La casa dei nostri sogni (1948)
Con Cary Grant, Myrna Loy, Melvyn Douglas, Reginald Denny
La trama
Jim Blandings (Cary Grant), un pubblicitario, compera, contro il parere di tutti, una casa in campagna per sé e la famiglia, investimento che però si rivela però un affare disastroso. Jim è anche in crisi di idee: non gli riesce di trovare uno slogan per un salumificio e teme di essere licenziato.
Il regista di "Hellzapoppin", capolavoro del cinema surreale, affiancato da attori maestri di umorismo, coatruisce sul mito americano della casa (e nel Connecticut, per giunta!) una commedia gentile e spumeggiante. Sceneggiatura di Norman Panama e Melvin Frank. Aria di New Deal.
L'opinione più votata
Di yume scritta il 24/11/2010 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
Sì, perché se non arrivava Gussie, la tata di colore paffuta e sorridente, a portare alle bambine caffelatte, uova e Wham per colazione, canterellando il ritornello, il povero Jim se la vedeva male, stavolta.
Il capo aspettava da sei mesi lo slogan, la testa di Jim ormai era completamente fusa, con 38.000 dollari di casa da pagare (siamo nel ’48, oggi sarebbero…. chissà? ma non credo poco) e, dunque, licenziamento sicuro dietro l’angolo.
Trovato lo slogan, happy end sul prato di casa, tutto è bene quel che finisce bene e l’adorabile coppia Cary Grant/ Mirna Loy, col copione in mano di Mr. Blandings Builds His Dream House, ci guarda in platea e c’invita ad andarli a trovare, la casa ormai è fatta, in qualche modo la pagheranno e Jim si alzerà ogni mattina alle 5.00 per andare a lavorare in città:“Per il resto della mia vita sarò costretto ad alzarmi alle 5.00 per prendere il treno delle 6.15 ed essere al lavoro alle 8.00, l'ufficio apre alle 9.00 ed io non ci arrivo mai prima delle 10” (piccoli svantaggi compensati da tanta aria buona!)
Ma andiamo con ordine: la sveglia suona, sgradevolissima, in uno di quelli che gli architetti chiamano exsistence minimals a Manhattan.
Scatta la rissa del mattino, chi arriva primo in bagno, dov’è finito questo e quello, qui non abbiamo armadi sufficienti e non si trova più niente, non se ne può davvero più.
Famigliola media (padre, madre e due belle bambine senza animali, solo una gabbia con uccellino) stretti in pochi metri quadri al centro della metropoli, è giusto che sognino di andarsene in una bella casa nel Connecticut, con tanti armadi e bagni, innanzitutto, e poi la sala-gioco con biliardo e ping pong, la veranda davanti alla cucina con la vasca dei fiori per la signora, che ha bisogno anche di un vano tranquillo al piano superiore dove lavorare a maglia e fare tutti quei cari lavoretti femminili che adora.
Tutto questo, naturalmente, insieme ai soliti ambienti canonici di una casa che si rispetti.
Da questo momento questa deliziosa, frizzante, irresistibile commedia ci mette un po’ tutti davanti allo specchio, chi non ha mai chiamato un idraulico, o comprato casa, o cercato di far funzionare quella che ha?
Chi di noi non appartiene a quella middle class che, nel ’48 o nel 2010, sogna spazio, aria pura e silenzio di notte?
Magari facciamo a meno dell’angolo per la maglia, ma di un bagno a testa proprio no!
Mentre le disavventure del povero Jim, esemplare perfetto del sogno americano nel dopoguerra, cittadino medio della Grande Mela preso nel vortice del farsi una casa fuori città aumentano in misura esponenziale e il preventivo si gonfia come tutti i preventivi che si rispettino, la comicità delle situazioni aumenta in proporzione, Cary Grant è il solito buono un po’ tontolone che ci faremmo in quattro per aiutare, per fortuna c’è la dolce Muriel, una Myrna Loy che tutti i mariti vorrebbero per moglie, paziente, sorridente, ovviamente materna, e l’amico di casa, l’avvocato Bill Cole, un Melvyn Douglas ironico e sornione più che mai, con i suoi baffetti da sparviero e la battutaccia sempre pronta su quel candido Jim che, giustamente, dice: “Ci sono cose che si comprano col cuore, non con la mente! ESPANDI +
24 novembre 2010 Opinione di yume su "La casa dei nostri sogni"
Cominciamo da qui:“Il prosciutto non mangiam se non è di marca Wham”, cioè dalla fine, quella del film, s’intende, perché per ora è rimandata quella di Jim Blandings, pubblicitario a corto di slogans e nei debiti fino al collo, con quella maledetta casa dei suoi sogni da pagare. Sì, perché se non arrivava Gussie, la tata di colore paffuta e sorridente, a portare alle bambine caffelatte, uova e Wham per colazione,...
voto al film: 
16 ottobre 2010 Opinione di Carlo Ceruti su "La casa dei nostri sogni"
Spassosa ed effervescente commedia costume. Brillante e molto intelligente. Si ride molto ed il cast è d'eccezione. Tabellino dei punteggi di Film Tv humor:3 ritmo:3
voto al film: 
19 luglio 2010 Opinione di jonas su "La casa dei nostri sogni"
Una coppia newyorkese, stanca dei ritmi cittadini, decide di trasferirsi in campagna. Dopo aver speso una cifra ben superiore a quella preventivata, la casa nuova procura un’infinità di problemi e lui comincia anche a essere geloso di lei. Non mancano le rotture della finzione narrativa care al regista H. C. Potter: l’avvocato Melvyn Douglas commenta ironicamente la storia rivolgendosi allo spettatore, e nell’ultima scena viene inquadrato il copione in mano al...
voto al film: 
9 settembre 2008 Opinione di rubisco su "La casa dei nostri sogni"
Ottima commedia, che purtroppo soffre del doppiaggio e delle terribili traduzioni. Ma rimane un film godibilissimo, in pieno stile Golden Years. I letti separati, le bambine "carine" e "brave", l'avvocato simpatico e sornione... Insomma è quello che ci vuole per tuffarsi negli anni 50 americani (il film è del '48). Si sorride senza mai sbellicarsi, ma sempre con intelligenza.
voto al film: 
6 settembre 2008 Opinione di emmepi8 su "La casa dei nostri sogni"
uno di quei pochissimi film che si vedono e si rivedono senza nessun problema, anzi lo si va anche a cercare ina qulahce Tv sperduta. Regista che viene da un genere di rottura, ma che qui ha approfittato di un cast eccelelnte per far costruire una scenggiatura ad incastro perfetta e diretta con ambizione di commedia brillatne davvero rara. Qui ci sono argomenti a sfare che vengono fuori dalle varie situazioni gestiti al meglio, ci si diverte, ma si riflette anche molto, magari senza...
voto al film: 
29 giugno 2008 Opinione di delfinodelfino su "La casa dei nostri sogni"
da vedere! è un piccolo gioiello di film! unico..... e intramontabile!
voto al film: 
24 giugno 2007 Opinione di full95 su "La casa dei nostri sogni"
E' un film divertentissimo, molto gradevole e attuale, per certi versi, ancora oggi. Chiunque sia passato attraverso le vicissitudini della costruzione di una casa dovrebbe vederlo. I protagonisti sono perfetti, specialmente l'amico di famiglia. Deliziosi i siparietti all'interno del cantiere, dallo scavo del pozzo alla scelta dei colori per la casa. Talvolta viene trasmesso durante la programmazione estiva, non perdetelo!
voto al film: 
14 novembre 2006 Opinione di teaestefano su "La casa dei nostri sogni"
Divertente, sorridente, spigliato, ironico. Molti deridono il codice Hays, ma io non lo trovo affatto ingombrante, se non in alcuni indiscutibili eccessi (come il letto separato per i coniugi). Del resto, oggi vige un rigido codice anti-Hays: i personaggi non si possono innamorare se almeno uno non è già sposato (ma meglio se tutti e due), e soprattutto devono andare a letto subito dopo essersi conosciuti. Altrimenti si tratterebbe di un film reazionario. Tornando a questa divertente...
voto al film: 
26 agosto 2004 Opinione di sillaba su "La casa dei nostri sogni"
E' un film divertentissimo che rivedo sempre con grande piacere.
voto al film: 
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:






















