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Breaker Morant (1979)

[Breaker Morant, Australia 1979, Drammatico, durata 107']   Regia di Bruce Beresford
Con Edward Woodward, Jack Thompson, John Waters, Bryan Brown



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Breaker Morant: assente
Ritmo ritmo in Breaker Morant: forte
Impegno impegno in Breaker Morant: forte
Tensione tensione in Breaker Morant: forte
Erotismo erotismo in Breaker Morant: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Breaker Morant

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Breaker Morant (voti: 2 media: 4,00) 2

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La trama

Transvaal, 1901, boeri e inglesi combattono gli uni per difendere la loro indipendenza, gli altri per soffocarla. Dell'esercito inglese fa parte un corpo speciale australiano, i Bushwell Carabiniers, nel quale si è arruolato Harry Morant, detto Morant per la sua abilità di domatore. Per vendicare un suo amico, il capitano Hunt, ucciso dai guerriglieri boeri, Harry fa fucilare senza processo alcuni prigionieri.  

Da una vicenda vera, l'episodio si riferisce a un episodio della guerra anglo-boera, un film polemicamente coraggioso. Un buon Beresford, prima che emigrasse a Hollywood. Oscar per l'avvocato difensore Jack Thompson.

L'opinione più votata

Di Dalton scritta il 08/03/2011 - utile per 11 utenti

Voto al film: voto buono

Mezzo pianeta ha difficoltà di distribuzione sul mercato, per via dell’egemonia statunitense.
Hollywood riserva un ostacolo insidioso, in particolar modo, agli altri paesi anglofoni: l’importazione, anzi il reclutamento, dei cervelli migliori.
Qualche libro di storia della settima arte afferma che, dagli anni ’70, avvenne una sorta di rinascita cinematografica nel nuovissimo continente. A mio avviso, in questo periodo, il cinema australiano iniziò ad acquistare spessore per la prima volta.
Il primo caso eclatante fu Peter Weir col suo HANGING ROCK. Sorsero altri bravi artigiani come:
George Miller,
Baz Luhrmann,
Fred Schiepsi,
Phillip Noyce,
Russell Mulcahy,
Roger Donaldson,
Gillian Armstrong.
Questa scuola di nuovi autori cresciuti affianco ai canguri arguì che, per attirare l’attenzione d’un vasto pubblico, bisogna attuare concessioni allo spettacolo. Magari unendole a tematiche sociali forti (seguendo l’esempio extrastatunitense de LA BATTAGLIA DI ALGERI, UN UOMO UNA DONNA o Z – L’ORGIA DEL POTERE).
Quindi, via libera a campi lunghi: dopotutto, quale luogo si adatta meglio a riprese panoramiche se non l’Australia? Poi vennero i grandangoli, le pirotecnie acrobatiche (con conseguente riscoperta della figura dello stunt-man), montaggio serrato con primi piani repentini, uso di comparse, abuso di sentimenti a buon mercato, ecc ... Iniziavi a distinguere la provenienza dell'opera soltanto dai consueti tocchi nichilistici, tipicamente detestati dai produttori americani.
Ci furono perfino timide promozioni divistiche (anche questo contribuisce allo spettacolo). E così, anche al cospetto alla cinepresa, spuntarono anche due personaggi folcloristici quanto interessanti: Paul Hogan e Mel Gibson.
L’eco del successo che questa scuola di pensiero iniziò a riscuotere in patria e giunse subito all’orecchio delle major americane.
Gli USA ti premiano se vali e finchè vali qualcosa sul mercato. Se eccettuiamo l’ultimo personaggio elencato, che si è trovato in - quasi - perfetta sintonia con il modus operandi degli studios, gli altri artisti sono scivolati pian pianino nel dimenticatoio. Almeno se parliamo di riscontro da parte delle grandi masse o di circuiti che non snobbino rappresentazioni autoriali “integraliste”, come quelle della loro connazionale Jane Campion. Attualmente, qualcuno dei nomi citati prima sopravvive in opere minori, qualcuno sguazza nei videoclip e qualcuno ha pure provato a tornare in patria, col capo chino … e un portafoglio leggermente più gonfio.
E’ il caso di tralasciare il proverbio “Nemo profeta in patria” e spolverarne un altro: “Nel paese dei ciechi, il guercio è un re”. Se nel pur vasto territorio del Pacifico questa travolgente ondata artistica sembrava irrefrenabile; nell’altrettanto vasto territorio Atlantico, tali aspettative si scontravano con un maggior costo per le materie prime o una maggiore – anche sleale – concorrenza. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Breaker Morant


8 marzo 2011 Opinione di Dalton su "Breaker Morant"
Dalton

Mezzo pianeta ha difficoltà di distribuzione sul mercato, per via dell’egemonia statunitense. Hollywood riserva un ostacolo insidioso, in particolar modo, agli altri paesi anglofoni: l’importazione, anzi il reclutamento, dei cervelli migliori. Qualche libro di storia della settima arte afferma che, dagli anni ’70, avvenne una sorta di rinascita cinematografica nel nuovissimo continente. A mio avviso, in questo periodo, il cinema australiano iniziò ad...

voto al film: Dalton assegna il voto buono a Breaker Morant (1979)

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