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Sotto gli ulivi (1994)

[Zire derakhatan zeyton, Iran 1994, Commedia, durata 103']   Regia di Abbas Kiarostami
Con Tahereh Ladanian, Hossein Rezai, Mohamad Ali Keshavarz



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Sotto gli ulivi: presente
Ritmo ritmo in Sotto gli ulivi: presente
Impegno impegno in Sotto gli ulivi: presente
Tensione tensione in Sotto gli ulivi: presente
Erotismo erotismo in Sotto gli ulivi: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Sotto gli ulivi

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Sotto gli ulivi (voti: 5 media: 4,00) 5

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locandina di Sotto gli ulivi

La trama

Il corteggiamento sul set continua nella vita reale, ma è più arduo.

Il regista Keshavarz sta girando "E la vita continua". Ha scelto due attori non professionisti per interpretare una coppia di giovani sposi, ma il protagonista maschile improvvisamente va sostituito. Prende il suo posto il giovane Hossein, il factotum della troupe, in realtà davvero innamorato della partner sul set. La bella Tahereh inizialmente si rifiuta di recitare con lui: troppo povero, analfabeta e asfissiante con le sue proposte di matrimonio. Ma le riprese devono continuare, così Tahereh si rassegna. E per Hossein si tratta di volgere al meglio la situazione.  

Kiarostami traduce la sua formazione in una leggerezza di tocco, una capacità di dipingere caratteri e gesti semplici trasformandoli in materiale poetico. Lascia che la storia d'amore dentro il film si dilati finché i due ragazzi padroneggiano la scena; continua così il suo discorso sugli intrecci di cinema e realtà. "E la vita continua" è davvero il titolo di un suo film del 1992.

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L'opinione più votata

Di Baliverna scritta il 20/05/2011 - utile per 7 utenti

Voto al film: voto buono

Per apprezzare questo film basta un filo di pazienza, niente pregiudizi, e un po' di apertura verso uno stile cinematografico a cui non siamo abituati. Non è molto in fondo, e sicuramente vale la pena metterci questo pizzico di buona volontà per seguire una storia sentimentale (benché un po' a modo suo), di introspezione psicologica, che scava a fondo nel cuore dei personaggi servendosi di piccoli accorgimenti e minuzie della recitazione. Kiarostami è un artista decisamente libero, che non ha la minima paura di annoiare o deludere lo spettatore con soluzioni da cui ogni altro regista fuggirebbe, a cominciare dal mostrare tutti i tentativi di girare una stessa scena sul set del film nel film. Un altro elemento del suo stile che potrebbe infastidire subito chi si mette a guardare con schemi mentali rigidi è l'uso insistito del fuori campo. Molto spesso, cioè, l'azione o il dialogo non vengono inquadrati dalla cinepresa, la quale guarda altrove. Qualcuno si struggerà dalla curiosità di vedere il secondo piano della casa delle prove di scena, che viene invece inquadrata solo dopo molto tempo... Eppure la somma di tutti questi elementi produce non un supponente e noioso film d'autore, ma un ottimo esempio di cinema molto originale, che finisce per piacere decisamente. Il corteggiamento della bella e ritrosa ragazza di cui è innamorato l'attore (in due sensi) è rappresentato con molta sensibilità e realismo, entrambi decisamente poco comuni. Gli sguardi obliqui, apprensivi e timidi del giovane che guarda non ricambiato la sua innamorata sono impagabili, e sembrano veri. Complimenti all'attore. La ragazza, dal canto suo, con la sua ostinata ritrosia è estremamente femminile. Il film è disseminato di accenni al disastroso terremoto che aveva appena colpito l'Iran, nel film e nella realtà. Uno dei temi del film è l'interferenza ingombrante del cinema nella vita, piani che i personaggi del film nel film fanno fatica a distinguere. Uno dei ragazzi che portano i vasi di fiori è il protagonista del precedente “Dov'è la casa del mio amico?”. Bella la fotografia, con verdeggianti e ondeggianti campi, e ombrosi uliveti.
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SI

Opinioni su Sotto gli ulivi


20 maggio 2011 Opinione di Baliverna su "Sotto gli ulivi"
Baliverna

Per apprezzare questo film basta un filo di pazienza, niente pregiudizi, e un po' di apertura verso uno stile cinematografico a cui non siamo abituati. Non è molto in fondo, e sicuramente vale la pena metterci questo pizzico di buona volontà per seguire una storia sentimentale (benché un po' a modo suo), di introspezione psicologica, che scava a fondo nel cuore dei personaggi servendosi di piccoli accorgimenti e minuzie della recitazione. Kiarostami è un artista...

voto al film: Baliverna assegna il voto buono a Sotto gli ulivi (1994)

nessun commento
[utile per 7 utenti]

17 giugno 2008 Opinione di sasso67 su "Sotto gli ulivi"
sasso67

È un buon film, anche se non il migliore di Kiarostami. Il fatto stesso che da parte di molti critici se ne faccia dipendere parte del valore dalla conoscenza di altre opere dell'autore iraniano non mi pare certo un merito. Vi si trova, comunque, il consueto rigore formale e morale, nonché l'abilità di Kiarostami di costruire storie toccanti ed interessanti anche con pochissimi mezzi. Fra l'altro, la scelta di fare un film nel film (seppure chiaramente un pretesto) era abbastanza...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Sotto gli ulivi (1994)



13 settembre 2006 Opinione di ripley77 su "Sotto gli ulivi"
ripley77

Emanuela Martini,Cinema al cinema,Film Tv : Arriva in Italia con due anni di ritardo l'ultimo film,bellissimo,di Abbas Kiarostami,maestro iraniano di una sorta di neorealismo poetico,capace in eguale misura di ironia e consapevolezza,di pietà e rigore.Famoso soprattutto per due titoli,"Dov'è la casa del mio amico?" del 1987 e "E la vita continua" che ha diretto nel '92,tornando dopo il terremoto del '90 sugli stessi luoghi e personaggi del film precedente,Kiarostami con "Sotto gli ulivi"...

voto al film: ripley77 assegna il voto buono a Sotto gli ulivi (1994)


27 settembre 2005 Opinione di nico80 su "Sotto gli ulivi"
nico80

9

voto al film: nico80 assegna il voto nd a Sotto gli ulivi (1994)



21 novembre 2004 Opinione di Aquilant su "Sotto gli ulivi"
Aquilant

Non privo di un'incessante sequela di immoti piani sequenza dal particolare fascino esotico, il film narra il contrastato corteggiamento del giovane Hossein nei confronti della capricciosa Tahereh, del tutto refrattaria a qualsiasi tipo di avance. Intriso di un curioso romanticismo di stile moderatamente retro, infarcito di sequenze ripetitive oltre ogni limite e dotato di un andamento insolitamente dimesso, “Sotto gli ulivi” sembra apparentemente destinato alla visione di un pubblico...

voto al film: Aquilant assegna il voto buono a Sotto gli ulivi (1994)



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