Scuola di polizia. Missione a Mosca - La recensione di FilmTv
Con George Gaynes, Michael Winslow, Christopher Lee, Ron Perlman, Leslie Easterbrook
La recensione di FilmTv
Siamo al settimo episodio della serie e i nostri eroi sono sbarcati a Mosca per arrestare un padrino della mafia. Speriamo che non facciano ritorno
Fermateli. Scuola di polizia. Missione a Mosca di Alan Metter trascina nel fango una serie (e non è una novità) ma soprattutto scaraventa sulla inconsapevole Russia le idiozie della California peggiore. Le sempre più stanche trovate dei precedenti film non trovano più un ambiente consono, come quello di una terra senza storia. Vedere un gruppo di imbecilli ruzzolare su e giù per una città come Mosca, passando furbescamente davanti alla Casa bianca (il parlamento) ancora annerito dal fumo degli incendi, irrita, oltre a non divertire. Lo spunto flebilissimo della vicenda è il traffico di dischetti da computer condotto da un grottesco esportatore russo. Dietro innocui videogiochi si celano le chiavi di accesso alla banca dati della polizia russa, a sua volta in contatto con le altre polizie del mondo. Per condire il tutto ci sono le gelosie tra gli agenti di casa e quelli di importazione, le goffe seduzioni, le carambole di auto in strade certo meno affollate di quella americane, il solito doppiaggio fastidioso che fa parlare i russi come ai tempi di Ninotchka. Nel bailamme spiace vedere coinvolto Christopher Lee nei panni di un iperdecorato generale russo.
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