, ma quello che interessa ai Coen è la mediocrità in se, il fatto che la sua generale regolarizzazione ha prodotto quell'assolutamente indifferenziato in cui tutto appare indistinto, sbiadito, incclassificabile secondo precisi criteri etici. La differenza sostanziale sta negli accadimenti delle cose in se ma tutti sono partecipi di quella generale aridità emotiva che li pianta al punto delle loro abitudini consolidate. E' come se quell'accumulo di neve avesse congelato tutto e tutti (si noti che tutti i nomi dei protagonisti sono di derivazione nordeuropea). I Coen sembrano suggerirci che l'aspetto tragico sta nel fatto che alla banalità del male si contrappone la semplice banalità del bene. Credo che "Fargo" sia un grande film, uno dei migliori dei fratelli del Minnapolis che qui danno prova di grande abilità nel mischiare i generi e dosare nel giusto modo i diversi registri interpretativi. Grandi tutti gli attori dove Frances McDormand forse vince di poco ai punti sugli ottimi William H.Macy, Steve Buscemi e Peter Stormare. A completare il quadro ci sono una serie di buoni comprimari del tutto funzionali per questa divertita rappresentazione tragica della stupidità umana.
Commenti
-
12 dicembre 2010, 00:17 di cheftony
Bellissima opinione, Peppe!
cancella commento cancella commento e blacklista cheftony -
12 dicembre 2010, 00:38 di Peppe Comune
Grazie "Chef", i Coen mi ispirano abbastanza.
cancella commento -
26 dicembre 2010, 00:06 di paolodago2000
complimenti una opinione da tesi di laurea,,,la condivido appieno,,,il film è molto bello a me NON piace,,,insomma è come vedere degli squali attorno a te nuotare , animali stupendi che danno un senso di perfezione ,che si muovono eleganti e potenti allo stesso tempo ....... ma non mi piace saperli vicino a me
cancella commento cancella commento e blacklista paolodago2000
Lascia un commento
Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra
dal 14/5 al 20/5
- 1 Dark Shadows 2.369.011,00
- 2 The Avengers 1.022.353,00
- 3 American Pie: Ancora insieme 1.005.020,00
- 4 Quella casa nel bosco 472.907,00
- 5 Hunger Games 352.566,00
- 6 La fredda luce del giorno 312.884,00
- 7 Chronicle 310.716,00
- 8 Il pescatore di sogni 232.725,00
- 9 Margin Call 165.394,00





