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Tre vite e una sola morte (1996)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Tre vite e una sola morte: presente
Ritmo ritmo in Tre vite e una sola morte: presente
Impegno impegno in Tre vite e una sola morte: assente
Tensione tensione in Tre vite e una sola morte: assente
Erotismo erotismo in Tre vite e una sola morte: assente

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FilmTV assegna il voto buono a Tre vite e una sola morte

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Tre vite e una sola morte (voti: 9 media: 3,67) 9

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locandina di Tre vite e una sola morte

La trama

Una sorta di Mattia Pascal francese ama tre donne e attraversa tre vite.

Tre uomini, un unico personaggio. Un uomo esce di casa, attraversa la strada, entra in un'altra casa e ci rimane vent'anni; poi torna dalla moglie e rimane con lei fino alla morte. Un ricco professore di antropologia decide di fare il clochard e si innamora di Tania, una prostituta di Pigalle. Una giovane coppia eredita una bella casa a patto che ne mantenga il maggiordomo. Un uomo d'affari si inventa una famiglia all'estero per coprire alcune speculazioni finanziarie, e l'invenzione diventa realtà. Ruiz è riuscito a crare un divertissement filosofico-esistenziale piacevole per chiunque ami un cinema elegante ma non lezioso. Sceneggiatura perfetta e attori superbi: un film all'insegna del piacere lieve dell'intelligenza. 

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 23/09/2011 - utile per 19 utenti

Voto al film: voto buono

Il commesso viaggiatore Mateo Stano ritorna a casa dalla moglie Maria (Marisa Paredes) dopo vent'anni d'assenza. Per tutto il tempo ha vissuto in un appartamento poco lontano. Il professore di antropologia negativa all'università parigina della Sorbona Georges Vickers, lascia improvvisamente la cattedra per trasformarsi in un clochard. In questa veste incontra e s'innamora di Tania (Anna Galiena), una prostituta di "classe". Il maggiordomo Campanella diventa l'naspettato benefattore di Martin ((Melvil Poupaud) e Cècile (Chiara Mastroianni), due giovani innamorati che vivono di stenti in una piccola mansarda parigina. L'uomo d'affari Luc Allamand riceve da Mario (Jean-Yves Gautier), il suo fidato avvocato, la notizia che presto riceverà la visita di sua moglie e sua figlia. Il fatto strano è che lui non ha ne moglie e ne figlia, di essersele inventate. Loro sono il semplice frutto di un'invenzione che gli è spesso tornata utile nella gestione dei suoi poco leciti affari. Tutti è quattro i personaggi (interpretati da Marcello Mastroianni), "il commesso viaggiatore Mateo Strano, il professor Georges Vickers, il maggiordomo Campanella, l'uomo d'affari Luc Allemande ed un bambino di otto anni di nome Carlos Castano Campanile, moriranno il 30 agosto del 1999, nello stesso giorno e nella stessa ora perchè abitano tutti nello stesso corpo". Così si chiude "Tre morte è una sola vita" di Raoul Ruiz, con un' affermazione che ha il sapore ludico di un intrigante enigma da rivelare, che induce lo spettatore a fargli scorrere nella mente l'intero film per appurarne il grado di effettiva plausibilità : per scorgere quei legami che possono effettivamente avvalorarla e per vedere se e come è possibile che un unica persona possa contemporaneamente essere partecipe di situazioni di vita tra loro molto diverse. Questo insieme di impressioni lo rende un film "cubista", dove ognuna delle parti che lo compongono vive di vita propria nonostante l'intima specularità che intimamente le lega l'un l'altra e dove tutte possono anche essere analizzate nella loro possibile complementarità data la voluta intenzione dell'autore cileno di analizzare una sola vita da diverse condizioni esistenziali. La cosa è fatta senza risultare pesante eccedendo troppo in gratuiti filosofemi ma intrecciando con la giusta dose d'ironia aspetti tipici della vita parigina (penso alla piccola mansarda come nido d'amore, al clochard simpatico, ai caffè come principali luoghi di conversazione) con accenni più spiccatamente culturali riferibili all'America latina, innestando, cioè, in un quadro di bonaria ordinarietà quotidiana riflessioni sulla vita e sulla morte di marcata matrice esoterica. Se ne ricava perciò un film dalla forte impronta letteraria e dall'animo spiccatamente sudamericano, dove la struttura "labirintica" che lo sorregge e l'aurea magica che lo percorre rimandano direttamente alla sua migliore tradizione letteraria, a Borges soprattutto, ma anche al Gabriel Garcia Marquez di "Occhi di cane azzurro". Un film di nitida raffinatezza, elegante nel suo insieme composito e dall'ampio respiro culturale, con una schiera di ottimi attori a reggerne le sorti e un eccellente Marcello Mastroianni (in una delle sue ultimissime interpretazioni) a renderlo un opera inopinatamente misconosciuta.            

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SI

Opinioni su Tre vite e una sola morte


23 settembre 2011 Opinione di Peppe Comune su "Tre vite e una sola morte"
Peppe Comune

Il commesso viaggiatore Mateo Stano ritorna a casa dalla moglie Maria (Marisa Paredes) dopo vent'anni d'assenza. Per tutto il tempo ha vissuto in un appartamento poco lontano. Il professore di antropologia negativa all'università parigina della Sorbona Georges Vickers, lascia improvvisamente la cattedra per trasformarsi in un clochard. In questa veste incontra e s'innamora di Tania (Anna Galiena), una prostituta di "classe". Il maggiordomo Campanella diventa l'naspettato benefattore di...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Tre vite e una sola morte (1996)

1 commento
[utile per 19 utenti]

5 febbraio 2009 Opinione di scandoniano su "Tre vite e una sola morte"
scandoniano

Marcello Mastroianni, al penultimo film in carriera, interpreta 3 (o forse 4) personaggi in uno, che parallelamente scorrono uno accanto all’altro, creando tre vite separate che finiranno giocoforza per riunirsi in un finale forse prevedibile, ma intenso. Alla fine del film rimane una sensazione. Una sensazione che seppur palesatasi con la parola FINE, si era andata creando tuttavia durante la visione. D’accordo: la poetica di Ruiz, estroso cineasta cileno (con oltre 100 film...

voto al film: scandoniano assegna il voto mediocre a Tre vite e una sola morte (1996)



4 giugno 2008 Opinione di mm40 su "Tre vite e una sola morte"
mm40

Una coltre di noia esasperante si adagia su due ore di raccontini fiabeschi dai toni infantili quando non - chiaramente in maniera involontaria - addirittura sconsideratamente demenziali. Mastroianni ce la mette tutta per non sfigurare, ma i suoi personaggi sono morbosamente intrisi di un buonismo da favoletta che purtroppo manda all'aria qualsiasi pretesa narrativa del lavoro. Le coincidenze della vita, i misteri bizzarri, i personaggi che sembrano diversi ma in realtà (colpo di scena...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a Tre vite e una sola morte (1996)


14 settembre 2007 Opinione di Charlus Jackson su "Tre vite e una sola morte"
Charlus Jackson

Tra i film di Ruiz, uno di quelli che mi ha colpito di meno. La maniera, nel rievocare gli intimi disorientamenti spazio-temporali di Ruiz, è salvata da una discreta ironia, tutta dovuta al grande Mastroianni continuamente in preda ad assurde crisi d'identità, sino alla tregenda finale, e alla voce off che con tono distaccato ci spiega: "con le idee abbastanza confuse, i personaggi fanno questa bizzarra cosa, quest'altra cosa piuttosto strana, ...". Molti gli hanno rimproverato la...

voto al film: Charlus Jackson assegna il voto buono a Tre vite e una sola morte (1996)

nessun commento
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8 settembre 2006 Opinione di ripley77 su "Tre vite e una sola morte"
ripley77

Emanuela Martini,"Cinema al Cinema",Film Tv : Raoul Ruiz,cileno,giramondo,gran geniaccio di un cinema stratto e ironico,benvenuto da trent'anni a tutti i festival e altrettanto malvisto dalle distribuzioni,perchè i suoi film sono curiosi e raffinati,ma troppo enigmatici per il gusto medio.Ecco che invece Ruiz dimostra di saper costruire un divertissement filosofico-esistenziale che ha tutte le carte in regola per piacere al pubblico."Tre vite e una sola morte",scherzo su una specie di...

voto al film: ripley77 assegna il voto buono a Tre vite e una sola morte (1996)

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30 giugno 2006 Opinione di Stefano Battiato su "Tre vite e una sola morte"
Stefano Battiato

questo film non l'ho mai visto ma ho letto di esso una cosa molto strana: nella pellicola è presente Nanni Moretti ma non è "individuabile" nè il suo nome compare tra i crediti...

voto al film: Stefano Battiato assegna il voto nd a Tre vite e una sola morte (1996)




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