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Opinione di Lina su Rosemary's Baby

[Rosemary's Baby, USA 1968, Horror, durata 136']   Regia di Roman Polanski
Con John Cassavetes, Mia Farrow, Ruth Gordon, Elisha Cook




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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26/01/2012 voto al film: voto sufficiente

Sul film

Horror oggettivamente buono e stilisticamente perfetto forse, ma per un mio gusto personale gli assegno tre stelle che simboleggiano la sufficienza perchè ritengo la storia davvero di cattivo gusto. Se proprio devo entrare nei dettagli, ammetto che non mi è piaciuta la sua tematica e tutti i risvolti amari e crudeli che ne sono conseguiti. 
Polanski, che ha da sempre una predilezione per il mondo dell'occulto e per le tematiche sataniche, realizza un film angosciante e morboso che viene approvato e consacrato dal pubblico e dalla critica come uno dei suoi più grandi capolavori (se non il più grande). La tensione c'è e si lascia sentire in ogni momento, ma è fortemente psicologica e quasi mai visiva (perciò per evitare di sentirsi annoiati o contrariati, si astengano dalla visione tutti i patiti di quell'horror stereotipato fatto di mostri, splatter, effetti speciali a go-go, apparizioni paranormali, ambientazioni tetre e spaventose in cui avvengono esplorazioni misteriose e solitarie sovrastate da un inquietante silenzio che annuncia che qualcosa di orribile stia per succedere da un momento all'altro ecc.) i personaggi sono tutti ben caratterizzati (soprattutto la dolce ed ingenua Rosemary) e la storia prende, intriga, ipnotizza. Illustra due punti di vista interessanti, ma molto diversi che fanno anche riflettere molto: quello di una madre disposta a tutto per il figlio che sa di amare incondizionatamente qualunque cosa sia o possa diventare (del resto, lo stereotipo dell'amore genitoriale estremo fa sempre effetto e quindi anche in questo caso colpisce nel segno) e quello di un uomo che in preda alla mania del raggiungimento del successo professionale, sarebbe probabilmente disposto perfino a vendersi l'anima al diavolo, solo che alla fine invece, per veder soddisfatto il proprio ego, vende l'anima di suo figlio. Il nascituro dunque diviene grazie a dei trattamenti specifici, il figlio del demonio... e naturalmente la madre biologica, Rosemary, anche se combattuta tra shock, ribrezzo e terrore, non lo rifiuterà neanche allora e non rinuncerà a crescerlo. Interessanti si rivelano soprattutto i profili psicologici proprio di Rosemary e di suo marito che si trasformerà in un mostro ed indimenticabili ed acutamente agghiaccianti la scena dello stupro di lei fra probabile sogno e realtà e tutte le sequenze che hanno per soggetto accenni, riferimenti e rituali satanici (scena finale compresa che secondo me è la più raccapricciante di tutte).
Una piccola, grande chicca del genere questa, davvero ben raccontata e ben recitata.

Sulla regia di Roman Polanski

Ha fatto un buon lavoro.

Sull'interpretazione di John Cassavetes

Bravo.

Sull'interpretazione di Mia Farrow

Perfetta per la parte.


SI

Commenti

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