Lunga vita alla signora! (1987)
Con Marco Esposito, Simona Brandalise, Stefania Busarello, Simona Dalla Rosa
La trama
In un castello tra le montagne, una vecchia signora raduna una tavolata di potenti per una cena. Un gruppo di ragazzi è chiamato a servire. Tra loro Libenzio, di umilissime origini. Il rituale del banchetto è meticolosissimo e deve essere osservato con scrupolo perché la signora non ammette deroghe né innovazioni. Gli invitati arrivano, prendono posto e cominciano un sottile gioco di prevaricazioni e soprusi per guadagnare posti nella scala gerarchica e nella considerazione della gran dama che compare solo all'ultimo, velata e inaccessibile. Un amaro e divertito apologo sul potere e sulla morte costruito attraverso il meticoloso cerimoniale della cena, a tratti greve ma sincero, fuori dalle consuete atmosfere del regista.
L'opinione più recente
Di emmepi8 scritta il 06/11/2011
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6 novembre 2011 Opinione di emmepi8 su "Lunga vita alla signora!"
E’ il film della svolta per Ermanno Olmi, qui affronterà altre tematiche e più che altro un modo di fare cinema diverso che si rifà alla nostra tradizione intellettuale cinematografica, pur con una prospettiva molto personale. Il film si basa molto sulla metafora, di cui è pieno, i simbolismi sono il materiale necessario; il viaggio del ragazzo che passa dall’infanzia all’adolescenza è costruito appunto come una metafora attraverso la visione prima estasiata del ragazzo per poi...
voto al film: 
13 dicembre 2009 Opinione di mm40 su "Lunga vita alla signora!"
L'obiettivo è di ritrarre i pomposi rituali di un'aristocrazia sempre più lontana dalla realtà quotidiana, popolare, materiale; il punto di vista d'eccezione è quello del cameriere, in questo caso una massa di ragazzini curiosi quanto perplessi, con al centro dell'attenzione (per lo spettatore) un giovane occhialuto e pensieroso. Siamo ancora di fronte ad un piccolo evento 'straordinario', di quelli che piacciono al regista, con il 'solito' cast di nomi...
voto al film: 
26 settembre 2008 Opinione di sasso67 su "Lunga vita alla signora!"
Si assiste, attraverso gli occhi e gli occhialoni olmiani di un giovanissimo cameriere, appena uscito dalla scuola alberghiera, ad una cena kafkiana, organizzata per una misteriosa e vecchissima "signora" in un castello tra le montagne. Il tono del film ricorda un po' il "Salò o le 120 giornate di Sodoma" di Pasolini e in parte "Il fascino discreto della borghesia" di Buñuel, anche se lo sguardo stupito del giovane Libenzio ricorda quello del protagonista dell'"Asso di picche" (1964) di...
voto al film: 
16 settembre 2004 Opinione di ed wood su "Lunga vita alla signora!"
Ermanno Olmi e' uno dei registi piu' vergognosamente snobbati dalla pessima critica italiana. E' un genio; un caso a parte nel panorama del nostro cinema. Bravissimo a fondere il montaggio convulso della nouvelle vague con la compostezza e l'austerita' formale che solo i "maestri" possiedono, realizza qui una delle sue opere piu' suggestive. Tra Visconti e Bunuel, un prezioso apologo sulla societa' borghese, intriso di ferocia grottesca. Ma il tema del potere non e' centrale: il film e'...
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